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Art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

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2623 provvedimenti

Cessazione materia contendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un accertamento fiscale. La decisione si fonda sulla cessazione della materia del contendere, avvenuta perché la sentenza d'appello impugnata è stata revocata in un altro giudizio, annullando l'atto impositivo originale e facendo venire meno l'interesse dei ricorrenti a proseguire il giudizio di legittimità.
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Destituzione per dolo: Cassazione conferma licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato la destituzione per dolo di un capo area di una società di trasporti. Il lavoratore era stato licenziato per aver autorizzato il pagamento di fatture per riparazioni mai eseguite. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, stabilendo che la consapevole accettazione del rischio di un danno all'azienda configura il dolo necessario per la massima sanzione disciplinare, e che il giudice del lavoro non è vincolato da una precedente valutazione della Corte dei Conti che aveva ravvisato solo la colpa grave.
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Principio di autosufficienza nel ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un datore di lavoro contro la condanna al pagamento del TFR a una lavoratrice domestica. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha trascritto gli atti necessari a dimostrare il presunto vizio di ultra petizione della sentenza d'appello, che aveva esteso il calcolo del TFR a un periodo più lungo di quello richiesto per le differenze retributive.
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Delega sottoscrizione avviso: quando è valido?
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sostenendo la nullità per difetto di firma del dirigente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla delega sottoscrizione avviso: non è necessario allegarla all'atto impositivo. L'Amministrazione finanziaria è tenuta a produrla solo in giudizio e solo se il contribuente solleva una contestazione specifica. La Corte ha inoltre precisato che la delega può consistere in un semplice ordine di servizio interno, essendo una delega di firma e non di funzioni.
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Avviso di presa in carico: quando impugnarlo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22670/2024, ha chiarito i termini per l'impugnazione di un avviso di presa in carico. Nel caso esaminato, un contribuente ha ricevuto un avviso di presa in carico relativo a un precedente accertamento fiscale che sosteneva di non aver mai ricevuto. La Corte ha stabilito che, proprio in questi casi, l'avviso di presa in carico diventa l'atto da impugnare tempestivamente, in quanto è il primo momento in cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa. Il ricorso del contribuente, presentato mesi dopo la notifica dell'avviso di presa in carico, è stato quindi giudicato tardivo e inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo e rinuncia
Un Comune e un ente religioso, dopo aver portato una controversia fiscale sulla TASI fino alla Corte di Cassazione, raggiungono un accordo. Di conseguenza, il Comune rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che, in caso di rinuncia accettata, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, data la natura eccezionale e non estensibile della norma.
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Cessata materia del contendere: Fisco annulla l’atto
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento catastale. Durante il giudizio in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha modificato l'atto in autotutela. La Corte ha quindi dichiarato la cessata materia del contendere, estinguendo il giudizio poiché l'atto originario, oggetto della lite, non esisteva più. Le spese legali sono state compensate.
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Esenzione IMU forze armate: non è retroattiva
Un contribuente, appartenente alle Forze di Polizia, ha richiesto l'applicazione dell'esenzione IMU per l'abitazione principale per l'anno 2012, basandosi su una norma entrata in vigore solo nel 2013. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU forze armate non ha efficacia retroattiva. La sentenza sottolinea la discrezionalità del legislatore nel definire la decorrenza dei benefici fiscali, escludendo qualsiasi profilo di incostituzionalità.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e spese legali
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, ma il suo ricorso è stato respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello finale inammissibile, in quanto l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo in casi specifici e la richiesta di sola compensazione delle spese non costituisce un valido motivo di ricorso. Il ricorrente è stato inoltre condannato per lite temeraria, evidenziando i rischi di azioni legali infondate.
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Cessata materia del contendere: il Fisco annulla l’atto
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento catastale. Durante il giudizio in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate, in autotutela, ha modificato l'atto originario, sostituendolo con uno nuovo. La Corte ha quindi dichiarato la cessata materia del contendere, estinguendo il processo perché l'oggetto della lite era venuto meno, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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Redditometro: ricorso respinto e spese a carico
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due contribuenti contro un avviso di accertamento basato sul redditometro. L'accertamento era scaturito da una discrepanza tra il reddito dichiarato e le spese sostenute, come un mutuo per la prima casa e il possesso di autovetture. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso inammissibili, confermando la legittimità della metodologia di calcolo presuntivo del reddito e l'impossibilità di ridiscutere questioni di fatto in sede di legittimità.
