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Art. 1353 Codice Civile

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216 provvedimenti

Imposta di registro: tassazione sentenze immobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza emessa per l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare è soggetta a imposta di registro in misura proporzionale. Anche se il trasferimento dell'immobile è subordinato al pagamento del prezzo, tale clausola non costituisce una vera condizione sospensiva ai fini fiscali, ma una condizione meramente potestativa dipendente dalla volontà dell'acquirente. Pertanto, l'imposta deve essere applicata immediatamente sul valore del bene, superando l'orientamento che prevedeva la tassazione fissa in attesa dell'adempimento del pagamento.
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Imposta di registro: tassazione sentenze art 2932
La Corte di Cassazione ha chiarito che la sentenza emessa per l'esecuzione in forma specifica di un preliminare di vendita è soggetta a imposta di registro proporzionale. Anche se il trasferimento della proprietà è subordinato al pagamento del prezzo, tale clausola è considerata una condizione meramente potestativa. Di conseguenza, l'imposta di registro deve essere applicata immediatamente, poiché l'atto giudiziario produce i suoi effetti tipici indipendentemente dalla volontà dell'acquirente di saldare il debito in un momento successivo.
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Inammissibilità del ricorso: regole in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso in un caso riguardante un contratto preliminare di vendita di un garage. La decisione si fonda su vizi procedurali, tra cui la mancata impugnazione di una delle 'rationes decidendi' della sentenza d'appello e la violazione del principio di autosufficienza del ricorso, confermando l'importanza del rigore formale nel processo civile.
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Cambio appalto: il CCNL obbliga all’assunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32805/2023, ha stabilito che in un cambio appalto per servizi pubblici, la clausola del CCNL Ambiente che prevede l'assunzione del personale dell'impresa uscente è vincolante per la nuova società appaltatrice. Questo obbligo sussiste a prescindere dalla configurabilità di un trasferimento di ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva negato il diritto di un lavoratore alla ricostituzione del rapporto, affermando la forza cogente della norma contrattuale collettiva volta a garantire la stabilità occupazionale.
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Risoluzione consensuale: legittima la condizione?
Una lavoratrice ha richiesto l'accesso a un fondo di esodo, che prevedeva una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. L'azienda ha subordinato l'accordo alla rinuncia, da parte della dipendente, a una causa pendente per mobbing. Di fronte al rifiuto della lavoratrice, l'accordo non si è perfezionato. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della condotta aziendale, ritenendola espressione della libera autonomia negoziale delle parti e respingendo il ricorso della lavoratrice.
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Data certa: quando è opponibile a terzi? La Cassazione
Una società cercava di recuperare un credito basandosi su un contratto di cessione che riportava due date diverse, una precedente e una successiva alla cancellazione della società cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per avere data certa opponibile a terzi, un documento privato deve basarsi su fatti oggettivi ed esterni, come previsto dall'art. 2704 c.c., e non su presunzioni o elementi interni al documento stesso, annullando così la decisione del giudice d'appello.
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Clausola risolutiva: quando è valida la chiusura
Un gestore di un impianto di carburanti ha impugnato la decisione di una compagnia petrolifera di terminare il contratto in base a una clausola risolutiva che permetteva la chiusura dell'impianto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola non era una clausola risolutiva espressa (che richiede un inadempimento), bensì una valida condizione risolutiva legata a scelte imprenditoriali, e quindi legittima.
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Usucapione immobile: no se il venditore resta in casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31434/2023, ha negato la possibilità di usucapione immobile ai venditori che, dopo aver ceduto la proprietà a una società, erano rimasti ad abitarvi. La Corte ha stabilito che la loro permanenza costituiva una mera detenzione, non un possesso utile ai fini dell'usucapione, a causa di un accordo scritto in cui si impegnavano a rilasciare i locali. Questa decisione chiarisce la fondamentale differenza tra possesso e detenzione nel contesto di una compravendita immobiliare.
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Risarcimento del danno: la Cassazione e il brevetto
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di contraffazione di un brevetto per telefoni Dual SIM. La sentenza chiarisce i criteri per il risarcimento del danno, affrontando temi cruciali come il lucro cessante, la retroversione degli utili, il danno da perdita di valore del brevetto e il principio del giudicato interno. La Corte ha cassato la sentenza d'appello su un punto specifico relativo alla quantificazione del danno, stabilendo che il giudice d'appello non poteva modificare la base di calcolo stabilita in primo grado in assenza di una specifica impugnazione sul punto. Viene inoltre ribadito il principio per cui il risarcimento del danno non può portare a una duplicazione delle voci di ristoro, escludendo il cumulo tra lucro cessante e perdita di valore del brevetto per lo stesso periodo.
