LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 129 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Pagina 7 di 32

631 provvedimenti

Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Rifiuto di sottoporsi all’alcoltest: prescrizione batte nullità
Un automobilista, condannato in primo grado per il rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, ottiene in appello la dichiarazione di prescrizione del reato. Tuttavia, la decisione viene presa senza convocare le parti. L'automobilista ricorre in Cassazione lamentando la violazione del contraddittorio e chiedendo l'assoluzione nel merito. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che, in presenza di una causa di estinzione del reato come la prescrizione, questa prevale sulle nullità procedurali, a meno che l'innocenza dell'imputato non sia immediatamente evidente dagli atti. Poiché nel caso specifico non emergeva una prova lampante dell'innocenza e l'imputato non aveva rinunciato espressamente alla prescrizione, la decisione d'appello viene confermata. L'automobilista perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Patto sulla pena e ricorso: stop per traffico di stupefacenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Cinque di loro avevano concordato la pena in appello, rinunciando ai motivi di gravame, rendendo così nullo il successivo ricorso in Cassazione. Un sesto imputato, detenuto, contestava la sua partecipazione al sodalizio criminoso, sostenendo che la condanna si basasse solo sul suo stato di detenzione. La Suprema Corte ha rigettato la tesi, evidenziando che le intercettazioni telefoniche dimostravano il suo ruolo attivo nel pianificare l'inserimento della compagna nella rete di spaccio, fornendole supporto logistico e istruzioni operative. Tutti i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Sanzioni sostitutive nel patteggiamento: no al cambio pena
Il Tribunale di Como applicava a un imputato la pena concordata di 4 anni di reclusione per traffico di stupefacenti, disponendo la confisca del denaro sequestrato. L'Imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando la mancata applicazione delle sanzioni sostitutive nel patteggiamento introdotte dalla riforma Cartabia, l'assenza di motivazione sul mancato proscioglimento e l'illegittimità della confisca. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le sanzioni sostitutive nel patteggiamento richiedono un preventivo accordo tra le parti, assente nel caso di specie. Inoltre, la motivazione sul mancato proscioglimento può essere sintetica e la confisca del denaro, considerato profitto del reato, è pienamente legittima. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Morte dell’imputato: annullata la condanna decisa per errore
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorso dichiarato inammissibile quando l'imputato era già deceduto. Successivamente, il Tribunale ha segnalato che la morte dell'imputato era avvenuta prima della decisione della Suprema Corte. I giudici hanno chiarito che la presenza in vita del soggetto è un presupposto essenziale del processo penale. Di conseguenza, la tardiva conoscenza del decesso costituisce un errore di fatto che rende giuridicamente inesistente la decisione successiva. La Corte ha quindi revocato la precedente ordinanza e annullato la sentenza d'appello, dichiarando l'estinzione del reato per morte del reo.
Continua »
Sentenza predibattimentale: no alla prescrizione senza udienza
La Corte d'Appello dichiarava estinto per prescrizione il reato di guida in stato di ebbrezza contestato all'Imputato, emettendo una sentenza predibattimentale senza instaurare il contraddittorio tra le parti. L'Imputato ricorreva in Cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la sentenza predibattimentale di proscioglimento per prescrizione emessa senza udienza è nulla. Richiamando la Corte Costituzionale, i giudici hanno chiarito che l'imputato ha sempre il diritto di confrontarsi in udienza, potendo anche rinunciare alla prescrizione per mirare a un'assoluzione nel merito. La sentenza impugnata è stata annullata.
