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Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02 — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02

Patto commissorio: vendita con riscatto nulla
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di compravendita immobiliare con patto di riscatto. La Corte ha stabilito che l'operazione non costituiva una reale vendita, ma un modo per aggirare il divieto di patto commissorio, in quanto la sua unica funzione era quella di garantire un debito preesistente. La sproporzione tra il prezzo di vendita e il valore del bene, insieme ad altri indizi, ha rivelato la natura illecita dell'accordo, che mirava a far acquisire la proprietà al creditore in caso di inadempimento del debitore.
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Donazione indiretta: l’azione è imprescrittibile
In una complessa controversia ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla donazione indiretta. La Corte ha chiarito che l'azione volta ad accertare una donazione indiretta è imprescrittibile, diversamente dall'azione di simulazione. Questa decisione è cruciale quando un erede deve difendersi dall'azione di riduzione promossa da un altro, potendo far valere in qualsiasi momento le liberalità ricevute dalla controparte per paralizzarne le pretese.
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Gravi difetti costruzione: quando risponde il venditore
Una società immobiliare viene citata in giudizio dagli acquirenti per gravi difetti di costruzione, quali infiltrazioni, e per la mancata consegna del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione conferma la condanna della società, ribadendo che le infiltrazioni costituiscono un grave difetto e che l'eccezione di decadenza dalla garanzia, sollevata tardivamente, è inammissibile. La sentenza sottolinea l'applicabilità dell'art. 1669 c.c. anche al venditore-costruttore.
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Sospensione del processo: quando è necessaria?
Una disputa sulla proprietà di un terreno adibito a parcheggio, non incluso in un contratto di compravendita, arriva in Cassazione. Gli acquirenti avevano richiesto la sospensione del processo in attesa della definizione di un'altra causa sulla validità della vendita. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, specificando che non sussiste il presupposto della pregiudizialità, e quindi non è necessaria la sospensione del processo, quando l'oggetto della causa (il terreno) è estraneo al contratto la cui validità è discussa nell'altro giudizio.
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Usura Cessione Quinto: costi assicurativi contano
Una cliente ha citato in giudizio una società finanziaria per usura relativa a un prestito con cessione del quinto, sostenendo che i costi dell'assicurazione obbligatoria spingevano il tasso oltre la soglia legale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che tutti i costi connessi all'erogazione del credito, inclusa l'assicurazione obbligatoria, devono essere conteggiati ai fini della verifica dell'usura. Il ricorso della società finanziaria è stato respinto.
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Disconoscimento scrittura privata: onere della prova
Una società finanziaria ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un'associazione per il rimborso di prestiti a presunti dipendenti. L'associazione ha contestato, effettuando il disconoscimento della scrittura privata e delle firme sui documenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'Appello, stabilendo che per un'ente è sufficiente il disconoscimento formale per contestare l'autenticità di una firma, senza necessità di proporre querela di falso. Di conseguenza, l'onere di provare la veridicità della sottoscrizione ricade su chi intende avvalersi del documento.
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Giuramento decisorio: i requisiti di specificità
Un avvocato ha agito contro un ex cliente per il pagamento dei compensi. A fronte dell'eccezione di prescrizione presuntiva sollevata dal cliente, il legale ha deferito un giuramento decisorio. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del giuramento, poiché le circostanze su cui si chiedeva di giurare differivano, anche se di poco, nell'importo e nei riferimenti rispetto alla domanda originaria. La Corte ha ribadito che, per superare la presunzione di pagamento, il giuramento decisorio deve essere formulato su capitoli perfettamente coincidenti con la pretesa iniziale.
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Auto elettrica ZTL: multa legittima senza targa comunicata
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una multa elevata al conducente di un'auto elettrica per accesso non autorizzato in una Zona a Traffico Limitato (ZTL). Sebbene una delibera comunale agevolasse la circolazione di tali veicoli, la Corte ha stabilito che la preventiva comunicazione della targa resta un requisito indispensabile per l'autorizzazione. La mancata comunicazione rende l'accesso in ZTL per l'auto elettrica un illecito sanzionabile, senza che si possa invocare la buona fede per una normativa in vigore da anni.
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Efficacia probatoria quietanza: la Cassazione spiega
In una disputa su un contratto d'appalto, la Cassazione affronta il tema dell'efficacia probatoria della quietanza di pagamento. Due committenti contestavano un accordo per lavori più costosi, basandosi su una quietanza che, a loro dire, si riferiva al contratto originario. La Corte ha stabilito che la quietanza prova il pagamento ma non vincola il giudice sulla natura del contratto sottostante, la cui esistenza può essere provata anche da una fattura non contestata. L'analisi del giudice di merito su tutti gli elementi probatori è ritenuta sovrana, respingendo così il ricorso dei committenti.
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Sanzioni amministrative bancarie: no al favor rei
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12243/2025, ha respinto il ricorso di alcuni ex amministratori di una banca sanzionati dall'Autorità di Vigilanza. La Corte ha chiarito che alle sanzioni amministrative bancarie non si applica il principio del favor rei, ma quello del tempus regit actum. Ha inoltre confermato la correttezza della procedura sanzionatoria seguita e ribadito che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sui soggetti sanzionati, in virtù della presunzione di colpa prevista dalla legge.
