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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

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267 provvedimenti

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Refuso di genere sul ruolo: la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una difformità formale presente nei ruoli di udienza relativi a un procedimento penale. Il registro indicava la dicitura al maschile anziché al femminile per identificare la persona ricorrente. Il Presidente del Collegio ha rilevato l'incongruenza rispetto al testo formale della decisione e ha attivato la procedura d'ufficio. I giudici hanno riscontrato l'errore meramente tipografico tramite la documentazione allegata agli atti. La Suprema Corte ha quindi accolto la richiesta di correzione errore materiale, ordinando alla Cancelleria di sostituire la dicitura errata con quella corretta per ripristinare la perfetta corrispondenza formale degli atti processuali.
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Correzione di errore materiale: il refuso non salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di errore materiale in una propria precedente sentenza resa nei confronti de L'Imputato. In fase di composizione del testo originario era stato omesso per un refuso un inciso essenziale sulla motivazione del diniego di un'attenuante, oltre all'avverbio negativo 'non'. La Suprema Corte ha chiarito che la rettifica formale è pienamente legittima quando risana la difformità tra la reale volontà del giudice e la sua espressione scritta, senza alterare la decisione finale. Nel merito, il testo corretto conferma che l'attenuante per la tenue entità del danno si applica solo ai delitti e non alle contravvenzioni. I giudici hanno quindi integrato la sentenza senza modificare l'esito della condanna.
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Correzione errore materiale: la Cassazione annulla la sanzione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale per un verbale di udienza relativo a un ricorso presentato dal curatore fallimentare di una società cooperativa. La sentenza depositata motivava chiaramente il semplice rigetto dell'impugnazione. Nel verbale d'udienza gli uffici avevano invece trascritto erroneamente la formula dell'inammissibilità, con conseguente condanna al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. I giudici hanno rettificato il testo formale eliminando la sanzione pecuniaria non dovuta e confermando il solo addebito delle spese di giudizio.
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Tentata rapina impropria: auto vuota ma la condanna resta
Il Coimputato e la Coimputata venivano condannati per tentata rapina impropria, resistenza e lesioni, dopo essere entrati in un'auto parcheggiata rompendo lo specchietto, fuggendo senza refurtiva e aggredendo le forze dell'ordine. La difesa invocava la desistenza volontaria o il tentato furto, sostenendo che l'assenza di beni da rubare escludesse la rapina. La Cassazione rigetta tali tesi, confermando che l'inesistenza casuale della refurtiva non esclude il tentativo e che la violenza successiva integra la tentata rapina impropria. Tuttavia, accoglie il ricorso del Coimputato sulla pena: la Corte d'appello aveva aumentato la sanzione correggendo un errore materiale senza le dovute garanzie procedurali, violando il divieto di peggioramento della pena. La Cassazione annulla senza rinvio la rideterminazione della pena per il Coimputato, riducendola a quattro anni e sei mesi di reclusione, e dichiara inammissibile il ricorso della Coimputata.
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Correzione errore materiale: quando il copia e incolla scambia i colpevoli
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale all'interno di una propria precedente sentenza. A causa di un evidente refuso informatico, la motivazione della decisione originaria riportava nomi di persone, società e tribunali completamente estranei al processo, riferibili a un altro fascicolo. I giudici hanno chiarito che l'errore non determina alcuna nullità, poiché l'intestazione e la parte in diritto contenevano i dati corretti dell'Amministratore e della Società fallita. Di conseguenza, la Suprema Corte ha ordinato la rettifica dei dati errati, ripristinando la verità storica del processo senza modificare la sostanza della decisione di annullamento con rinvio.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Suprema Corte aveva annullato la decisione di secondo grado limitatamente alla circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, ma aveva omesso di indicare il giudice a cui rinviare la causa per il nuovo giudizio. Rilevata la svista, i giudici hanno integrato il dispositivo stabilendo che il nuovo esame sul punto spetta a un'altra sezione della Corte di appello di Torino. I ricorrenti ottengono così la corretta prosecuzione del giudizio davanti al giudice competente.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile ma il reo vince
Il Ricorrente era stato condannato per ricettazione e violazione del diritto d'autore. Successivamente, la Corte d'Appello aveva rideterminato la sanzione in una pena pecuniaria di 15.100 euro rateizzata, ma senza pronunciarsi sulla rinuncia alla sospensione condizionale. Il Ricorrente ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, la stessa Corte d'Appello ha corretto l'omissione tramite una procedura di correzione di errore materiale, accogliendo le richieste della difesa. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il Ricorrente non ha più un'utilità concreta nel proseguire l'azione legale, avendo già ottenuto il risultato sperato.
