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Art. 1299 Codice Civile

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115 provvedimenti

Onere della prova: chi deve dimostrare il danno?
Una correntista ha citato in giudizio la propria banca e una compagnia assicurativa per il riscatto non autorizzato di alcune polizze vita da parte del convivente. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento, sottolineando che la ricorrente non ha adempiuto al proprio onere della prova. Nello specifico, non è stato dimostrato che il denaro, una volta confluito su un altro conto a lei intestato, sia stato sottratto contro la sua volontà, interrompendo così il nesso causale tra l'inadempimento degli intermediari e il danno lamentato.
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Responsabilità solidale appalto: surroga e regresso
Una società committente, costretta a versare i contributi INPS per un subappaltatore a causa della responsabilità solidale appalto, ha il diritto di recuperare l'intera somma versata. La Corte di Cassazione chiarisce che in questo caso si applica la surrogazione legale totale e non l'azione di regresso parziale, poiché la responsabilità del committente ha natura di garanzia rispetto all'obbligazione principale del subappaltatore-datore di lavoro.
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Danno endofamiliare: risarcimento e prova presuntiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24719/2025, si è pronunciata su un caso di danno endofamiliare richiesto da un figlio nei confronti del padre assente. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il danno derivante dalla violazione dei doveri genitoriali, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato tramite presunzioni. La prolungata e consapevole assenza di un genitore è un fatto notorio sufficiente a far presumere un'alterazione pregiudizievole nella vita del figlio, semplificando così l'onere della prova per la vittima.
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Diritto di regresso TARI: la Cassazione decide
Un soggetto che paga l'intera TARI per un immobile co-occupato ha diritto di chiedere il rimborso della quota all'altro occupante. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30167/2025, ha confermato il diritto di regresso TARI, respingendo il ricorso di un co-obbligato che contestava la propria legittimazione passiva. La Corte ha stabilito che la detenzione di fatto dell'immobile è sufficiente a creare l'obbligazione solidale, legittimando l'azione di regresso di chi ha saldato l'intero debito tributario.
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Sequestro conservativo in appalto: quando viene revocato
Il Tribunale di Monza ha revocato un sequestro conservativo in appalto concesso a un committente contro un appaltatore. La decisione si fonda sulla drastica riduzione del credito vantato dal committente, dopo aver escluso gran parte delle somme richieste a titolo di regresso per contributi INPS e aver detratto un controcredito dell'appaltatore. Per la cifra residua, il collegio ha ritenuto insussistente il 'periculum in mora', ovvero il rischio di insolvenza, revocando così la misura cautelare.
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Surrogazione legale: come recuperare un pagamento?
A seguito del crollo di un'opera pubblica, un ente governativo, condannato in primo grado come responsabile civile, paga un risarcimento. Successivamente, la sua responsabilità viene meno in appello. La Cassazione conferma il diritto dell'ente di agire in surrogazione legale contro gli altri professionisti condannati per recuperare la somma, poiché l'obbligo di pagare esisteva al momento del versamento.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
Una società di servizi ricorre in Cassazione contro una condanna al pagamento. La Corte Suprema dichiara l'improcedibilità del ricorso perché la società ricorrente ha omesso di depositare la copia autentica della sentenza d'appello notificata, documento essenziale per dimostrare la tempestività dell'impugnazione secondo il termine breve. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile degli adempimenti procedurali.
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Responsabilità appaltatore: vizi e riparto delle colpe
Un ente pubblico ha citato in giudizio un'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per gravi difetti nella realizzazione di un'opera pubblica. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha escluso la risoluzione del contratto ma ha confermato la condanna al risarcimento dei danni e ha disposto una riduzione del corrispettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, consolidando i principi sulla responsabilità dell'appaltatore, sulla distinzione tra riduzione del prezzo e risarcimento, e sul riparto interno delle colpe tra appaltatore e direttore dei lavori.
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Cessione contratto locazione: la responsabilità solidale
Una società di telecomunicazioni, subentrata in un contratto di affitto tramite l'acquisizione di un ramo d'azienda, è stata ritenuta responsabile anche per i canoni non pagati dalla società precedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13901/2024, ha confermato questo principio di responsabilità solidale, sottolineando che la cessione contratto locazione commerciale (ex L. 392/1978) è una norma speciale a tutela del locatore. La Corte ha inoltre giudicato inammissibile il motivo di ricorso relativo alla prova del pagamento, ritenendo le contabili di bonifico non sufficienti a dimostrare l'effettivo accredito delle somme.
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Obbligo acquirente immobile: pagare i lavori condominiali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo dell'acquirente di un immobile di farsi carico dei costi di ristrutturazione, previsto in una scrittura privata, persiste anche se l'impresa appaltatrice cambia. La decisione si fonda sull'interpretazione della volontà delle parti, che mirava a porre a carico dell'acquirente il costo oggettivo dei lavori, a fronte di un prezzo di acquisto vantaggioso. Viene così confermato l'obbligo acquirente immobile di rimborsare al venditore le somme anticipate al nuovo appaltatore.
