Un Lavoratore è stato condannato per spaccio di stupefacenti. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'attribuzione di un episodio di cessione di cocaina e, soprattutto, l'esclusione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.). Il Lavoratore sosteneva che la pluralità dei reati in continuazione non dovesse impedire l'applicazione della non punibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la responsabilità del Lavoratore, chiarendo che la sentenza d'appello aveva correttamente escluso la cessione di cocaina ma aveva comunque valutato la non occasionalità dello spaccio. La Cassazione ha ritenuto corretta l'esclusione della particolare tenuità del fatto, data la pluralità delle condotte illecite e l'inserimento non occasionale del Lavoratore nell'attività di spaccio.
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