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Falsa testimonianza: incolpa la collega ma viene condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa testimonianza a carico di un soggetto che, sentito come testimone in un processo per appropriazione indebita, aveva falsamente accusato l'imputata di aver causato ammanchi di cassa spendendo il denaro al casinò. Il ricorrente contestava la regolarità delle notifiche, l'utilizzabilità di precedenti dichiarazioni e la natura valutativa delle sue affermazioni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che le sue dichiarazioni non erano semplici opinioni ma precise e false accuse di fatto. Inoltre, ha confermato la legittimità della correzione dell'errore materiale per la liquidazione delle spese legali alla parte civile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorrente omesso: correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale nel ruolo di un'udienza pubblica. Nel documento ufficiale era stato omesso il nome di uno dei soggetti ricorrenti, indicando solo l'altro partecipante al giudizio. Il Primo Ricorrente era stato escluso per una mera svista della cancelleria, mentre compariva regolarmente solo il Secondo Ricorrente. Rilevata l'omissione, i giudici hanno ordinato l'integrazione del ruolo d'udienza, aggiungendo formalmente il nominativo mancante per ripristinare la corretta rappresentazione delle parti nel procedimento. La decisione ristabilisce la regolarità formale degli atti senza incidere sul merito della controversia penale.
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Correzione dell’errore materiale: 30 anni di differenza cancellati
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione dell'errore materiale presente nell'intestazione di una precedente sentenza penale. Il Tribunale di Roma aveva segnalato che l'anno di nascita dell'Imputato era stato erroneamente indicato come 1966 anziché 1996. Questo errore era derivato da un inserimento errato dei dati anagrafici nel sistema informatico della cancelleria (Re.Ge), con conseguente riproduzione dello sbaglio nel testo del provvedimento. La Suprema Corte, verificati gli atti, ha disposto la correzione dell'errore materiale, ordinando che l'anno di nascita sia letto correttamente come 1996 e disponendo le necessarie annotazioni sull'originale della sentenza. L'Imputato ottiene così la corretta indicazione dei propri dati anagrafici.
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Correzione errore materiale: salvo il doppio proscioglimento
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente sentenza. L'Imputata era stata condannata per due diversi reati uniti dal vincolo della continuazione. Entrambi i reati erano ormai estinti per prescrizione. Tuttavia, nel redigere il testo finale della sentenza, la Corte aveva erroneamente scritto al singolare che "il reato" era estinto, anziché riferirsi a entrambi gli illeciti. Accogliendo la richiesta del Procuratore Generale, la Cassazione ha applicato la procedura semplificata per correggere la svista formale. Il dispositivo è stato quindi modificato per chiarire espressamente che tutti i reati contestati all'Imputata sono estinti per prescrizione, ripristinando la piena coerenza tra la decisione effettiva e il testo scritto.
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Correzione errore materiale: lo scambio di date in Cassazione
Durante la fase di esecuzione di un provvedimento penale, il Pubblico Ministero ha rilevato un errore nella data di nascita dell'imputato riportata nell'ordinanza della Corte di Cassazione. Invece della data corretta, era stato indicato un giorno errato. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione errore materiale per ripristinare i dati corretti dell'interessato. La cancelleria è stata incaricata di annotare la modifica sull'originale del provvedimento.
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Riconoscimento fotografico: quando l’errore annulla la condanna
Un uomo viene condannato per rapina ed estorsione ai danni di alcune prostitute. L'accusa si basa principalmente sul riconoscimento fotografico effettuato da una vittima. Tuttavia, emergono forti discrepanze tra la descrizione fisica dell'aggressore (un uomo con un neo sul viso, di nazionalità albanese e corporatura robusta) e le reali caratteristiche dell'imputato (egiziano, calvo e senza alcun neo nella foto segnaletica). La Corte d'Appello giustifica queste incongruenze con motivazioni illogiche e utilizza verbali di polizia inutilizzabili. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa, evidenziando il vizio di motivazione sul riconoscimento fotografico, annulla la condanna e dispone un nuovo processo davanti a un'altra sezione della Corte d'Appello per rivalutare correttamente tutte le prove.
