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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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182 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale relativo alla data di nascita di un ricorrente, indicata erroneamente come 1963 anziché 1962 in una precedente sentenza. L'intervento si è reso necessario a seguito della segnalazione di un ufficio giudiziario e si è basato sulla procedura specifica prevista dal codice di procedura penale, che consente di rettificare sviste evidenti senza modificare la sostanza della decisione originale.
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Correzione errore materiale: quando decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'indicazione del giudice del rinvio, erroneamente identificato nel Tribunale invece che nella Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la correzione errore materiale, se non incide sulla sostanza della decisione, possa avvenire senza formalità.
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Sequestro probatorio: limiti e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio per reati di bancarotta. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare il merito dei fatti, e ribadisce i termini per eccepire le nullità procedurali. La motivazione del Tribunale del Riesame, che ha escluso la sussistenza del 'fumus commissi delicti', è stata ritenuta logica e sufficiente.
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Amministratore di fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di fatto condannato per reati fiscali. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati nei gradi di merito e ribadisce la piena responsabilità penale di chi gestisce un'azienda senza una nomina formale. A causa dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale pena: quando il ricalcolo non è ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che lamentava un errore materiale pena nel calcolo della sanzione complessiva, risultante dall'applicazione della continuazione tra due sentenze. La Corte ha stabilito che non vi era alcun errore di calcolo e che la procedura di correzione non può essere utilizzata per rimettere in discussione le valutazioni di merito del giudice, come l'individuazione del reato più grave. La sentenza ribadisce che la pena base va determinata tenendo conto delle riduzioni per i riti speciali.
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Correzione errore materiale: quando prevale il dispositivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di correzione errore materiale. L'ordinanza aveva cancellato i benefici della "pena sospesa e non menzione" da una sentenza. La Corte ha stabilito che la discordanza tra il dispositivo letto in udienza (senza benefici) e quello trascritto in calce alla motivazione (con benefici) è sanabile tramite la procedura di correzione dell'errore materiale, poiché il dispositivo letto in udienza è quello che prevale ed era coerente con le motivazioni della sentenza.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è errore
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a causa della genericità dei motivi e, soprattutto, perché il ricorrente ha denunciato un errore materiale nel calcolo della pena. L'ordinanza chiarisce che il rimedio corretto per un errore di calcolo non è il ricorso per cassazione, bensì la procedura di correzione prevista dall'art. 130 del codice di procedura penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Correzione errore materiale: quando la Corte rimedia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore riguardava il mese di nascita di un ricorrente, erroneamente indicato come marzo anziché agosto. Rilevato lo sbaglio a seguito di comunicazioni da parte di uffici giudiziari, la Corte ha attivato la procedura di correzione per ripristinare la correttezza formale del provvedimento, senza intaccarne il contenuto decisionale.
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Errore materiale pena: la Cassazione corregge la sentenza
Un imprenditore edile, condannato per gestione illecita di rifiuti, si è visto infliggere in appello una pena errata: reclusione e multa invece di arresto e ammenda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, procedendo alla correzione di quello che è stato definito un 'errore materiale pena'. La sentenza chiarisce i limiti dell'intervento correttivo della Suprema Corte, distinguendo gli errori formali, emendabili, dalle valutazioni di merito, non sindacabili in sede di legittimità. Il resto del ricorso è stato rigettato.
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Sentenza nulla: quando il giudice d’appello può sanarla
Due persone, condannate per tentato furto, ricorrono in Cassazione sostenendo che la sentenza di primo grado fosse una sentenza nulla per dispositivo incompleto e motivazione carente. La Corte di Appello aveva corretto e integrato la decisione. La Cassazione rigetta i ricorsi, affermando che il giudice di secondo grado ha il potere di sanare tali vizi senza dover annullare la sentenza.
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Termine correzione errore: quando scade il ricorso?