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Restituzione deposito cauzionale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7199/2025, ha chiarito la disciplina della restituzione deposito cauzionale in caso di vendita di un immobile locato. Una società venditrice si opponeva alla richiesta di versamento del deposito da parte della società acquirente, sostenendo che l'importo fosse già stato considerato nel prezzo di vendita 'a corpo'. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che l'obbligo di trasferire il deposito all'acquirente sussiste sempre, a meno che non vi sia un accordo esplicito e inequivocabile che dimostri una compensazione o una riduzione del prezzo. Una clausola generica sul subentro nelle posizioni attive e passive non è sufficiente a provare tale accordo.
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Produzione documentale appello: guida alla sentenza
Un agente immobiliare chiede il pagamento di una provvigione, ma il suo diritto viene negato nei primi due gradi di giudizio. La controversia giunge in Cassazione, che conferma le decisioni precedenti. Il punto cruciale è la mancata e tardiva produzione documentale in appello da parte dell'agente, che non ha depositato i documenti essenziali per la verifica della firma contestata. La Corte ribadisce le rigide regole procedurali e l'inammissibilità del ricorso in presenza di una "doppia conforme", ossia due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti.
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Competenza acque pubbliche: chi decide sulla proprietà?
Una società agricola ha rivendicato la proprietà del letto di un canale, sostenendo che avesse perso la sua natura pubblica. La Corte di Cassazione ha stabilito l'esclusiva competenza per le acque pubbliche del Tribunale Regionale, poiché la determinazione della natura pubblica o privata del bene (demanialità) richiede una valutazione specialistica degli interessi pubblici.
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Gestione unitaria affittacamere: quando è illegale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la gestione unitaria di più attività di affittacamere, situate nello stesso stabile e formalmente distinte, configura un'attività alberghiera abusiva se di fatto vengono offerti servizi unificati. Nel caso esaminato, una società con tre licenze di affittacamere è stata sanzionata perché operava come un unico hotel, con reception, insegna e sito web comuni. La Suprema Corte ha confermato la sanzione, sottolineando che la valutazione complessiva degli indici (come accesso unico e pubblicità ingannevole) è decisiva per accertare l'abuso, a prescindere dalla mancanza di alcuni requisiti formali alberghieri.
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Ricorso inammissibile: l’esposizione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa di un vizio formale. Il ricorrente non aveva fornito la necessaria esposizione sintetica dei fatti, limitandosi a riprodurre parzialmente la sentenza impugnata. Secondo la Corte, questa pratica equivale a un'omessa esposizione e viola l'art. 366 del codice di procedura civile, impedendo l'esame nel merito del ricorso.
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Patto commissorio: vendita come garanzia è nulla
Una società immobiliare ha citato in giudizio due coniugi per ottenere il rilascio di un immobile, sostenendo di esserne la legittima proprietaria. I coniugi si sono opposti, eccependo che la vendita era simulata e parte di un'operazione complessa finalizzata a eludere il divieto di patto commissorio. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso. Ha stabilito che anche una serie di contratti di compravendita, formalmente leciti, possono essere dichiarati nulli se il loro scopo reale è quello di garantire un prestito con il trasferimento della proprietà in caso di inadempimento, violando così l'art. 2744 c.c.
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Usucapione servitù distanze: quando è possibile?
Una proprietaria ha citato in giudizio la vicina per una costruzione realizzata a distanza non regolamentare dal confine. La vicina ha eccepito con successo l'usucapione servitù distanze, dimostrando che l'edificio esisteva da oltre vent'anni. La Corte di Cassazione ha confermato che tale diritto può essere acquisito per usucapione, chiarendo il valore probatorio delle dichiarazioni rese in sede di condono edilizio e i termini processuali per la contestazione dei fatti.
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Equo compenso avvocati: la Cassazione nega la retroattività
Un legale ha richiesto il pagamento dei suoi onorari a un istituto di credito. Il tribunale di primo grado ha ridotto l'importo applicando la nuova legge sull'equo compenso avvocati in modo retroattivo. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la legge non è retroattiva e si applica solo alle prestazioni successive alla sua entrata in vigore. Di conseguenza, gli accordi tariffari precedenti tra le parti rimangono validi. La Corte ha anche ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte del legale, data la complessità del caso.
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Appello inammissibile: come evitare l’errore fatale
Una recente sentenza della Cassazione analizza un caso di contratto di subappalto, sottolineando le conseguenze di un appello inammissibile. L'appello di un committente è stato respinto perché non ha contestato correttamente la precedente dichiarazione di inammissibilità della Corte d'Appello, ma si è concentrato sul merito. La decisione chiarisce che, di fronte a una declaratoria di inammissibilità per aspecificità, il ricorrente in Cassazione deve prima dimostrare l'errore procedurale del giudice d'appello. Viene inoltre rigettato il ricorso incidentale del subappaltatore, confermando che l'accordo verbale sul prezzo prevale sulla quantificazione di un consulente tecnico.
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Giudicato esterno: prova con certificazione finale
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso, stabilendo che la prova del giudicato esterno richiede inderogabilmente la produzione della sentenza munita di certificazione di irrevocabilità. La mancata produzione di tale documento in primo grado non può essere sanata nelle fasi successive del giudizio, come quello di rinvio, a causa della formazione di un giudicato interno sulla questione.
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