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Contratto d’opera professionale: oneri e responsabilità
Un professionista ha citato in giudizio i suoi committenti per il mancato pagamento di uno studio di progetto. I committenti si sono difesi sostenendo di aver agito per conto di un comune e che il pagamento era subordinato a condizioni non verificatesi. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dei committenti, chiarendo che un contratto d'opera professionale che coinvolge la Pubblica Amministrazione richiede la forma scritta e che le obbligazioni di pagamento non possono essere eluse facilmente.
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Competenze geometra: contratto nullo senza compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto d'opera professionale stipulato con un geometra per la progettazione di un tetto in cemento armato. Poiché tale attività rientra nelle competenze esclusive degli ingegneri, il contratto è stato dichiarato radicalmente nullo. Di conseguenza, al geometra non spetta alcun compenso per l'attività svolta, in quanto le sue competenze professionali non erano adeguate all'incarico ricevuto.
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Imposta di registro sentenza 2932: quando si paga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1793/2026, ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza emessa ai sensi dell'art. 2932 c.c. è dovuta a prescindere dall'integrale pagamento del prezzo. Il provvedimento giudiziale che trasferisce la proprietà di un immobile in esecuzione di un contratto preliminare ha un effetto traslativo immediato ai fini fiscali, rendendo l'imposta esigibile al momento della sua emissione.
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Diritto d’uso su parcheggio: la Cassazione decide
Un'acquirente di un appartamento rivendica il suo diritto d'uso su parcheggio contro la curatela fallimentare della società costruttrice. La Cassazione conferma che tale diritto sorge per legge e che l'obbligo di pagamento del corrispettivo è parziario, non solidale tra i condomini, rigettando il ricorso della curatela.
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Clausola pagamento PA: quando è nulla la condizione?
Un istituto scolastico ha subordinato il pagamento di una fornitura tecnologica all'accreditamento di fondi ministeriali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10671/2024, ha stabilito che la clausola pagamento PA è valida, ma l'ente pubblico ha l'obbligo di agire in buona fede per ottenere i fondi. Non avendolo fatto, la scuola è stata condannata a pagare il fornitore, come se la condizione si fosse avverata.
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Termine essenziale finanziamento: revoca legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca di un finanziamento pubblico a un'impresa che non ha rispettato il termine essenziale per la conclusione di un programma di investimenti. La revoca è stata ritenuta valida nonostante l'inadempimento fosse causato da un sequestro penale del cantiere, configurando un'impossibilità temporanea della prestazione. Secondo la Corte, il carattere essenziale del termine, legato all'interesse pubblico di una celere e corretta allocazione delle risorse, giustifica la risoluzione del contratto e la revoca del beneficio, senza che l'impresa possa vantare diritti sui pagamenti parziali (SAL) già maturati.
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Contratto a termine: quale prevale se ne firmi due?
La Cassazione ha stabilito che, in caso di successione di contratti, prevale il contratto a termine effettivamente eseguito dalle parti, anche se preceduto da un accordo a tempo indeterminato mai entrato in vigore perché sottoposto a condizione sospensiva. La volontà successiva delle parti e il comportamento concludente sono decisivi per determinare la natura del rapporto di lavoro.
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Inammissibilità ricorso cassazione: guida ai motivi
Un avvocato dipendente del settore pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello riguardante il suo rapporto di lavoro, il licenziamento e diverse pretese economiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali per adire la Suprema Corte. La decisione evidenzia che non è sufficiente proporre una diversa interpretazione dei fatti, ma è necessario contestare specificamente la 'ratio decidendi' (la ragione giuridica della decisione) della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Clausola floor nei leasing: quando è valida?
Una società utilizzatrice ha contestato la validità di una clausola floor inserita in un contratto di leasing per un capannone industriale, sostenendone la natura vessatoria e la qualifica di derivato implicito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ha stabilito che la clausola floor non è vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c. e non costituisce uno strumento derivato, ma una legittima pattuizione per regolare la variabilità del tasso. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo la ricorrente riportato adeguatamente i documenti essenziali alla decisione.
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Onere della prova nel riscatto agrario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che nel riscatto agrario l'onere della prova sui requisiti soggettivi e oggettivi grava sempre sull'attore. Il principio di non contestazione non si applica se i fatti non sono a conoscenza del convenuto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto la domanda di riscatto basandosi sulla generica contestazione della controparte, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto del corretto riparto dell'onere della prova.
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Confisca e terzi acquirenti: tutela del promissario
La Corte di Cassazione analizza il caso di un immobile, oggetto di un contratto preliminare e di una successiva sentenza di trasferimento, sottoposto a confisca di prevenzione. La sentenza chiarisce che la tutela della posizione del promissario acquirente non si basa sulla prova della sua buona fede, ma sulla disciplina dei rapporti pendenti al momento del sequestro. Viene annullata la decisione del tribunale che aveva rigettato l'istanza degli eredi del promissario acquirente, stabilendo che spetta all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati decidere se subentrare nel contratto o risolverlo, secondo la normativa sulla confisca e terzi acquirenti.
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