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Art. 1337 Codice Civile

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458 provvedimenti

Responsabilità precontrattuale: recesso e buona fede
La Corte di Cassazione conferma la condanna per responsabilità precontrattuale a carico di un soggetto che, dopo aver manifestato un serio interesse all'acquisto di un'apparecchiatura medica in prova e aver dato rassicurazioni sull'ottenimento di un leasing, aveva interrotto bruscamente e senza giustificazione le trattative. La sentenza ribadisce il dovere di buona fede e la tutela dell'affidamento generato nella controparte, anche prima della conclusione del contratto.
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Onere della prova banca: la Cassazione si pronuncia
Un correntista si oppone a un decreto ingiuntivo della sua banca. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che in tema di onere della prova banca, l'istituto di credito non può limitarsi a produrre l'estratto conto certificato, ma deve fornire la prova completa del proprio credito con contratto e estratti conto integrali, specie se vengono contestati anatocismo e usura. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio.
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Abuso strumento concordatario: Cassazione e limiti
Una società in crisi, dopo aver rinunciato a una prima domanda di concordato preventivo, ne presenta una seconda per bloccare l'istanza di fallimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando il fallimento e qualificando il comportamento dell'impresa come un chiaro abuso dello strumento concordatario, volto unicamente a ritardare la procedura fallimentare senza una reale prospettiva di risanamento.
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Ricorso per cassazione: esposizione sommaria dei fatti
Una società ha promosso un ricorso per cassazione contro due aziende di servizi pubblici per presunta concorrenza sleale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nella mancata adeguata esposizione sommaria dei fatti di causa e della vicenda processuale, violando il principio di autosufficienza del ricorso, fondamentale per consentire alla Corte di valutare la fondatezza dei motivi di impugnazione.
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Obblighi informativi intermediario: il caso dei bond
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'investitrice che lamentava la violazione degli obblighi informativi dell'intermediario in relazione all'acquisto di obbligazioni poi divenute inesigibili. La Corte ha ritenuto che la banca avesse correttamente adempiuto ai suoi doveri, avendo avvisato la cliente dell'inadeguatezza e dell'eccessiva rischiosità dell'operazione, anche in considerazione della sua pregressa esperienza in materia di investimenti.
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Autoresponsabilità PA: errore palese, no risarcimento
Una Corte d'Appello ha negato il risarcimento a un Comune che aveva citato in giudizio la società aggiudicataria di un appalto per la gestione di una farmacia. La causa di incompatibilità della società era palese dai documenti presentati, pertanto, in base al principio di autoresponsabilità della PA, l'ente non poteva affermare di essere stato indotto in errore e non ha diritto ad alcun risarcimento.
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Inammissibilità appello: i requisiti secondo la Cassazione
Una struttura sanitaria ha impugnato una sentenza sfavorevole in una causa contro un'azienda sanitaria locale per il pagamento di prestazioni. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello per genericità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato tale decisione, chiarendo che per la validità dell'atto è sufficiente una critica argomentata alla sentenza di primo grado, senza bisogno di un completo progetto alternativo di sentenza. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello.
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Cessione crediti in blocco: come si prova la titolarità
Un debitore ha impugnato una sentenza che confermava un decreto ingiuntivo, contestando la titolarità del credito a seguito di una cessione crediti in blocco e sollevando eccezioni di usura. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente della titolarità se i criteri di individuazione dei crediti sono specifici. Inoltre, ha ribadito che le accuse di usura devono essere dettagliate e non generiche per essere ammissibili.
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Danno da reiterazione: risarcimento nel pubblico impiego
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno da reiterazione abusiva di contratti a termine per un dirigente medico del settore pubblico. La Corte ha stabilito che tale danno è di natura 'comunitaria', presunto e non necessita di prova specifica da parte del lavoratore. La successiva assunzione a tempo indeterminato, poi dichiarata nulla, non elimina il diritto al risarcimento per l'abuso pregresso. Il ricorso dell'azienda sanitaria è stato respinto.
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Risarcimento danno pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno per un dirigente medico a causa dell'abusiva reiterazione di contratti a termine da parte di un'azienda sanitaria pubblica. La sentenza ribadisce che, nel pubblico impiego, il superamento del limite di durata dei contratti a termine genera un 'danno comunitario' presunto, che non necessita di prova specifica da parte del lavoratore. Viene quindi liquidata un'indennità risarcitoria, escludendo però la possibilità di conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. La Corte rigetta sia il ricorso dell'ente pubblico, che contestava la sussistenza del danno, sia quello del lavoratore, che chiedeva un risarcimento maggiore e la condanna della Regione.