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Addizionale provinciale energia: illegittima senza scopo
Una società ferroviaria ha contestato una richiesta di pagamento per l'addizionale provinciale energia. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del tributo, in quanto in contrasto con la normativa europea che richiede una finalità specifica per le imposte indirette. La Corte ha stabilito che la norma nazionale deve essere disapplicata, annullando la pretesa fiscale.
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Utili extracontabili: la presunzione per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di accertamento di utili extracontabili in una società a ristretta base partecipativa, opera una presunzione sulla loro distribuzione ai soci. L'ordinanza analizza un caso relativo a una società del settore rottami che aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti. La Corte ha rigettato il ricorso di un socio, stabilendo che spetta a quest'ultimo l'onere di provare che tali utili sono stati accantonati o reinvestiti, vincendo così la presunzione. È stato inoltre chiarito che l'IVA è dovuta anche su operazioni inesistenti in regime di inversione contabile.
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Sversamento doloso: no all’esenzione accise
La Corte di Cassazione ha stabilito che uno sversamento doloso di prodotti petroliferi, effettuato con l'intento di evadere le imposte, non dà diritto all'esenzione dal pagamento delle accise. Anche se il prodotto diventa irrecuperabile, la natura fraudolenta dell'atto impedisce l'applicazione delle esimenti previste per caso fortuito o forza maggiore, rendendo l'imposta pienamente dovuta.
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Addizionale provinciale energia: non dovuta senza scopo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'addizionale provinciale energia elettrica. La tassa, nata per esigenze di bilancio locale, contrasta con la normativa europea che richiede una 'finalità specifica' per le imposte indirette aggiuntive. I giudici possono disapplicare la norma nazionale d'ufficio.
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Rinuncia tardiva ricorso: chi paga le spese?
Un contribuente ritira il proprio ricorso in Cassazione dopo che il Comune aveva già depositato le sue difese. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia tardiva ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali ma escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché ritenuta una misura sanzionatoria non applicabile per analogia a questo caso.
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Obbligo del terzo: la Cassazione sui limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di creditori in una procedura di pignoramento presso terzi. La controversia riguardava l'accertamento dell'obbligo del terzo, una Regione, nei confronti di un'associazione debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l'esistenza del credito pignorato, stabilendo importanti principi sulla validità dell'atto di opposizione, sui requisiti di specificità del ricorso per cassazione e sulla ripartizione dell'onere della prova, che grava sul creditore procedente per dimostrare l'esistenza del credito vantato dal suo debitore verso il terzo.
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Indennità di trasferta: quando è esclusa da IRPEF
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'esenzione IRPEF per una indennità di trasferta. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché non contestava tutte le motivazioni della sentenza impugnata.
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Continuità delle trascrizioni: ipoteca a rischio
Un istituto di credito iscriveva un'ipoteca su immobili di una società debitrice. Tuttavia, l'acquisto di tali immobili da parte della debitrice veniva dichiarato nullo. La Cassazione ha confermato l'inefficacia dell'ipoteca, sottolineando la violazione del principio di continuità delle trascrizioni. Poiché dai registri immobiliari emergeva chiaramente l'interruzione della catena dei passaggi di proprietà, la banca non poteva essere considerata in buona fede, non avendo esercitato la dovuta diligenza nel verificare la titolarità del bene.
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Prescrizione tributi erariali: 10 anni, dice la Cassazione
Una società ha contestato una cartella di pagamento per IRES e IVA, sostenendo la prescrizione quinquennale del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sua giurisprudenza costante secondo cui la prescrizione per i tributi erariali è quella ordinaria decennale. La Corte ha inoltre stabilito la legittimità dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione di avvalersi di avvocati del libero foro per la propria difesa in giudizio.
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