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Art. 131-bis Codice Penale — Anno 2025

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2361 provvedimenti

Altri anni per Art. 131-bis Codice Penale

Spaccio e uso personale: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che, per distinguere tra spaccio e uso personale, il giudice deve valutare globalmente tutti gli indizi, come la quantità di droga, il possesso di denaro contante e di materiale per il confezionamento. In questo caso, la presenza congiunta di questi elementi è stata ritenuta prova sufficiente dell'intento di cedere la sostanza a terzi, escludendo sia la derubricazione a uso personale sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto "concordato in appello" (ex art. 599 bis c.p.p.), aveva tentato di sollevare ulteriori motivi di doglianza. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di appello, rendendo il successivo ricorso possibile solo in casi eccezionali, come vizi della volontà o illegalità della pena.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per cessione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere applicata a causa di due precedenti specifici, che configurano un comportamento abituale e ostacolano il riconoscimento del beneficio.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per coltivazione di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ritenendo che il disvalore oggettivo della condotta, basato sulla quantità prodotta non destinata a uso personale, rendesse la condanna legittima.
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Recidiva nel biennio e prova: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una violazione del Codice della Strada. La Corte ha confermato che per provare la recidiva nel biennio, che impedisce la depenalizzazione del reato, non è necessario un documento che attesti la definitività della precedente violazione amministrativa. È sufficiente un elemento di prova, mentre spetta all'imputato dimostrare di aver contestato la sanzione precedente. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti penali dell'imputato e della natura non occasionale della sua condotta.
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Tentato furto pluriaggravato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto pluriaggravato. La decisione si fonda sulla genericità e aspecificità dei motivi di ricorso, che non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei numerosi precedenti penali dell'imputato.
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Particolare tenuità del fatto: no se causi incidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché l'imputato aveva causato un incidente stradale coinvolgendo più veicoli, dimostrando così una pericolosità della condotta non compatibile con il beneficio.
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Particolare tenuità del fatto: no se il danno è grave
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. La difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che la gravità della condotta e l'entità del danno cagionato impedivano di qualificare il fatto come di particolare tenuità, rendendo inapplicabile l'art. 131-bis c.p.
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Reato di minaccia aggravata: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di minaccia aggravata. L'ordinanza ribadisce che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. Inoltre, ha confermato la decisione della Corte d'Appello di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ritenendo la motivazione adeguata e conforme alla giurisprudenza consolidata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo i motivi legati alla particolare tenuità del fatto, all'utilizzabilità dell'alcoltest e al bilanciamento delle circostanze attenuanti, data la gravità della condotta.
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Destinazione uso personale: quando viene esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Nonostante la modesta quantità di sostanza, la divisione in dosi, l'occultamento e il contesto hanno portato a escludere la destinazione uso personale. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi raccolti e il narcotest per confermare la condanna, negando anche l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Termini impugnazione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per guida in stato di ebbrezza a causa del mancato rispetto dei termini impugnazione. L'ordinanza sottolinea la natura perentoria dei termini processuali, evidenziando che il superamento del limite di 45 giorni per presentare l'appello, calcolato dal deposito della motivazione della sentenza, preclude l'esame nel merito del ricorso, anche se questo solleva questioni sostanziali.
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Tenuità del fatto: no se c’è professionalità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, rigettando il ricorso dell'imputato. La Corte ha chiarito che l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando elementi concreti, come la quantità di droga (40 dosi), il possesso di bilancino e materiale per il confezionamento, e precedenti specifici, dimostrano la professionalità dell'attività criminale.
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Gratuito patrocinio: dichiarazioni false e ricorso
Un soggetto è stato condannato per aver falsamente dichiarato un reddito inferiore per ottenere il gratuito patrocinio, omettendo ripetutamente il reddito di un familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando la condanna. La Corte ha stabilito che la reiterazione dell'omissione non costituisce un mero errore, ma un atto consapevole che dimostra l'intento fraudolento e impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Inammissibilità appello: quando il giudice sbaglia
Un uomo, condannato per evasione, si appella chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte d'Appello dichiara l'impugnazione inammissibile. La Cassazione annulla la decisione, chiarendo i criteri di inammissibilità appello e distinguendoli dalla valutazione di merito. Il caso viene rinviato per un nuovo giudizio.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di evasione, rinviando il caso alla Corte di Appello per una nuova valutazione. Il motivo centrale è la non corretta applicazione dell'art. 131-bis c.p. sulla "particolare tenuità del fatto". La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessa e considerare tutte le peculiarità del caso concreto, non potendo escludere a priori l'istituto solo in base a precedenti penali senza un'analisi approfondita del concetto di "comportamento abituale".
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga in moto basta
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un motociclista fuggito a un controllo di polizia. La sentenza stabilisce che una guida spericolata e ad alta velocità in un centro cittadino è sufficiente a integrare il reato, poiché crea una situazione di pericolo generale che ostacola l'operato delle forze dell'ordine, anche senza la prova della presenza di altri utenti della strada. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Errore materiale: Cassazione annulla sentenza sbagliata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che, a seguito di un errore materiale, riportava la motivazione e il dispositivo di un altro imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la sostituzione integrale della motivazione non costituisce un semplice errore materiale correggibile d'ufficio, ma una nullità per mancanza assoluta di motivazione, imponendo un nuovo giudizio d'appello.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: l’ubriachezza non scusa
Un individuo, in stato di ubriachezza, insulta degli agenti di polizia. La Corte di Cassazione conferma la condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, stabilendo che l'ebbrezza volontaria non attenua la responsabilità penale. Inoltre, la condotta complessivamente oppositiva dell'imputato impedisce l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Particolare tenuità del fatto e spaccio: la Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di cocaina. La Corte ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, distinguendola dalla lieve entità del reato, a causa dei precedenti specifici e delle modalità della condotta.
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