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Responsabilità associazioni: basta notifica al coobbligato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9980/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di responsabilità delle associazioni non riconosciute. In caso di debiti tributari, l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente notificare l'avviso di accertamento solo al soggetto che ha agito in nome e per conto dell'associazione, senza necessità di notificarlo anche all'ente stesso. Questa decisione si fonda sul principio della solidarietà passiva, che conferisce al creditore la facoltà di scegliere a quale dei debitori in solido rivolgersi per ottenere il pagamento dell'intera obbligazione.
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Risarcimento per furto: la prova della proprietà
Un cittadino subisce un furto in casa facilitato da un ponteggio. In appello, il suo risarcimento viene ridotto perché non ha fornito prova rigorosa della proprietà di alcuni gioielli appartenuti alla moglie defunta. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che nell'azione per risarcimento per furto, di natura personale, è sufficiente una prova presuntiva della riconducibilità del danno, senza la necessità di una 'probatio diabolica' sulla titolarità dei beni. Viene confermata la responsabilità dell'impresa edile.
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Polizza claims made: quando è inefficace?
La Cassazione rigetta il ricorso degli eredi di un dirigente pubblico. La corte conferma che una polizza claims made è inefficace se, al momento della stipula, il danno e la responsabilità erano già noti all'assicurato, mancando l'elemento del rischio. L'azione di regresso basata su una provvisionale penale è legittima.
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Diritto di regresso: acquisto immobile e quote uguali
In una causa di scioglimento di comunione, la Cassazione stabilisce il principio del diritto di regresso. Il comproprietario che paga una quota del prezzo superiore alla sua ha diritto al rimborso da parte dell'altro. Spetta a chi ha ricevuto il beneficio dimostrare che si trattava di una donazione. L'ordinanza affronta anche l'indennità per l'uso esclusivo del bene e le regole sulla produzione di prove.
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Opzione put: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una clausola di opzione put inserita in un patto parasociale a favore di un socio finanziatore. La Corte ha stabilito che tale clausola non viola né il divieto di patto leonino, né quello di patto commissorio, in quanto rappresenta un legittimo strumento di tutela dell'investimento e di garanzia per l'uscita dalla società. La sentenza ha però accolto un motivo di ricorso procedurale, chiarendo che il giudice d'appello deve tener conto dei pagamenti parziali avvenuti durante il processo e rifletterli nel dispositivo della sentenza.
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Arricchimento senza causa: quando non è esperibile
La Corte d'Appello di Ancona ha respinto la richiesta di un ex convivente basata sull'azione di arricchimento senza causa. La Corte ha stabilito che tale azione non è ammissibile quando esistono altri rimedi legali specifici per recuperare le somme versate, come l'azione di regresso per le rate del mutuo cointestato o l'azione di adempimento per un prestito. La decisione sottolinea il carattere sussidiario dell'azione di arricchimento, che può essere utilizzata solo come ultima risorsa.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso tra co-fideiussori. La controversia riguardava il diritto di regresso di due garanti, che avevano saldato l'intero debito, verso un terzo garante che aveva stipulato una transazione separata con la banca. La Suprema Corte non è entrata nel merito della questione, ma ha respinto l'appello per una ragione puramente procedurale: la violazione del principio di autosufficienza del ricorso. I ricorrenti non avevano adeguatamente riportato o localizzato nel loro atto gli elementi e i documenti cruciali per la decisione, impedendo alla Corte di valutare le loro censure.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da ex amministratori di una società cooperativa, condannati in appello per i danni causati da mala gestio. I ricorrenti hanno sollevato diverse questioni procedurali e di merito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso principale e dichiarato inammissibile quello incidentale, confermando la condanna e la responsabilità amministratori. La decisione sottolinea l'inammissibilità di censure che mirano a un riesame dei fatti in sede di legittimità e chiarisce i principi sull'estromissione tacita dal processo e sulla validità dell'atto di citazione.
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Transazione condebitore solidale: effetti del regresso
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della transazione stipulata da un solo condebitore solidale. L'ordinanza stabilisce che se un debitore transige il debito e agisce in regresso, gli altri condebitori non possono pretestuosamente rifiutare di beneficiare di un accordo palesemente vantaggioso. Viene inoltre confermato che la rinuncia agli atti in appello comporta il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado, che costituisce valido titolo per l'azione di regresso.
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Fideiussioni Plurime: no al regresso tra garanti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3687/2024, ha stabilito che in presenza di fideiussioni plurime, ovvero garanzie autonome e distinte prestate da più soggetti per lo stesso debito, il garante che paga l'intero importo non ha diritto di regresso nei confronti degli altri. A differenza della co-fideiussione, che presuppone un'unica obbligazione di garanzia, le fideiussioni plurime danno al garante adempiente solo la possibilità di surrogarsi nei diritti del creditore.
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