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Art. 1362 Codice Civile — Anno 2024

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1851 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Plusvalenza cessione fabbricato: no tasse se da demolire
L'Agenzia delle Entrate aveva tassato la plusvalenza derivante dalla vendita di un fabbricato destinato alla demolizione, considerandola come cessione di area edificabile. La Corte di Cassazione ha annullato la pretesa fiscale, stabilendo che la vendita di un immobile, anche se destinato alla demolizione, resta una cessione di un fabbricato e non di un terreno. Pertanto, la plusvalenza cessione fabbricato non rientra nell'ipotesi tassabile prevista dall'art. 67 del TUIR per i terreni.
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Spese accertamento tecnico preventivo: quando si ha diritto
Un proprietario, coinvolto in un accertamento tecnico preventivo (ATP) per infiltrazioni e risultato estraneo ai fatti, ha citato in giudizio la controparte per ottenere il rimborso delle spese legali e tecniche sostenute. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, specificando che le spese dell'accertamento tecnico preventivo non possono essere recuperate con un'azione autonoma per danni. Esse possono essere liquidate solo nel successivo giudizio di merito, a condizione che vi sia un nesso di strumentalità, ovvero che l'ATP sia stato propedeutico a quella specifica causa.
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Usucapione servitù di passaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'usucapione servitù di passaggio. La decisione conferma le sentenze di merito che avevano riconosciuto il diritto di passaggio a favore di una proprietà, basandosi sulla visibilità e permanenza di un sentiero. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge, soprattutto in caso di "doppia conforme" (decisioni uguali nei primi due gradi di giudizio).
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Improcedibilità del ricorso: errore fatale in Cassazione
Una società sanitaria ha impugnato una sentenza che la condannava a rimborsare una ASL per aver superato i tetti di spesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile. La ragione fondamentale della decisione è l'improcedibilità del ricorso, derivante dal mancato deposito della prova di notifica della sentenza impugnata, un requisito procedurale inderogabile.
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Ricorso inammissibile: leasing e motivi di appello
Un imprenditore ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello relativa a contratti di leasing. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su vizi procedurali, in particolare sulla mancata impugnazione di tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) della sentenza di secondo grado e sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso.
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Condizione sospensiva: testamento valido se impossibile?
Un testatore nomina eredi i nipoti a condizione che lo assistano, ma poi rifiuta il loro aiuto, rendendo la condizione impossibile. La Corte di Cassazione stabilisce che la disposizione testamentaria resta valida. Se il testatore stesso impedisce l'avveramento di una condizione sospensiva ma non revoca la nomina a erede, la volontà di istituire l'erede prevale in base al principio del 'favor testamenti', e la condizione si considera come non apposta.
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Perdita di chance nel pubblico: quando è risarcibile?
Un dirigente pubblico ha citato in giudizio l'Amministrazione per demansionamento e perdita di chance a seguito di una riorganizzazione interna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che la domanda per perdita di chance deve essere specifica e non un generico lamento. Inoltre, ha ribadito l'assenza di un diritto all'assegnazione di un incarico dirigenziale specifico, data la fungibilità normativa di tali ruoli, e ha chiarito l'autonomia dell'Avvocatura dello Stato nel decidere se impugnare o meno una sentenza.
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Risoluzione del mutuo: il titolo esecutivo resta valido
Una banca ha avviato un'azione esecutiva basata su un contratto di mutuo fondiario, precedentemente terminato per inadempimento del debitore. Quest'ultimo si è opposto, sostenendo che un successivo accordo transattivo, anch'esso non rispettato, avesse superato il contratto originale. La Corte d'Appello aveva dato ragione al debitore, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che la risoluzione del mutuo non estingue il contratto originale come titolo esecutivo valido per la restituzione del capitale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Assunzione di responsabilità via email: vale come impegno?
Un architetto revoca l'incarico a un notaio e, in una email alla venditrice, si dichiara disponibile a pagare la parcella. La Cassazione ha confermato la sua condanna a rimborsare i costi alla venditrice, qualificando l'email come una valida assunzione di responsabilità e non un mero riconoscimento di debito.
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Obbligazione facoltativa: la Cassazione chiarisce
Una società aveva ricevuto un finanziamento con la possibilità di rimborsarlo in denaro o, in alternativa, tramite la fornitura di merci a prezzi scontati. La Corte di Cassazione ha stabilito che si trattava di un'obbligazione facoltativa, in cui la prestazione principale era la restituzione del denaro. La possibilità di pagare in natura era solo una facoltà del debitore e, pertanto, il presunto vantaggio usurario derivante dai prezzi scontati è stato ritenuto irrilevante ai fini della valutazione dell'usura sul contratto di mutuo principale. Il ricorso è stato respinto.
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Inquadramento superiore: quando le mansioni non bastano
Un lavoratore del settore elettrico ha richiesto un inquadramento superiore basato sulle sue mansioni di preventivista. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, sebbene le mansioni fossero di concetto e rilevanti, non raggiungevano la 'particolare importanza' richiesta dal CCNL per la categoria superiore. La Corte ha inoltre chiarito che il confronto con la classificazione di altri colleghi non è un criterio decisivo per ottenere la promozione.
