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Art. 13 comma 1 quater del d.p.r. 115 del 2002

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242 provvedimenti

Rateizzazione debiti fiscali: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un piano di rateizzazione dei propri debiti fiscali, lamentando diversi vizi tra cui la mancata notifica delle cartelle originarie e l'illegittimità del calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di rateizzazione debiti fiscali implica la conoscenza del debito, sanando così ogni vizio di notifica. Inoltre, ha confermato la piena legittimità del metodo di ammortamento 'alla francese' utilizzato dall'agente della riscossione.
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Eccezione nuova in appello: quando è inammissibile
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale, sollevando per la prima volta in appello vizi sulla modalità di notifica. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di questa eccezione nuova in appello, in quanto non proposta nel ricorso iniziale. La Corte ha inoltre ribadito che non può riesaminare nel merito le valutazioni sui costi deducibili, confermando la pretesa fiscale dell'Amministrazione Finanziaria e rigettando il ricorso della società.
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Usucapione terreno: il possesso vince la proprietà
Una società immobiliare perde la proprietà di alcuni terreni a seguito di una causa per usucapione terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, riconoscendo che un soggetto privato aveva esercitato per oltre vent'anni un possesso pacifico, pubblico e ininterrotto, realizzando e gestendo un impianto sportivo. I ricorsi della società, basati sulla presunta carenza di legittimazione ad agire dell'attrice e su una errata valutazione delle prove, sono stati respinti, consolidando l'acquisto della proprietà a titolo originario da parte della posseditrice.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se prolisso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di diritto immobiliare. La decisione non entra nel merito della lite tra condomini, ma si fonda su un vizio di forma: il ricorso per cassazione, di 56 pagine, è stato giudicato caotico, prolisso e privo della necessaria esposizione sommaria dei fatti, violando così i requisiti dell'art. 366 c.p.c. e rendendo impossibile per la Corte comprendere la vicenda processuale.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione può?
La Corte di Cassazione interviene per rettificare una propria precedente ordinanza affetta da un palese errore materiale. Nello specifico, era stata indicata una sede giudiziaria errata per il rinvio della causa ed era stata omessa la statuizione sull'inammissibilità di un ricorso incidentale. La Corte, accogliendo l'istanza della parte ricorrente, chiarisce che la correzione di errore materiale può avvenire anche d'ufficio, senza necessità di un formale ricorso, ai sensi dell'art. 391 bis c.p.c., ripristinando così la corretta dicitura nel provvedimento.
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Tempestività riserve appalti: quando è obbligatoria?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per danni derivanti dalla sospensione dei lavori. La Corte di Cassazione ha confermato che le richieste dell'impresa (riserve) erano invalide perché non presentate tempestivamente. L'obbligo di tempestività delle riserve negli appalti sussiste anche in assenza di contabilità ufficiale, se l'impresa è consapevole del potenziale danno. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione
Una fondazione che gestisce attività assistenziali per anziani si è vista negare l'esenzione IMU. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6095/2024, ha confermato la decisione, ribadendo che per ottenere l'esenzione IMU enti non commerciali non basta la natura non profit del soggetto. È necessario dimostrare che l'attività sia svolta con modalità non commerciali, ossia gratuitamente o dietro un corrispettivo simbolico, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Diritto reale d’uso: quando si paga l’IMU?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti, che utilizza immobili di proprietà di una Regione in virtù di un contratto di servizio, non è tenuta al pagamento dell'IMU. La Corte ha chiarito che il rapporto in questione configura un diritto personale di godimento, funzionale esclusivamente all'erogazione del servizio, e non un diritto reale d'uso, che è il presupposto per l'imposta. La decisione si fonda sulla natura limitata e finalizzata della disponibilità dei beni, che esclude la pienezza di poteri tipica del diritto reale.
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Azione revocatoria: il credito da lavoro è anteriore
Un lavoratore agisce con un'azione revocatoria contro gli ex datori di lavoro che avevano donato i loro immobili ai figli. La Cassazione chiarisce che il credito del lavoratore, derivante da differenze retributive, sorge durante il rapporto di lavoro e non con la sentenza che lo accerta. Pertanto, il credito è anteriore alle donazioni, rendendo sufficiente la prova della consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio (scientia damni) per dichiarare l'inefficacia dell'atto.
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Azione revocatoria e vendita dell’unico immobile
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare. L'operazione, riguardante gli unici beni dei debitori, è stata ritenuta inefficace perché compiuta dopo l'insorgere del debito e con la consapevolezza, presunta, di ledere le ragioni del creditore. L'azione revocatoria è stata accolta, poiché i debitori non hanno provato di avere un patrimonio residuo sufficiente a garantire il credito.
