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Art. 133 Codice Penale — Anno 2025

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3201 provvedimenti

Altri anni per Art. 133 Codice Penale

Estorsione lieve entità: quando non si applica
Un individuo condannato per tentata estorsione, che includeva l'incendio di un locale per un debito di 60 euro, ha richiesto una riduzione della pena invocando la nuova attenuante per estorsione di lieve entità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il basso valore economico del danno non è sufficiente a giustificare lo sconto di pena se la condotta complessiva, incluse le modalità violente e il contesto illecito, è di notevole gravità.
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Ricorso inammissibile: conseguenze economiche spiegate
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché basato su motivi generici e fattuali. Tale decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze di un'impugnazione mal formulata.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
Un individuo ha impugnato una condanna per furto ed evasione, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la presenza di numerosi precedenti penali e l'assenza di elementi positivi di condotta giustificano pienamente il diniego di tale beneficio, poiché il giudice può fondare la sua decisione anche solo su questi aspetti negativi della personalità dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: motivi non sollevati in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per guida in stato di alterazione. La Corte ha stabilito che i motivi relativi a presunte violazioni delle garanzie difensive e alla valutazione dello stato di alterazione non potevano essere esaminati perché non erano stati sollevati nel precedente grado di appello. Anche la censura sulla quantificazione della pena è stata respinta, riaffermando la discrezionalità del giudice di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Circostanze attenuanti generiche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte conferma che la concessione delle circostanze attenuanti generiche non è un diritto e può essere negata dal giudice semplicemente in assenza di elementi positivi da valutare, senza che sia necessaria una motivazione complessa. La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per furto, confermando che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se motivato dall'assenza di elementi positivi, non essendo più sufficiente la sola incensuratezza. La decisione del giudice di merito è considerata un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità se non contraddittorio.
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Attenuanti generiche: no se guidi ubriaco e senza patente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio stradale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere le attenuanti generiche, sottolineando che la particolare gravità del fatto, commesso guidando in stato di ebbrezza e senza patente, giustifica pienamente tale diniego. La sentenza ribadisce che, dopo la riforma del 2008, la sola incensuratezza non è più sufficiente per ottenere il beneficio.
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Circostanze attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, il quale lamentava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che il giudice può legittimamente negare tali attenuanti basando la sua motivazione sulla sola assenza di elementi positivi a favore dell'imputato, senza che sia necessaria la presenza di elementi negativi. La pluralità dei reati e la mancanza di qualsiasi elemento meritevole di valutazione positiva hanno giustificato la decisione dei giudici di merito.
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Bilanciamento circostanze: il potere del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di furto aggravato, ribadendo un principio fondamentale: il bilanciamento circostanze attenuanti e aggravanti è un potere discrezionale del giudice di merito. Se la decisione è motivata, come in questo caso sulla base dei precedenti penali dell'imputato, non può essere riesaminata in sede di legittimità. La decisione conferma la condanna e il pagamento di una sanzione.
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Pene sostitutive: il potere discrezionale del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che contestava l'applicazione della detenzione domiciliare anziché del lavoro di pubblica utilità. La Corte ha ribadito che la scelta tra le diverse pene sostitutive rientra nel potere discrezionale del giudice, il quale deve motivare la sua decisione basandosi sui criteri dell'art. 133 c.p., come la valutazione dei precedenti penali. Se la motivazione è adeguata, la scelta è insindacabile in sede di legittimità.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
Un individuo condannato per guida in stato di ebbrezza ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando sia l'eccessività della pena sia la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la determinazione della pena è una valutazione discrezionale del giudice di merito e che la negazione delle attenuanti generiche è legittima in assenza di elementi di segno positivo, non essendo più sufficiente, a tal fine, la sola incensuratezza dell'imputato.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che riproponevano censure già respinte in appello, e conferma la legittimità del diniego delle attenuanti generiche in assenza di elementi positivi, sottolineando che la sola incensuratezza non è sufficiente. Viene inoltre confermata l'esclusione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità oggettiva del reato.
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Circostanze attenuanti generiche: quando il giudice le nega
Un imputato per furto aggravato ricorre in Cassazione chiedendo il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, negate in appello. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando che la concessione delle attenuanti è una valutazione di merito del giudice. In assenza di elementi positivi e in presenza di numerosi precedenti penali, il diniego è legittimo, soprattutto dopo la riforma del 2008 che ha reso insufficiente il solo stato di incensuratezza.
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Dosimetria della pena: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto aggravato, che contestava unicamente la quantificazione della pena. La decisione ribadisce che la dosimetria della pena è un potere discrezionale del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è logica e immune da vizi, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Dosimetria della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che contestava la quantificazione della pena. La Corte ha ribadito che la dosimetria della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Circostanze attenuanti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La sentenza ribadisce che la Cassazione non può riesaminare le prove e che la concessione delle circostanze attenuanti generiche è una decisione discrezionale del giudice di merito, il quale può negarle anche solo in base alla gravità dei fatti o ai precedenti dell'imputato, senza che l'assenza di precedenti sia di per sé sufficiente.
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Sanzione sostitutiva negata: discrezionalità giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro la mancata applicazione della sanzione sostitutiva pecuniaria. La decisione si fonda sul potere discrezionale del giudice, il quale ha legittimamente negato il beneficio valutando i precedenti penali della ricorrente e l'inefficacia deterrente di una precedente sospensione condizionale della pena, ritenendo quindi inadeguata la sola sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per un reato di furto aggravato, ne contestava la congruità. La decisione sottolinea che il ricorso patteggiamento in Cassazione è ammesso solo se la pena è 'illegale', non se è ritenuta semplicemente inadeguata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Possesso segni distintivi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di possesso di segni distintivi contraffatti (art. 497-ter c.p.). La Corte ha ritenuto infondati i motivi relativi alla presunta inoffensività della condotta e al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, sottolineando come i precedenti penali dell'imputato giustifichino pienamente il diniego di tali attenuanti.
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Inammissibilità del ricorso: la genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata condannata per falso. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, in quanto la ricorrente non ha specificato quali atti fossero viziati e la loro incidenza sul giudizio. La sentenza ribadisce che, per contestare l'inutilizzabilità di atti processuali o il diniego di attenuanti, è necessario un onere di specificazione rigoroso, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.
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