Continua »
Alcoltest valido dopo mezz’ora, ma la condanna si prescrive
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza d'appello che aveva ridotto la pena a un automobilista per guida in stato di ebbrezza, basandosi sulla curva di assorbimento dell'alcol. La Cassazione ha chiarito che il ritardo di circa mezz'ora tra la guida e l'esame non incide sulla validità dell'alcoltest. Tuttavia, poiché è decorso il tempo massimo previsto dalla legge, la Suprema Corte ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna senza rinvio.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo che blocca il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi soggetti condannati per l'importazione di circa dieci chili di cocaina da Santo Domingo, nascosti in un carico di marmo destinato a una società italiana. Tra i ricorrenti, alcuni avevano precedentemente optato per il concordato in appello. I giudici di legittimità hanno ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di merito, precludendo il ricorso in Cassazione se non per vizi sulla formazione della volontà. Per gli altri imputati, la Corte ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi poiché basati sulla generica ripetizione dei motivi d'appello e sul tentativo di far rivalutare le prove di fatto, come le intercettazioni telefoniche. È stata inoltre confermata la confisca di un'auto di lusso per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Tutti i ricorrenti sono stati condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: lo sconto di pena impedisce il ricorso
Due imputati condannati per detenzione di stupefacenti ricorrono in Cassazione contestando la confisca di somme di denaro ritenute non collegate al reato. La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi. Il primo ricorrente non aveva sollevato la questione in appello, rendendola non più proponibile. Il secondo ricorrente aveva invece aderito al concordato in appello, rinunciando espressamente ai motivi di impugnazione. La sentenza ribadisce che il concordato in appello preclude la possibilità di contestare in Cassazione i punti oggetto di rinuncia, confermando la confisca e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione del reato: la Cassazione cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre soggetti condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. Per il primo ricorrente, la Corte ha rilevato che la mancata concessione delle attenuanti generiche era ingiustificata, essendo egli incensurato. Di conseguenza, accogliendo il ricorso, ha dichiarato l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione del reato. Per il secondo ricorrente, i giudici hanno annullato la sentenza con rinvio limitatamente a un capo d'accusa, per valutare se il fatto potesse essere riqualificato come spaccio di lieve entità, dato che a un coimputato era stata riconosciuta tale attenuante. Infine, il ricorso del terzo imputato è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi sulla prescrizione e sulla recidiva erano infondati, confermando la sua condanna e disponendo il pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna annullata dopo otto anni di attesa
L'Imputato, condannato in primo grado per guida in stato di ebbrezza commessa nel 2007, proponeva appello nel 2012. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il ricorso nel 2020 per presunta genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, precisando che il giudice d'appello non può dichiarare inammissibile un ricorso valutandone la manifesta infondatezza, compito riservato alla legittimità. Di conseguenza, essendosi validamente instaurato il rapporto processuale, la Suprema Corte ha rilevato l'avvenuta prescrizione del reato, maturata già nel 2012. La Cassazione ha quindi disposto l'annullamento senza rinvio sia della sentenza di primo grado che dell'ordinanza d'appello, decretando la definitiva prescrizione del reato.
Continua »
Estinzione del reato per morte dell’imputato: processo annullato
Nel caso in esame, L'Imputato era stato condannato dalla Corte di Appello alla sostituzione della pena detentiva con una sanzione pecuniaria. Successivamente alla presentazione del ricorso in Cassazione, L'Imputato è deceduto. La Suprema Corte ha preso atto del decesso tramite certificato di morte e ha dichiarato l'estinzione del reato per morte dell'imputato. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Questa decisione comporta la chiusura definitiva del processo penale, precludendo qualsiasi valutazione di merito sulle contestazioni originarie, poiché la morte del reo estingue sia il reato sia l'azione penale ancora in corso.
Continua »
Ritiro della patente: la Cassazione cancella l’automatismo
Una donna concorda una pena per detenzione di stupefacenti tramite patteggiamento. Il giudice applica la sanzione principale ma dispone anche il ritiro della patente per due anni. La difesa presenta ricorso in Cassazione contestando la mancanza di motivazione su questa sanzione aggiuntiva. La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso. I giudici chiariscono che il ritiro della patente in materia di stupefacenti è una misura facoltativa e discrezionale. Di conseguenza, il giudice di merito deve spiegare dettagliatamente perché decide di applicarla e come ne stabilisce la durata. La Cassazione annulla la decisione sul ritiro e rinvia al Tribunale.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: prescrizione cancella la condanna
Un cittadino era stato condannato per non aver comunicato le variazioni di reddito successive alla richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il suo reddito familiare aveva infatti superato la soglia di legge. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha rilevato che il reato contestato si era estinto per prescrizione prima della decisione. Non essendoci elementi evidenti per un'assoluzione nel merito ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. Di conseguenza, il cittadino evita la pena grazie al decorso del tempo.