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Questione nuova in Cassazione: il ricorso è nullo
Un'associazione di imprese e un consorzio hanno citato in giudizio una grande società di costruzioni per ottenere il pagamento di crediti derivanti da un appalto. Dopo aver perso in primo e secondo grado, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, basando le loro pretese su accordi transattivi che non erano stati posti a fondamento della domanda iniziale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'introduzione di tale argomento costituiva una 'questione nuova in Cassazione', non ammessa in sede di legittimità.
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Valore aree edificabili: legittimo il metodo di stima
Una società ha contestato un avviso di accertamento ICI, sostenendo l'illegittimità del 'metodo della trasformazione' usato per determinare il valore aree edificabili e invocando un precedente giudicato favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che tale metodo è legittimo e rientra nei criteri legali. Ha inoltre chiarito che un precedente giudizio sull'interpretazione di una norma non vincola il giudice in una causa successiva, non costituendo 'giudicato esterno' sulla questione di diritto.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Una società impugnava un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile per difetto di specificità, in quanto il ricorrente non aveva trascritto i passaggi rilevanti dell'atto impugnato. La Corte ha ribadito che, in un accertamento basato su studi di settore, spetta al contribuente fornire prove concrete per giustificare gli scostamenti, mentre l'Agenzia delle Entrate deve motivare adeguatamente il rigetto di tali giustificazioni.
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Studi di settore e gestione antieconomica: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che contestava un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. L'ordinanza sottolinea che, oltre allo scostamento dai parametri, anche una palese gestione antieconomica dell'attività (con ricavi inferiori ai costi) può giustificare la rettifica del reddito. La Corte ha ribadito che gli studi di settore costituiscono un sistema di presunzioni semplici la cui validità dipende dall'esito del contraddittorio con il contribuente, e che in sede di legittimità non è possibile ottenere una nuova valutazione dei fatti.
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Prescrizione crediti tributari: decennale o breve?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su vecchie cartelle, eccependo un precedente giudicato e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un giudicato sull'annullamento di un'ipoteca non si estende all'intimazione di pagamento. Ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti tributari principali, come IRPEF, IVA e IRAP, è decennale, in assenza di specifiche disposizioni di legge che prevedano un termine più breve.
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Disconoscimento copie: onere della prova specifico
Una società ha impugnato delle cartelle esattoriali contestando la validità delle notifiche attraverso un generico disconoscimento delle copie fotostatiche prodotte dall'amministrazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che il disconoscimento copie, per essere efficace, deve essere specifico e dettagliato, indicando le esatte difformità dall'originale. Ha inoltre dichiarato inammissibili le questioni sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Imposta di registro divisione: la Cassazione decide
Un notaio ha impugnato un avviso di liquidazione per una maggiore imposta di registro su un atto di divisione ereditaria di azioni, sostenendo la tardività della notifica e l'applicabilità della neutralità fiscale prevista da una direttiva UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica era tempestiva e che l'imposta di registro divisione è dovuta. La Corte ha chiarito che la divisione senza conguagli ha natura dichiarativa e non costituisce una 'negoziazione' di titoli, pertanto non rientra nell'ambito di applicazione della direttiva europea.
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Tassazione atto enunciato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2456/2024, ha respinto il ricorso di una società contro un avviso di liquidazione dell'imposta di registro. La controversia verteva sulla tassazione di un contratto di fornitura d'opera, non registrato, ma menzionato (enunciato) in un decreto ingiuntivo ottenuto dalla società stessa. La Corte ha confermato che la tassazione dell'atto enunciato è legittima ai sensi dell'art. 22 del D.P.R. 131/1986, chiarendo che non si tratta di una duplicazione d'imposta e che il principio di alternatività IVA-registro non esclude l'applicazione dell'imposta fissa.
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Disconoscimento copia fotostatica: Cassazione chiarisce
Una società ha impugnato una cartella esattoriale, contestando la validità della prova di notifica, consistente in una copia fotostatica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il disconoscimento copia fotostatica deve essere specifico e non generico, indicando le precise difformità dall'originale. La Corte ha inoltre confermato che l'Agente della Riscossione può legittimamente avvalersi di avvocati del libero foro nel contenzioso tributario.
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Delibera valori ICI: basta menzionarla nell’avviso
Una società agricola ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a terreni divenuti edificabili. Il punto centrale del contenzioso era la mancata produzione in giudizio della delibera che stabiliva i valori venali di tali aree. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la delibera valori ICI costituisce una mera autolimitazione del potere impositivo del Comune. Di conseguenza, è sufficiente menzionarla nell'atto di accertamento, senza che sia necessario allegarla o produrla in giudizio, e la sua eventuale assenza non invalida l'atto impositivo.
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