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Art. 131-bis Codice Penale — Anno 2025

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2361 provvedimenti

Altri anni per Art. 131-bis Codice Penale

Bancarotta fraudolenta: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per bancarotta fraudolenta. L'ordinanza chiarisce tre punti fondamentali: il corretto calcolo della prescrizione, l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità e l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a questo reato, data la pena minima prevista. La decisione rende definitiva la condanna.
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Omessa dichiarazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore per omessa dichiarazione fiscale. L'evasione di 65.000 euro, superiore alla soglia di punibilità, e la genericità dei motivi di appello hanno portato alla conferma della condanna e al pagamento di una sanzione.
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Occultamento scritture contabili: no tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento di scritture contabili. L'imputato aveva nascosto oltre trenta fatture in un arco di sei anni, evadendo circa 45.000 euro. La Corte ha escluso l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità e la sistematicità della condotta, confermando la sentenza di condanna.
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Dichiarazione ISEE falsa: la Cassazione è inflessibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per dichiarazione ISEE falsa finalizzata a ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte ha ribadito che la valutazione dell'intenzionalità (dolo) è di competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Inoltre, ha confermato che l'importo percepito non era così irrisorio da giustificare la non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura non occasionale della condotta.
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Daspo urbano: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione di un Daspo urbano. Il diniego della causa di non punibilità per tenuità del fatto e delle attenuanti generiche è stato confermato a causa delle plurime violazioni e dei precedenti penali, indicativi di una spiccata capacità a delinquere.
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Ricorso inammissibile: genericità e suoi effetti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre le argomentazioni già presentate in appello. L'ordinanza sottolinea che la semplice riproduzione dei 'cahiers de doléances' senza un confronto critico con la sentenza impugnata viola i requisiti di specificità. Viene inoltre respinta l'istanza di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta e dello status di pluripregiudicato dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un dipendente pubblico contro una sentenza di condanna. I motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello, riguardanti la non punibilità per particolare tenuità del fatto e la regolarità della costituzione di parte civile. La Corte ha confermato che la condotta, essendo non occasionale e avendo causato un danno significativo all'ente pubblico, non poteva essere considerata di lieve entità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sul principio che il ricorso non può limitarsi a ripetere argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello, ma deve contenere una critica specifica alla sentenza impugnata. I giudici di merito avevano escluso la tenuità per la pervicacia della condotta e il comportamento successivo al reato.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso 'aspecifici', confermando la decisione impugnata e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Inammissibilità ricorso e pene sostitutive: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi, relativi alla particolare tenuità del fatto e alla richiesta di pene sostitutive, sono stati giudicati generici e reiterativi. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito sul pericolo di recidiva, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto l'appello generico, poiché non contestava la puntuale motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva escluso la tenuità del fatto in base alla particolare intensità del dolo e alla pericolosità del soggetto, già recidivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Inammissibilità del ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio. La decisione si fonda sul principio che il giudizio di legittimità non può riesaminare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della corte di merito, ritenuta in questo caso congrua e adeguata.
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Violazione arresti domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per violazione arresti domiciliari. I giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso generici e ripetitivi, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso sia la mancanza dell'elemento oggettivo del reato, sia l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: irrilevante la durata dell’assenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ribadisce che qualsiasi allontanamento non autorizzato dagli arresti domiciliari integra il reato, a prescindere da durata o distanza. Esclusa anche la particolare tenuità del fatto per l'intensità del dolo e i precedenti specifici dell'imputato.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. È stata confermata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, evidenziando come un ricorso inammissibile spaccio non possa rimettere in discussione una motivazione congrua e logica della Corte d'Appello.
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Ricorso inammissibile: la valutazione del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per cessione di stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso inammissibile è quello che tenta di ottenere una nuova valutazione dei fatti, compito esclusivo del giudice di merito. La motivazione della Corte d'Appello è stata ritenuta logica e adeguata, anche nel negare la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Causa di non punibilità: esclusa per abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la decisione di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La motivazione risiede nel comportamento dell'imputato, ritenuto abituale e non occasionale, come desunto dalle specifiche modalità della cessione di stupefacenti.
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Ricorso inammissibile e motivi generici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per essersi allontanato dal luogo di detenzione domiciliare. I giudici hanno ritenuto i motivi d'appello generici e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando così la condanna e l'addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i criteri di inammissibilità di un appello. Nel caso specifico, un ricorso avverso una condanna per false attestazioni (art. 495 c.p.) è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di argomenti già valutati, manifestamente infondati riguardo la pena e, soprattutto, introducevano per la prima volta una questione non dibattuta in precedenza. Questa decisione sottolinea come il ricorso in Cassazione non possa essere un terzo grado di giudizio sul merito, rendendo il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione delle argomentazioni già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Il caso riguarda una condanna per il reato di cui all'art. 483 c.p. e la decisione sottolinea che l'appello in Cassazione non può essere un terzo grado di merito, ma deve basarsi su specifici vizi di legittimità.
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