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Scorrimento graduatoria: quando è un obbligo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento della graduatoria di un concorso pubblico non costituisce un diritto soggettivo per il candidato idoneo quando il posto si rende vacante dopo essere stato occupato dal vincitore. Un ricercatore, classificatosi quarto in un concorso, aveva chiesto l'assunzione dopo che la vincitrice, assunta da anni, aveva rinunciato all'incarico. La Corte ha chiarito che, una volta coperto il posto, il concorso esaurisce i suoi effetti. La decisione di coprire la nuova vacanza attingendo alla vecchia graduatoria rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione e non è un atto dovuto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: guida ai motivi
Un avvocato dipendente del settore pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello riguardante il suo rapporto di lavoro, il licenziamento e diverse pretese economiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali per adire la Suprema Corte. La decisione evidenzia che non è sufficiente proporre una diversa interpretazione dei fatti, ma è necessario contestare specificamente la 'ratio decidendi' (la ragione giuridica della decisione) della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Legittimo affidamento: no se il condono è illegittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del legittimo affidamento non può essere invocato per bloccare un ordine di demolizione quando il condono edilizio, ottenuto successivamente, è palesemente illegittimo. Il giudice penale ha il potere-dovere di verificare la sussistenza dei requisiti di legge del provvedimento amministrativo. Se il beneficiario del condono è lo stesso autore dell'abuso e non era in buona fede, l'ordine di demolizione resta valido ed efficace.
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Responsabilità precontrattuale: polizze e risarcimento
Una risparmiatrice sottoscrive una polizza vita a contenuto finanziario, ma a causa di perdite, cita in giudizio la compagnia assicurativa per documentazione precontrattuale ambigua. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che la violazione degli obblighi informativi integra una responsabilità precontrattuale, che dà diritto al risarcimento del danno e non alla risoluzione del contratto. Viene inoltre chiarito che tale responsabilità si prescrive in cinque anni.
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Clausola floor nei leasing: quando è valida?
Una società utilizzatrice ha contestato la validità di una clausola floor inserita in un contratto di leasing per un capannone industriale, sostenendone la natura vessatoria e la qualifica di derivato implicito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ha stabilito che la clausola floor non è vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c. e non costituisce uno strumento derivato, ma una legittima pattuizione per regolare la variabilità del tasso. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo la ricorrente riportato adeguatamente i documenti essenziali alla decisione.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ex socio di una cooperativa edilizia che si opponeva al rilascio di un immobile venduto a un terzo acquirente. La Corte ha stabilito che il ricorso era proceduralmente viziato e mirava a un inammissibile riesame dei fatti. È stato confermato che l'onere di provare l'applicabilità della normativa speciale sull'edilizia pubblica gravava sul ricorrente, il quale non ha fornito tale prova. Inoltre, la Corte ha qualificato l'azione come lite temeraria, condannando il ricorrente al pagamento di un'ulteriore somma a titolo sanzionatorio.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga per le cure?
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono per chiarire la questione della legittimazione passiva ASL nei contenziosi per il pagamento di prestazioni sanitarie. Una struttura accreditata ha agito contro un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per ottenere il pagamento di alcune prestazioni. L'ASL ha eccepito il proprio difetto di legittimazione, sostenendo che il soggetto tenuto a pagare fosse la Regione. La Corte ha stabilito il principio secondo cui la legittimazione passiva spetta all'ASL che stipula il contratto, a meno che una legge regionale o un provvedimento richiamato nel contratto non indichi espressamente un diverso ente incaricato del pagamento. Il mero ruolo di finanziatore della Regione non è sufficiente a trasferire su di essa l'obbligazione.
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Giudicato interno: quando è troppo tardi per agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia bancaria. La decisione si fonda su principi procedurali cruciali, come la formazione del giudicato interno su una questione non specificamente appellata e l'applicazione della regola della "doppia conforme". La Corte ha sanzionato i ricorrenti per abuso del processo, avendo insistito nell'impugnazione nonostante una proposta di definizione sfavorevole.
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Patrocinio a spese dello Stato e trust: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce i doveri del giudice nelle cause di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. In un caso riguardante un richiedente che aveva precedentemente conferito i suoi beni in un trust, la Corte ha stabilito che il giudice non può limitarsi all'autocertificazione del reddito. Deve invece esercitare i suoi poteri istruttori officiosi per accertare la reale condizione economica, soprattutto in presenza di elementi sospetti. La Corte ha invece escluso che la richiesta di ammissione potesse configurare un abuso del diritto.
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Responsabilità vendita terreno inquinato: la Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione si sono pronunciate sulla responsabilità nella vendita di un terreno inquinato da parte di un ente locale a società costruttrici. La Corte ha rigettato la richiesta di risarcimento contro il Comune, confermando la valutazione dei giudici di merito secondo cui le acquirenti erano a conoscenza della situazione di rischio. Ha però accolto il ricorso contro le società di servizi pubblici che gestivano l'area, ritenendo che la domanda per responsabilità extracontrattuale fosse stata erroneamente dichiarata inammissibile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la decisione nel merito su questo specifico punto.
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