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Contrasto tra dispositivo e motivazione: la logica batte l’errore
L'Imputato ha presentato ricorso evidenziando un netto contrasto tra dispositivo e motivazione in una precedente sentenza di Cassazione. La motivazione stabiliva l'annullamento con rinvio alla Corte d'appello, mentre il dispositivo ometteva tale specificazione. La Suprema Corte ha chiarito che la prevalenza del dispositivo sulla motivazione non è assoluta. Quando la motivazione esprime chiaramente la volontà del giudice, l'omissione nel dispositivo costituisce un semplice errore materiale. Di conseguenza, la Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la correzione del testo, inserendo il rinvio formale alla Corte d'appello per il nuovo giudizio.
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Nullità della sentenza: condannato l’imputato sbagliato
Un cittadino straniero, condannato in primo grado per violazione dell'ordine di allontanamento, propone appello. La Corte d'Appello deposita una sentenza che riporta il suo nome nell'intestazione, ma contiene la motivazione e il dispositivo riferiti a un altro imputato. Successivamente, la Corte d'Appello tenta di correggere l'errore sostituendo le pagine del provvedimento. La Corte di Cassazione dichiara la nullità della sentenza, stabilendo che uno scambio totale di motivazione e dispositivo non è un semplice errore materiale correggibile. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la decisione e rinvia il caso alla Corte d'Appello di Perugia per un nuovo giudizio.
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Morte dell’imputato: quando la condanna diventa inesistente
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorso dichiarato inammissibile dopo la morte dell'imputato, avvenuta prima della decisione ma non comunicata ai giudici. Il Procuratore Generale ha chiesto la correzione dell'ordinanza per errore materiale. La Suprema Corte ha chiarito che non si tratta di un semplice errore materiale, poiché la correzione modificherebbe la sostanza del provvedimento. Tuttavia, la morte dell'imputato estingue il rapporto processuale, rendendo inesistente qualsiasi decisione successiva. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato inesistente la precedente ordinanza e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna della Corte d'appello. Il processo si chiude definitivamente per estinzione del reato dovuta alla morte dell'imputato.
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Correzione di errore materiale: no alle decisioni senza difesa
Il Tribunale applicava a un cittadino la misura della sorveglianza speciale. Successivamente, l'interessato presentava istanza di correzione di errore materiale per rettificare la formula sulla sua pericolosità sociale. Il Tribunale rigettava la richiesta "de plano", cioè senza fissare un'udienza e senza sentire la difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che la decisione sulla correzione di errore materiale non può avvenire senza convocare le parti in camera di consiglio, soprattutto se vi è un interesse concreto a partecipare. L'esclusione della difesa determina una nullità insanabile. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il provvedimento di rigetto, ordinando al Tribunale di rivalutare il caso nel rispetto del contraddittorio.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la data di nascita del Ricorrente era stata erroneamente indicata come 13 giugno 1981 anziché 18 giugno 1981. Su segnalazione del Pubblico Ministero, i giudici hanno rilevato che si trattava di una semplice svista di compilazione, chiaramente smentita dai documenti allegati al fascicolo. Applicando la procedura semplificata prevista dal codice di procedura penale, la Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha ordinato la rettifica del dato anagrafico errato direttamente sull'originale dell'atto, ristabilendo l'esatta identità del Ricorrente senza alterare il contenuto della decisione.
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Correzione errore materiale: lo scambio tra sentenza e ordinanza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale nel dispositivo di un'udienza precedente. Nel documento originale era stata erroneamente scritta la parola 'sentenza' al posto di 'ordinanza'. I giudici hanno quindi disposto la correzione ufficiale del testo, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sui documenti originali. Questa decisione corregge un semplice lapsus di scrittura senza modificare la decisione sostanziale di annullamento con rinvio al Tribunale di Lecce.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di un'ordinanza precedente, la quale conteneva a sua volta un errore nell'indicazione dei dati identificativi della sentenza da emendare. Il caso nasce dalla necessità di rettificare i riferimenti di un provvedimento penale. I giudici hanno chiarito che, ai sensi dell'articolo 130 del codice di procedura penale, è legittimo procedere alla rettifica quando l'eliminazione dell'errore non comporta una modifica essenziale dell'atto. Trattandosi di una correzione puramente ricognitiva dei dati identificativi del provvedimento originario, la richiesta è stata accolta, disponendo la corretta indicazione della sentenza del 13 novembre 2020 in luogo dei dati erroneamente inseriti.
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