LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1337 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 4 di 8

152 provvedimenti

Altri anni per Art. 1337 Codice Civile

Forza maggiore e agevolazioni: quando è esclusa?
Una società immobiliare perde le agevolazioni fiscali per non aver rivenduto degli immobili entro tre anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa basata sulla forza maggiore, sostenendo che le azioni legali dei conduttori erano un rischio prevedibile, data la complessa struttura dell'operazione di acquisto, e non un evento imprevedibile. La decisione sottolinea che il rischio d'impresa non giustifica l'inadempimento degli obblighi fiscali.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società produttrice di energia contro una società di distribuzione. I motivi, incentrati su presunto abuso di posizione dominante e errata valutazione contrattuale, sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, precluso in sede di legittimità, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: errore fatale in Cassazione
Una società sanitaria ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che le negava il pagamento di prestazioni. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società, pur avendo attestato la notifica della sentenza d'appello via PEC, non ha depositato le relative ricevute di accettazione e consegna. Questa omissione procedurale è stata ritenuta un errore insanabile che ha impedito l'esame del merito della causa.
Continua »
Compenso professionista fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul compenso di un professionista che ha assistito una società prima e dopo la sua dichiarazione di fallimento. La Corte ha confermato la decisione di ridurre del 50% il compenso per l'attività svolta in favore della procedura, motivando che tale attività era in gran parte una continuazione di quella già svolta e retribuita quando la società era in bonis. È stato chiarito che la liquidazione del compenso del professionista del fallimento segue una procedura specifica e non rientra nella verifica ordinaria dei crediti. Entrambi i ricorsi, principale del professionista e incidentale del fallimento, sono stati rigettati.
Continua »
Modifica della domanda: quando è emendatio e non mutatio
Una società che custodiva veicoli per un'altra in concordato preventivo ha modificato la sua domanda di pagamento in corso di causa, rivolgendola alla procedura concorsuale con richiesta di prededuzione. I giudici di merito hanno ritenuto inammissibile questa modifica della domanda, qualificandola come una 'mutatio libelli' (domanda nuova). La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, giudicando la motivazione della Corte d'Appello 'apparente' e insufficiente a spiegare perché non si trattasse di una semplice e ammissibile 'emendatio libelli' (precisazione della domanda).
Continua »
Reciproci inadempimenti: la valutazione comparativa
In una complessa operazione immobiliare tra una società e un'ambasciata estera, entrambe le parti si sono rese inadempienti. La società non ha liberato un immobile da ipoteche e pignoramenti, mentre l'ambasciata non ha saldato l'ultima rata del prezzo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di reciproci inadempimenti, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa e unitaria della condotta delle parti per determinare quale inadempimento sia stato prevalente e abbia causato la rottura del sinallagma contrattuale. La sentenza d'appello è stata cassata perché non ha eseguito correttamente questa valutazione, omettendo di pesare la gravità dei rispettivi fallimenti.
Continua »
Accertamento con adesione: quando è inattaccabile?
Una società di trasporto aereo, dopo aver firmato un accertamento con adesione per ridurre un debito fiscale milionario, ha citato in giudizio l'Agenzia fiscale per danni, sostenendo che l'accordo fosse viziato da pressioni indebite. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità dell'accordo. La Corte ha stabilito che, essendo stato negoziato con l'assistenza di professionisti e avendo portato vantaggi concreti (come lo sblocco di rimborsi IVA), l'accordo non poteva essere considerato frutto di coercizione.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: quando si può recedere
Una società immobiliare ha citato in giudizio un ente pubblico per responsabilità precontrattuale a seguito del fallimento di una trattativa durata oltre un decennio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado, negando il risarcimento del danno. È stato stabilito che l'ente non aveva mai generato un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto, rendendo il suo recesso dalle negoziazioni un atto legittimo.
Continua »
Responsabilità precontrattuale: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità precontrattuale di un venditore che ha interrotto le trattative per la vendita di un immobile. La decisione si fonda sulla constatazione che le parti non avevano mai raggiunto un accordo su un punto essenziale del contratto: la richiesta dell'acquirente di inserire una condizione sospensiva legata all'ottenimento di permessi edilizi, sempre rifiutata dal venditore. Secondo la Corte, in assenza di accordo su elementi chiave, non si forma un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto, rendendo lecita l'interruzione delle negoziazioni.
Continua »
Permuta cosa futura: nullità se l’oggetto è incerto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17961/2024, ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta cosa futura. Il caso riguardava lo scambio di un terreno con appartamenti da costruire. La Corte ha stabilito che, per la sua validità, il contratto deve contenere criteri oggettivi e prestabiliti per individuare con certezza i futuri immobili, non potendo rimettere la loro determinazione a un successivo accordo o alla scelta discrezionale di una delle parti.
Continua »
Buona fede del creditore e sequestro: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che negava a un istituto di credito l'ammissione al passivo dei crediti vantati verso un soggetto sottoposto a sequestro di prevenzione. La Corte ha stabilito che, per escludere un credito, non basta una motivazione generica sulla sua 'strumentalità' all'attività illecita. È necessario un accertamento rigoroso e preliminare di tale nesso. Solo dopo aver provato la strumentalità, si può valutare la buona fede del creditore, verificando se, con l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto conoscere il collegamento tra il finanziamento e il crimine al momento dell'erogazione.
