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Art. 131-bis Codice Penale — Anno 2024

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2920 provvedimenti

Altri anni per Art. 131-bis Codice Penale

Ricorso inammissibile per genericità: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati di falso. Il ricorso è stato respinto a causa della genericità dei motivi, che non si confrontavano adeguatamente con la logica motivazione della sentenza d'appello. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure specifiche e pertinenti in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Comportamento abituale: no a 131-bis per furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta a causa del comportamento abituale della ricorrente, desunto dai suoi numerosi e specifici precedenti penali. L'ordinanza conferma che la reiterazione di reati osta all'applicazione del beneficio.
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Bancarotta semplice documentale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta semplice documentale. La Corte ha ribadito che la prescrizione del reato decorre dalla data della dichiarazione di fallimento e che l'omessa tenuta integrale delle scritture contabili per anni non può essere considerata un fatto di speciale tenuità, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
Un imputato, assolto per diffamazione per la particolare tenuità del fatto, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del diritto di critica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La decisione sottolinea che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per furto aggravato. I motivi sono stati giudicati manifestamente infondati o proposti per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e abitualità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. I motivi sono stati giudicati generici e ripetitivi, e la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della abitualità della condotta della ricorrente, già condannata per reati simili. La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. è stata respinta poiché l'imputato si è limitato a contestare la valutazione della sua abitualità nel commettere reati, senza però allegare uno specifico travisamento delle risultanze del casellario giudiziale. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per bancarotta semplice. L'ordinanza sottolinea come la genericità e la manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, inclusa la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, portino al rigetto dell'appello, confermando la condanna dell'imprenditore al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis c.p.: no se il reato non è occasionale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l'applicazione dell'Art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) a causa dei numerosi precedenti specifici dell'imputato, che rendevano il reato non occasionale.
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Falsa attestazione: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale. I giudici hanno ribadito che la Corte non può riesaminare i fatti del processo né la valutazione delle prove. La decisione sulla responsabilità, sulla particolare tenuità del fatto e sulla concessione delle attenuanti generiche spetta al giudice di merito, a patto che la motivazione sia logica e coerente. L'appello è stato quindi respinto e l'imputato condannato a pagare le spese processuali.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto. I motivi sono stati respinti in quanto uno sollevato per la prima volta in Cassazione (motivo inedito) e l'altro considerato generico. Tale decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico in Cassazione: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto aggravato. I motivi sono stati giudicati generici in quanto si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza formulare critiche specifiche alla sentenza impugnata. Questa decisione conferma il principio secondo cui un ricorso generico non può essere esaminato nel merito, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: motivi e limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni. La decisione si fonda sulla natura dei motivi presentati: uno considerato troppo generico e tardivamente specificato, l'altro qualificato come una mera contestazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità. Il caso sottolinea i rigorosi requisiti per un ricorso in Cassazione inammissibile e la distinzione tra questioni di diritto e di merito.
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Ricorso generico: inammissibile se non specifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione a causa della sua natura di ricorso generico. L'imputata, condannata per tentato furto, aveva lamentato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e delle attenuanti. Il ricorso è stato ritenuto privo della specificità richiesta dall'art. 581 c.p.p., non indicando gli elementi concreti a sostegno delle censure, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per furto aggravato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato tramite allaccio abusivo. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che miravano a una nuova valutazione delle prove, e sulla corretta esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La pronuncia ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito della vicenda, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. L'imputato contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma per la Corte il motivo si risolveva in una critica alla valutazione discrezionale del giudice di merito, non consentita in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Falsa attestazione: ricorso inammissibile per genericità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. I motivi dell'appello, basati sullo stato di necessità, sulla particolare tenuità del fatto e sulla qualificazione del reato, sono stati ritenuti rispettivamente infondati, ripetitivi e generici, confermando così la condanna e le statuizioni dei precedenti gradi di giudizio.
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Furto in abitazione: no attenuante lieve, ricorso out
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione di due vasi di modesto valore. L'imputato sollevava una questione di legittimità costituzionale, sostenendo che la norma non prevede un'attenuante per fatti lievi. La Corte ha ritenuto la questione irrilevante, poiché anche l'introduzione di tale attenuante non avrebbe permesso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la struttura della norma.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di banconote false. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa del notevole valore delle banconote (€660), ritenuto indice di una significativa gravità del reato.
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Aggravamento dissesto: la responsabilità dell’amministratore
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un amministratore per bancarotta semplice e aggravamento dissesto. La sentenza chiarisce che la prolungata prosecuzione dell'attività di un'impresa già in crisi, che porta a un aumento dei debiti, integra il reato, indipendentemente dalla situazione preesistente. L'inerzia dell'amministratore nel prendere misure conservative è considerata colpa grave.
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