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Art. 1341 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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100 provvedimenti

Altri anni per Art. 1341 Codice Civile

Clausola compromissoria e P.A.: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della clausola compromissoria nei contratti di concessione pubblica. La Corte ha stabilito che le controversie relative al risarcimento danni per inadempimenti contrattuali della Pubblica Amministrazione, come il ritardo nell'attivazione di servizi, rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e sono quindi devolvibili ad arbitri. La pronuncia conferma anche la validità di una clausola compromissoria che attribuisce la facoltà di adire il giudice statale solo a una delle parti, qualificandola come patto di opzione.
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Clausola di reviviscenza: valida anche con transazione
La Corte di Cassazione conferma la validità della clausola di reviviscenza in un contratto di fideiussione. Anche se il creditore restituisce le somme incassate a seguito di una transazione con la curatela fallimentare del debitore principale, la garanzia del fideiussore torna ad essere efficace. La Corte ha chiarito che tale clausola non è vessatoria e che la transazione funge da mero presupposto fattuale per la sua applicazione, senza estinguere l'obbligazione del garante.
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Riserve appalti pubblici: quando iscriverle?
Una società di costruzioni ha perso il diritto a un compenso extra per ritardi causati da sottoservizi non previsti. La Corte di Cassazione ha confermato che le riserve appalti pubblici sono state presentate tardivamente. La sentenza sottolinea che la riserva va iscritta non appena si percepisce la potenziale dannosità del fatto, senza attendere la quantificazione del danno, pena la decadenza dal diritto.
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Indennità di esproprio: errore nel modulo, cosa fare?
Eredi di un proprietario terriero contestano l'indennità di esproprio a causa di un modulo di accettazione ambiguo. La Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, distinguendo tra indennità di esproprio e di occupazione e rilevando l'omessa pronuncia del giudice di merito su uno dei due fondi coinvolti.
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Rinuncia riserva appalto: è irrevocabile? Cassazione
Una curatela fallimentare ha agito contro una pubblica amministrazione per ottenere il pagamento di somme iscritte in alcune riserve di un contratto d'appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la rinuncia riserva appalto è un atto irrevocabile. Una volta comunicata alla stazione appaltante, la rinuncia estingue definitivamente il diritto dell'appaltatore, in linea con il principio di certezza della spesa pubblica che caratterizza la disciplina degli appalti pubblici.
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Mutatio libelli in investimenti finanziari: la Cassazione
Un investitore ha subito perdite ingenti operando in futures. Dopo aver citato in giudizio la banca chiedendo la nullità dei contratti, ha modificato la sua domanda in risoluzione per inadempimento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'investitore, stabilendo che tale modifica costituisce una 'mutatio libelli' non consentita. La Corte ha chiarito che i motivi del ricorso devono colpire la specifica ratio decidendi della sentenza impugnata, altrimenti risultano inammissibili.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione e l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti (fideiussori) contro una società cessionaria di crediti bancari. I ricorrenti contestavano la validità di una fideiussione omnibus e la legittimità del recesso della banca. La Corte ha respinto il ricorso basandosi sulla regola della "doppia conforme", che limita l'esame dei fatti in Cassazione quando due sentenze di merito sono concordi. Inoltre, ha sottolineato che per far valere la nullità delle clausole conformi allo schema ABI, il ricorrente deve fornire prove specifiche e dettagliate, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Cessione del contratto: la clausola arbitrale segue?
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di cessione del contratto, anche la clausola compromissoria per la risoluzione delle controversie viene trasferita al nuovo contraente. La vicenda riguarda la cessione di un contratto derivato (IRS), il cui accordo quadro originario prevedeva l'arbitrato. Nonostante la società cessionaria avesse stipulato un nuovo accordo con la banca, privo di tale clausola, la Suprema Corte ha ritenuto valido l'arbitrato, confermando l'inscindibilità tra il contratto derivato e il suo accordo quadro originario. Il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile.
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Fideiussione omnibus nulla: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società e dalla sua garante contro una società di gestione del credito. I ricorrenti sostenevano la nullità di una fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust, basandosi sulla sua somiglianza con uno schema ABI del 2003. La Corte ha stabilito che il ricorso mescolava impropriamente diversi motivi di impugnazione e che i ricorrenti non avevano soddisfatto l'onere della prova, poiché la semplice somiglianza testuale, a distanza di molti anni, non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'intesa illecita al momento della stipula. Di conseguenza, la condanna al pagamento emessa dalla Corte d'Appello è stata confermata.
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Liberazione fideiussore: il ruolo di amministratore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante che era anche amministratore della società debitrice. La Corte ha stabilito che la liberazione fideiussore, ai sensi dell'art. 1956 c.c., non si applica in questo caso, poiché si presume che il garante-amministratore sia a conoscenza delle condizioni finanziarie precarie della società. Di conseguenza, il suo consenso a nuove operazioni di credito è considerato implicito. È stata inoltre respinta l'eccezione di nullità per presunte clausole anticoncorrenziali per mancanza di prova.