Continua »
Commissioni conti obbligatori: la Cassazione decide
Un ente pubblico di riscossione ha contestato le commissioni applicate da un operatore postale nazionale sui conti correnti, la cui apertura è imposta per legge per la raccolta di un tributo comunale sugli immobili. L'ente sosteneva l'illegittimità delle commissioni per vari motivi, tra cui una presunta rinuncia e il contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il diritto dell'operatore postale di applicare le **commissioni su conti correnti obbligatori**, previa adeguata comunicazione. Ha inoltre chiarito che l'eventuale squilibrio economico che ne deriva deve essere risolto tramite la rinegoziazione del contratto di concessione tra l'ente di riscossione e l'ente locale impositore.
Continua »
Impugnazione delibera condominiale: i termini da fare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16635/2024, chiarisce le modalità per l'impugnazione della delibera condominiale in sede di opposizione a decreto ingiuntivo. Un condomino si opponeva al pagamento di oneri condominiali, lamentando la mancata convocazione all'assemblea e vizi di calcolo. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che i vizi che rendono una delibera annullabile (come l'omessa convocazione) devono essere fatti valere non con una semplice difesa (eccezione), ma con un'apposita domanda di annullamento (domanda riconvenzionale) da proporsi entro i termini di legge.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: la Cassazione sui tassi
Dei risparmiatori hanno agito contro l'ente emittente per il pagamento di interessi su buoni postali fruttiferi, sostenendo che i tassi originari dovessero prevalere sulle successive variazioni peggiorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la modifica unilaterale dei tassi di interesse è legittima se disposta con decreto ministeriale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione è ritenuta una forma di conoscenza legale sufficiente a informare i risparmiatori, senza che sussista un ulteriore obbligo informativo a carico dell'ente emittente.
Continua »
Buoni postali: la Cassazione sui tassi e i timbri
Un risparmiatore ha citato in giudizio l'istituto postale per il mancato riconoscimento dei tassi di interesse originari sui suoi buoni postali per l'ultimo decennio di validità. Sul retro dei titoli era apposto un timbro che modificava i tassi solo per i primi venti anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il suo orientamento consolidato: in caso di indicazioni incomplete o ambigue, non si applicano i tassi originari, ma si procede a un'integrazione del contratto sulla base dei decreti ministeriali vigenti per quella specifica serie di buoni. La Corte ha escluso la violazione del principio di buona fede e ha condannato il ricorrente per abuso del processo.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: tassi variabili e diritti
Un risparmiatore sottoscrive dei buoni postali fruttiferi nel 1985. Un successivo decreto del 1986 abbassa i tassi di interesse. La Corte di Cassazione ha confermato che i nuovi tassi, più bassi, sono applicabili, poiché la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere la modifica efficace, integrando il contratto originale. Di conseguenza, il rimborso calcolato dall'istituto finanziario è stato ritenuto corretto.
Continua »
Buona fede assicurazione: la Cassazione decide
Una società si è vista negare l'indennizzo per il furto di un'auto perché non aveva inviato personalmente il certificato di installazione del localizzatore satellitare. Tuttavia, l'assicurazione lo aveva già ricevuto dall'installatore. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, sottolineando che il principio di buona fede assicurazione prevale sul mero formalismo, dato che lo scopo della clausola (ridurre il rischio) era stato raggiunto e la compagnia aveva accettato i premi per anni senza sollevare obiezioni. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Garanzia del venditore: quando la dichiarazione è vincolante
Una società immobiliare ha acquistato un terreno scoprendo l'assenza di un diritto di passaggio dichiarato e la presenza di una servitù di elettrodotto non menzionata. La Cassazione chiarisce che una dichiarazione fattuale del venditore non equivale a una garanzia del venditore, ponendo un onere di diligenza sul compratore. La Corte ha confermato il risarcimento solo per la servitù non dichiarata, respingendo le altre pretese per mancanza di una vera e propria garanzia e di prove sui danni.
Continua »
Responsabilità precontrattuale e danno risarcibile
Un'imprenditrice agricola ha citato in giudizio un istituto di credito per l'interruzione ingiustificata delle trattative relative a un finanziamento agevolato. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, chiarendo che in caso di responsabilità precontrattuale il danno risarcibile è limitato al cosiddetto 'interesse negativo' (spese sostenute e perdita di altre occasioni), e non si estende al beneficio che si sarebbe ottenuto dal contratto non concluso ('interesse positivo'). La domanda dell'imprenditrice è stata respinta perché mirava a ottenere il risarcimento del mancato guadagno, una voce di danno non coperta da questa forma di responsabilità.
Continua »
Buoni Postali Fruttiferi: Tassi Modificati per Legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che i tassi di interesse dei buoni postali fruttiferi possono essere legittimamente modificati da decreti ministeriali successivi alla loro emissione, anche in senso peggiorativo per il risparmiatore. La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è considerata una comunicazione sufficiente, rendendo le nuove condizioni vincolanti. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni risparmiatori che richiedevano l'applicazione dei tassi originariamente stampati sui titoli, confermando la prevalenza della norma di legge sul patto contrattuale.
Continua »