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Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Quinta Civile

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162 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

Accisa sul gasolio: no rimborso per bus a noleggio
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso dell'accisa sul gasolio a un'impresa di noleggio autobus con conducente. La Corte ha stabilito che l'agevolazione fiscale è riservata solo al trasporto passeggeri *regolare* (di linea) e non a quello *occasionale* (noleggio), in linea con il diritto dell'Unione Europea. La distinzione non viola il principio di parità di trattamento, poiché i due servizi rispondono a esigenze diverse.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali (Iva e Irap) della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria, chiarendo che non è necessaria la notifica di un nuovo avviso di accertamento nei suoi confronti, essendo sufficiente quello notificato alla società originaria. La notifica della cartella di pagamento alla beneficiaria è quindi legittima, anche senza atti prodromici, poiché la sua responsabilità deriva direttamente dalla legge in seguito all'operazione di scissione societaria.
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Mancata riassunzione: effetti sul processo tributario
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce le gravi conseguenze della mancata riassunzione del processo tributario. Se le parti non proseguono il giudizio dopo una decisione d'appello, l'intero procedimento si estingue. Questo annulla tutte le sentenze emesse, inclusa quella favorevole al contribuente in primo grado, rendendo definitivo l'originario avviso di accertamento fiscale.
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IVA forfetizzata: legittima la cartella senza avviso
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'IVA forfetizzata legata all'imposta sugli intrattenimenti, l'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere con la notifica di una cartella di pagamento senza emettere un preventivo avviso di accertamento. Questa procedura semplificata, basata sull'iscrizione a ruolo, è un'alternativa all'accertamento ordinario e non viola il principio del contraddittorio. Il ricorso di una società del settore è stato quindi rigettato.
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Valutazione di merito: appello in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro la sentenza che aveva ridotto del 50% l'imposta (ICI/IMU) dovuta da una società per un immobile in stato di degrado. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione di merito dei fatti e delle prove, compito che spetta esclusivamente ai giudici dei gradi inferiori. Il motivo del ricorso, pur mascherato da violazione di legge, mirava a una diversa ricostruzione dei fatti, eccedendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Ricorso non depositato: le conseguenze processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso in materia tributaria poiché, sebbene notificato alla controparte (Agenzia delle Entrate), non è stato depositato in cancelleria entro i termini di legge. L'ordinanza sottolinea che il mancato deposito di un ricorso è un vizio insanabile che comporta l'improcedibilità, rilevabile d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Cessioni intracomunitarie fittizie: prova e oneri
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società a cui l'Amministrazione finanziaria contestava l'esenzione IVA per cessioni intracomunitarie fittizie. La Corte ha chiarito che l'onere di provare l'effettiva uscita dei beni dal territorio nazionale grava sul cedente, e ha ritenuto inammissibile la richiesta di rivalutare nel merito le prove già esaminate dai giudici di grado inferiore, come un report dell'autorità fiscale britannica che negava i rapporti commerciali.
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Deposito telematico: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso in materia tributaria a causa del mancato rispetto dell'obbligo di deposito telematico. La ricorrente aveva ottenuto un'autorizzazione provvisoria al deposito cartaceo adducendo problemi tecnici, ma una relazione informatica ha smentito tale circostanza. La Corte ha concluso che la mancata attivazione della procedura telematica fosse imputabile a negligenza del difensore, non a cause di forza maggiore, confermando la regola del deposito telematico obbligatorio.
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Fermo amministrativo: quando l’auto è strumentale?
Un avvocato contesta un preavviso di fermo amministrativo sulla propria auto, sostenendone la strumentalità per la professione e sollevando vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La sentenza ribadisce che spetta al contribuente l'onere di provare l'indispensabilità del bene per l'attività lavorativa. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso che mescolavano vizi di legittimità e di merito, sottolineando l'importanza del rigore formale nell'impugnazione.
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Giudicato esterno: TARSU e convenzioni nulle
Una società commerciale si oppone a un avviso di accertamento per la TARSU, basandosi su una convenzione che la esentava dal pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, applicando il principio del giudicato esterno. Una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva già dichiarato la nullità di tale convenzione, rendendo inefficace la pretesa di esenzione anche per le annualità successive.