Un cittadino ha richiesto un'equa riparazione per un processo durato oltre 10 anni. La sua domanda è stata respinta perché presentata fuori termine. Egli sosteneva che il termine per la richiesta decorresse dalla data di correzione di un errore materiale nella sentenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine correzione errore materiale non posticipa la scadenza per l'impugnazione sul merito né per la domanda di equa riparazione, la quale decorre dal momento in cui la sentenza originaria diventa definitiva.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
Un soggetto è stato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale per aver sputato, spintonato e minacciato degli agenti di polizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando che tale condotta, volta a ostacolare l'operato delle forze dell'ordine, integra pienamente il reato. La Corte ha inoltre respinto una censura procedurale relativa alla correzione di un errore materiale, poiché il ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto a partecipare all'udienza di correzione.
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Correzione errore materiale in una sentenza penale
La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'indicazione del giudice del rinvio. Con questa decisione, la Corte ha rettificato la designazione, sostituendo la 'Corte di appello di Genova' con la 'Corte di assise di appello di Milano', ripristinando così la corretta procedura processuale.
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Correzione errore materiale: no senza contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale che aggiungeva la revoca della patente a una sentenza di patteggiamento per omicidio stradale. La Corte ha stabilito che, data la discrezionalità del giudice tra revoca e sospensione della patente (introdotta dalla Corte Costituzionale n. 88/2019), la decisione non poteva essere presa 'de plano' ma richiedeva un'udienza nel rispetto del contraddittorio. L'omissione di tale udienza ha causato la nullità del provvedimento.
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Correzione errore materiale: limiti e differenze
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della procedura di correzione errore materiale. Il caso riguarda un decreto di archiviazione che includeva un reato mai contestato all'indagata. La Corte ha stabilito che tale vizio non è un semplice errore materiale, ma un errore sostanziale che incide sulla volontà del giudice. Pertanto, non può essere corretto con la procedura ex art. 130 c.p.p., ma doveva essere impugnato per abnormità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Reformatio in peius: la sentenza letta vince su quella scritta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del divieto di reformatio in peius. Un imputato era stato condannato in primo grado a 6 mesi (pena letta in udienza), ma la sentenza scritta riportava 1 anno. La Corte d'Appello, riducendo la pena a 9 mesi, ha di fatto peggiorato la condanna originaria valida. La Cassazione ha ribadito che il dispositivo letto in udienza prevale sempre, annullando la decisione sulla pena e rinviando per un nuovo giudizio.
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Associazione per delinquere: la prova del patto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, chiarendo che elementi come la pluralità di episodi di spaccio, l'uso di auto dedicate o le ingenti quantità non bastano a provare l'esistenza di una stabile struttura organizzativa. Tali indizi, se non supportati dalla prova di un patto associativo stabile (il c.d. quid pluris), possono al massimo configurare un concorso di persone nel reato continuato di spaccio.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per manifesta infondatezza e genericità. Il primo motivo, relativo a una violazione di legge (art. 546 c.p.p.), viene ricondotto a un semplice errore materiale correggibile dal giudice di merito. Il secondo motivo, sulla mancata declaratoria di non punibilità (art. 129 c.p.p.), è ritenuto generico e privo dei requisiti specifici dell'art. 581 c.p.p., portando alla condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria. Questo caso sottolinea l'importanza della specificità nell'impugnazione, fondamentale per evitare una pronuncia di inammissibilità ricorso per cassazione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e preclusioni
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per detenzione illegale di armi. La sentenza sottolinea come la genericità dei motivi di appello precluda la possibilità di contestare in Cassazione specifici errori, come la scelta della pena o il calcolo della riduzione per il rito abbreviato. Viene ribadita la distinzione fondamentale tra pena illegittima e pena illegale, chiarendo che solo quest'ultima può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo che l'errore di fatto non può essere confuso con un dissenso sulla valutazione giuridica. Il caso riguardava un imputato che contestava la valutazione della recidiva, ma la Corte ha stabilito che non si trattava di una svista percettiva, bensì di una contestazione sull'interpretazione giuridica, estranea all'ambito del rimedio eccezionale previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
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