Continua »
Rifiuto accertamento sostanze stupefacenti: prescrizione cancella condanna
Il Conducente veniva condannato per il reato di rifiuto accertamento sostanze stupefacenti dopo essersi opposto ai controlli stradali. Nei motivi di ricorso, la difesa contestava il diniego della sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità, negati per via dei precedenti penali e della mancata indicazione di un ente disponibile. La Corte di Cassazione, tuttavia, rileva che il reato, commesso nel gennaio 2015, si è estinto per prescrizione a fine 2019. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna, liberando il Conducente da ogni conseguenza penale.
Continua »
Riparazione per ingiusta detenzione: negata se c’è prescrizione
Il Ricorrente ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione dopo aver subito circa un anno di custodia cautelare per reati di droga. Il processo principale si era concluso con l'assoluzione per alcuni capi d'accusa e con la prescrizione per altri. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la prescrizione del reato non fa nascere il diritto all'indennizzo, a meno che la custodia subita superi la pena massima applicabile. Inoltre, la presenza di intercettazioni telefoniche provava una condotta ostativa dolosa del Ricorrente, che aveva trattato la vendita di sostanze stupefacenti, escludendo così qualsiasi diritto al risarcimento dello Stato.
Continua »
Procedibilità a querela: ricorso valido salva due ladri su tre
Tre persone vengono condannate per furto aggravato in tabaccheria e furto d'auto. Uno degli imputati ricorre in Cassazione lamentando un errore materiale nell'intestazione della sentenza, mentre gli altri due contestano la sufficienza degli indizi. La Suprema Corte dichiara inammissibile il primo ricorso perché l'errore non ha leso il diritto di difesa. Di conseguenza, per lui non opera la nuova procedibilità a querela introdotta dalla riforma Cartabia. Al contrario, la Corte accoglie il ricorso degli altri due imputati: poiché i loro motivi erano ammissibili, si applica la nuova disciplina favorevole. Mancando la querela delle vittime, la Cassazione annulla senza rinvio la loro condanna.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna annullata anche senza innocenza
L'Imputato era stato condannato in appello alla pena di tre mesi di arresto e un'ammenda per il reato di guida senza patente. Contro tale decisione, l'uomo ha proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza della recidiva e il diniego della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che il reato, commesso nel luglio 2017, si era estinto per il decorso del termine massimo di cinque anni. Non emergendo dagli atti l'evidente e immediata prova dell'innocenza dell'imputato, idonea a giustificare un'assoluzione nel merito ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, i giudici hanno dichiarato la prescrizione del reato. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna impugnata.
Continua »
Riparazione per l’ingiusta detenzione negata se c’è una condanna
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino che chiedeva la riparazione per l'ingiusta detenzione subita per circa sei mesi. L'ordinanza cautelare originaria si fondava su molteplici reati. Sebbene l'imputato fosse stato assolto dall'accusa di associazione mafiosa e porto d'armi, e altri reati fossero andati prescritti, egli era stato condannato in via definitiva per spaccio di sostanze stupefacenti. I giudici hanno ribadito che la condanna anche per uno solo dei reati posti a fondamento della misura cautelare esclude il diritto all'indennizzo, qualora tale reato sia idoneo a giustificare la custodia. Inoltre, la prescrizione non dà diritto alla riparazione, a meno che la detenzione non superi la pena inflitta o manchino del tutto i presupposti della misura.
Continua »
Prescrizione del reato: la Cassazione cancella la condanna
Cinque imputati hanno proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Bologna, lamentando vizi di notifica, difetti di motivazione sull'identificazione e sull'elemento soggettivo dei reati contestati. La Suprema Corte, rilevando la regolarità dei ricorsi, ha constatato il decorso del termine massimo di prescrizione del reato, maturato successivamente alla sentenza di secondo grado. I giudici hanno chiarito che la presenza di una causa estintiva impedisce l'esame di vizi di motivazione o nullità procedurali, prevalendo l'esigenza di immediata declaratoria di non punibilità. Non emergendo elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
Continua »
Prescrizione del reato: condanna annullata per ritardo dei giudici
L'Imputata era stata condannata per furto in abitazione. Nel giudizio d'appello, i giudici avevano escluso le circostanze aggravanti, riducendo la pena, ma confermando la colpevolezza. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza di secondo grado. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che, a seguito dell'esclusione delle aggravanti, il termine massimo di prescrizione era decorso prima della decisione d'appello. Non emergendo elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Cassazione ha dichiarato l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. La prescrizione del reato ha così estinto l'illecito, determinando la vittoria processuale dell'Imputata.
Continua »