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Obblighi informativi banca: la prova è a suo carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4282/2025, ha stabilito principi cruciali sugli obblighi informativi degli intermediari finanziari. Se la banca non comunica al cliente un cambio di strategia di investimento o perdite superiori al 30%, si presume un nesso causale con il danno subito. Spetta quindi alla banca, e non al cliente, provare di aver agito con la massima diligenza per evitare il pregiudizio. La Corte ha cassato la precedente sentenza d'appello, che aveva erroneamente addossato l'onere della prova ai risparmiatori.
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Specificità dei motivi: appello in Cassazione respinto
Un fideiussore ha presentato ricorso in Cassazione contro una banca, contestando un debito derivante da un conto corrente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità dei motivi. L'ordinanza sottolinea che non è sufficiente riproporre le stesse argomentazioni dei gradi di merito, ma è necessario formulare una critica puntuale e specifica contro la sentenza impugnata, dimostrando il rispetto del principio di specificità dei motivi.
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Ribasso d’asta ATI: quale accordo prevale?
Una società facente parte di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) agiva in giudizio contro la società mandataria per ottenere il pagamento del corrispettivo basato su un ribasso d'asta inferiore a quello da lei originariamente proposto. L'ATI si era aggiudicata un appalto pubblico con un ribasso medio complessivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società mandataria, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che, in assenza di una prova certa e scritta di un accordo interno sulla ripartizione dei compensi basata sui singoli ribassi, l'unico dato valido è il ribasso unitario offerto alla stazione appaltante. Gli accordi interni non possono prevalere sull'impegno collettivo assunto pubblicamente.
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Ammortamento alla francese: legittimo nel leasing?
Un'impresa contesta un contratto di leasing per interessi usurari e illegittimità del piano di ammortamento alla francese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il piano di ammortamento alla francese è legittimo, non costituisce anatocismo, e che la mancata indicazione del TAEG non invalida il contratto, avendo solo funzione informativa.
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Eccezioni inammissibili: la Cassazione fa chiarezza
Due garanti hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava il loro debito fideiussorio. Hanno sollevato questioni relative alla tutela del consumatore e contestazioni generiche sugli estratti conto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le eccezioni inammissibili erano state sollevate per la prima volta in Cassazione (questioni nuove) o erano formulate in modo troppo generico e prive di prove specifiche, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Omessa pronuncia: cassazione con rinvio del decreto
Una società cooperativa in liquidazione ha impugnato un decreto che ammetteva parzialmente il credito di una banca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente a causa dell'omessa pronuncia del giudice su due punti cruciali: la nullità dei tassi di interesse e l'eccezione di compensazione. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Efficacia retroattiva contratto PA: Cassazione chiarisce
Una struttura sanitaria privata aveva eseguito prestazioni per un'ASL prima della firma formale del contratto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16687/2025, ha stabilito che l'efficacia retroattiva del contratto con la Pubblica Amministrazione è pienamente legittima. La Corte ha chiarito che la necessità della forma scritta non impedisce alle parti di stabilire una data di decorrenza degli effetti antecedente alla stipula, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo l'accordo.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione chiarisce
Due persone fisiche, garanti di un mutuo fondiario contratto da una società, si sono opposte a un precetto di pagamento. La Corte di Cassazione, accogliendo uno dei motivi di ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: la qualifica di 'fideiussore consumatore' va valutata in base allo scopo personale del garante, non in base all'attività commerciale del debitore principale. Pertanto, anche chi garantisce un'impresa può beneficiare delle tutele del Codice del Consumo contro le clausole vessatorie. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Foro esclusivo: quando la clausola è valida?
La Cassazione ha stabilito che una clausola di foro convenzionale, per essere considerata foro esclusivo, deve indicare in modo inequivocabile la volontà delle parti di escludere gli altri fori legali. La dicitura 'per qualunque controversia è competente il Foro di...' non basta. In assenza di tale esclusività e della specifica approvazione scritta, il foro indicato è solo facoltativo e la parte che eccepisce l'incompetenza deve contestare tutti i fori alternativi.
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Eccezione di prescrizione: quando è troppo tardi?
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'eccezione di prescrizione, sollevata tardivamente da un istituto emittente contro un risparmiatore che chiedeva il rimborso di buoni fruttiferi, è inefficace. Essendo un'eccezione in senso stretto, deve essere presentata nei termini processuali perentori del primo grado di giudizio. La tardività comporta la decadenza dal diritto di opporla, con conseguente obbligo di rimborso a carico dell'istituto.
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