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Buoni fruttiferi postali: tassi e timbri parziali
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un risparmiatore titolare di buoni fruttiferi postali serie 'Q/P' emessi su moduli della precedente serie 'P'. A causa di un timbro incompleto che non copriva i tassi dell'ultimo decennio, il risparmiatore richiedeva i rendimenti più alti della vecchia serie. La Suprema Corte ha stabilito che il contratto va interpretato nel suo complesso e che la stampigliatura della nuova serie 'Q/P' prevale. La mancata indicazione dei tassi per l'ultimo periodo costituisce una lacuna contrattuale, che deve essere colmata tramite integrazione con le condizioni previste dal decreto ministeriale istitutivo della nuova serie, e non applicando i vecchi tassi residui.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e motivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24777/2024, rigetta il ricorso di una società costruttrice, chiarendo i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale. La Corte ha stabilito che la libertà degli arbitri nella gestione del procedimento non viola il contraddittorio se è garantito il diritto di difesa. Inoltre, ha ribadito che l'impugnazione per errore di diritto non consente un riesame del merito, ma è limitata a specifiche violazioni, che devono essere puntualmente indicate dal ricorrente.
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Transazione locatizia: è valida dopo lo sfratto?
Un conduttore, il cui contratto di locazione era stato risolto per inadempimento, ha firmato una transazione locatizia per ritardare l'esecuzione dello sfratto in cambio della rinuncia all'appello. In seguito, ha sostenuto che l'accordo fosse simulato e mirasse a continuare il rapporto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la transazione era valida, che i pagamenti effettuati erano indennità di occupazione e non canoni, e che non vi era stata alcuna rinnovazione tacita del contratto.
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Buoni postali: tassi d’interesse e timbro sul retro
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di buoni postali emessi su moduli di serie precedenti, il timbro che appone la nuova serie e i nuovi tassi d'interesse prevale sulla stampa originale. Se il timbro non copre tutti i periodi di rendimento, la lacuna contrattuale viene colmata tramite integrazione suppletiva, applicando i tassi previsti dal decreto ministeriale che ha istituito la nuova serie, e non quelli, pur visibili, della vecchia serie.
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Prescrizione credito: quando inizia a decorrere?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della prescrizione credito in un contratto di mutuo. In caso di mancato pagamento delle rate, la Corte ha stabilito che il termine di prescrizione per l'intero debito non decorre automaticamente dalla data dell'inadempimento, ma dal momento in cui il creditore manifesta formalmente la volontà di avvalersi della clausola di decadenza dal beneficio del termine, ad esempio notificando un atto di precetto. Fino a quel momento, il diritto di esigere l'intera somma non è sorto.
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Buoni fruttiferi postali: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che per i buoni fruttiferi postali della serie Q/P, in caso di tabella incompleta, i tassi per l'ultimo decennio non sono quelli della vecchia serie P visibili sul titolo, ma quelli previsti dal decreto ministeriale. L'accordo si integra con la normativa di riferimento, escludendo un'interpretazione frammentaria del documento.
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Danno da occupazione: come si calcola l’indennizzo?
Una società creditrice ha richiesto un risarcimento per il danno da occupazione illegittima di un immobile da parte di una società fallita, a seguito della cessazione di un contratto di affitto d'azienda. La società fallita sosteneva che il risarcimento dovesse basarsi sul canone pattuito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del tribunale che aveva liquidato il danno sulla base del più elevato valore locativo di mercato del bene, come stimato da un consulente tecnico, e non sul canone originario dell'affitto d'azienda.
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Patto successorio e garanzia: clausola per eredi
La Corte di Cassazione esamina un caso riguardante la validità di una clausola in un contratto di garanzia che estende la responsabilità solidale agli eredi del garante. L'erede di un fideiussore si opponeva al pagamento integrale di un debito, sostenendo che tale clausola violasse il divieto di patto successorio e le norme sulla ripartizione dei debiti ereditari. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola valida. La Cassazione, riconoscendo la grande importanza della questione giuridica, non ha emesso una decisione finale ma ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, sospendendo di fatto il giudizio.
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Limiti Consulenza Tecnica d’Ufficio: la Cassazione
Una società committente cita in giudizio un ingegnere per i danni derivanti da uno smottamento del terreno che ha messo a rischio un capannone industriale. Il punto centrale della controversia riguarda i limiti della consulenza tecnica d'ufficio (CTU), in quanto il perito nominato dal tribunale avrebbe superato il quesito postogli. La Corte di Cassazione chiarisce che tale superamento non comporta la nullità automatica della perizia, a condizione che sia stato rispettato il diritto di difesa delle parti. La Corte ha confermato la responsabilità esclusiva del progettista e ha stabilito che l'assicurazione debba coprire il danno secondo il massimale principale, e non quello ridotto per "rovina".
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