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Onere della prova costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14222/2025, chiarisce l'onere della prova costi in materia tributaria. Una società si era vista contestare la deducibilità di costi per servizi da un fornitore con attività estranea e per provvigioni. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il contribuente deve provare non solo l'esistenza del costo, ma anche la sua effettività e inerenza all'attività d'impresa. La sola presentazione di un contratto non è sufficiente a soddisfare tale onere probatorio.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una intimazione di pagamento, confermando la validità della notifica di cinque avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che l'agente notificatore aveva correttamente accertato la condizione di irreperibilità assoluta del destinatario, a seguito di adeguate ricerche nel comune di domicilio fiscale. Di conseguenza, la procedura di notifica eseguita, consistente nel deposito presso la casa comunale, è stata ritenuta legittima. Gli argomenti del ricorrente sono stati considerati un inammissibile tentativo di riesaminare il merito dei fatti.
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Autotutela Sostitutiva: Fisco può correggere avvisi
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del potere di autotutela sostitutiva dell'Amministrazione finanziaria. Nel caso esaminato, un avviso di accertamento, basato su dati extracontabili (tovaglioli lavati) e viziato per un errore procedurale, è stato annullato e sostituito con un nuovo atto. La Corte ha confermato che il Fisco può correggere i propri errori, anche in senso peggiorativo per il contribuente, purché non siano decorsi i termini per l'accertamento, tutelando così l'interesse pubblico alla corretta esazione dei tributi.
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Rimborso IVA: onere della prova e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13392/2025, ha rigettato il ricorso di una contribuente che chiedeva un rimborso IVA per conto di una società estinta. La Corte ha stabilito che la richiesta è stata correttamente respinta in appello per mancanza di prove adeguate a sostegno del diritto al credito. Il ricorso per cassazione è stato giudicato inammissibile perché generico e non autosufficiente, ribadendo che spetta al contribuente l'onere di dimostrare in modo completo e specifico i fatti a fondamento della propria pretesa.
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Sovrafatturazione IVA: onere della prova del contribuente
Una società ha contestato un avviso di accertamento per una presunta indebita detrazione IVA di oltre 2 milioni di euro, derivante da un'operazione immobiliare sospettata di sovrafatturazione IVA. I giudici di merito hanno confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, specificando che, in presenza di presunzioni gravi, precise e concordanti fornite dall'autorità fiscale, l'onere della prova si trasferisce sul contribuente. La Corte ha inoltre ribadito i limiti del proprio sindacato sui fatti, soprattutto in presenza di una decisione "doppia conforme" dei tribunali di merito.
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Deducibilità costi: la prova è a carico del contribuente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la non deducibilità di costi per oltre 100.000 euro a causa di fatture non sufficientemente dettagliate. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui l'onere della prova sull'inerenza, certezza ed effettività dei costi spetta interamente al contribuente, e la mera registrazione contabile non è sufficiente. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso che miravano a una rivalutazione dei fatti, già esaminati conformemente nei due gradi di merito precedenti.
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Accertamento induttivo: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13205/2025, ha rigettato il ricorso di una società di panificazione contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento induttivo basato sulla ricostruzione dei ricavi a partire da un singolo dato noto e non contestato, ovvero il consumo di farina. L'ordinanza ribadisce che spetta al contribuente l'onere di provare l'erroneità della presunzione dell'Ufficio e la strumentalità dei costi dedotti.
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Contributo unificato cumulativo: come si calcola?
Un contribuente ha impugnato con un unico ricorso 47 atti tributari. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha stabilito che il calcolo del contributo unificato cumulativo si effettua sommando i singoli contributi dovuti per ciascun atto, non sul valore complessivo. Ha inoltre dichiarato manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata, precisando che il ricorso cumulativo risponde a esigenze di economia processuale e non di risparmio di spesa.
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Contraddittorio endoprocedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si pronuncia su un ricorso in materia fiscale, chiarendo i limiti dell'appello in caso di errore di fatto del giudice e il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale. L'ordinanza analizza il caso di un professionista destinatario di un accertamento fiscale basato su un'agenda. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del contribuente, per via della regola della "doppia conforme" sulla questione del contraddittorio, sia il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, ritenuto inammissibile perché l'errore lamentato (mancata costituzione in giudizio) andava contestato con istanza di revocazione e non con ricorso per Cassazione.
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Agevolazioni prima casa: firma senza delega, atto nullo
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di revoca delle agevolazioni prima casa per mancata ultimazione dei lavori entro tre anni. La Corte ha confermato la revoca per l'imposta di registro, ma ha annullato l'avviso di liquidazione IVA perché sottoscritto da un funzionario privo di una delega di firma specifica per quel tributo, rigettando così il ricorso dell'Agenzia delle Entrate su questo punto. Anche il ricorso dei contribuenti è stato respinto, confermando che il mancato completamento dell'immobile è causa legittima di decadenza dal beneficio.
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