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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Sospensione Lavoro: Contributi Dovuti Anche Senza Lavoro?
Una cooperativa ha impugnato un avviso di addebito per contributi non versati durante i periodi di sospensione lavorativa dei dipendenti, come la chiusura estiva delle scuole. Il Tribunale ha stabilito che la sospensione lavoro unilaterale da parte del datore non giustifica il mancato pagamento di retribuzione e contributi. L'onere di provare che l'assenza fosse richiesta dal lavoratore spetta all'azienda, prova che in questo caso non è stata fornita. La sentenza ha però ridotto le sanzioni, non riconoscendo un'intenzione di occultare i rapporti di lavoro.
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Compenso CTU: calcolo per incarichi complessi
Una società si opponeva agli onorari liquidati a un consulente tecnico in un'indagine ambientale, ritenendoli eccessivi. Anche il consulente impugnava i decreti, giudicandoli però insufficienti. Il Tribunale ha ridefinito i criteri per il calcolo del **compenso CTU**, chiarendo quando più accertamenti giustificano onorari separati. La decisione ha parzialmente accolto le ragioni di entrambe le parti, ricalcolando l'importo finale e stabilendo principi chiave per la liquidazione in casi di incarichi plurimi e complessi.
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Lavoro supplementare: annullata sanzione per prova
Il Tribunale di Ancona ha annullato un'ordinanza ingiunzione per presunto lavoro supplementare non registrato. La decisione si fonda sull'insufficienza e contraddittorietà delle prove testimoniali raccolte, sottolineando che l'onere della prova grava sull'ente accertatore. Le dichiarazioni rese agli ispettori sono state ritenute non sufficienti a superare le testimonianze processuali e la coerenza del lavoratore interessato.
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Keyword advertising: quando è concorrenza sleale?
Un'ordinanza del Tribunale specializzato in materia d'impresa analizza un caso di keyword advertising illecito. Una società alberghiera utilizzava il marchio di un concorrente come parola chiave per i propri annunci sponsorizzati su Google, una pratica ritenuta atto di concorrenza sleale. Il giudice ha accolto il ricorso d'urgenza, emettendo un'inibitoria per vietare la prosecuzione della condotta e fissando una penale per ogni futura violazione, affermando che tale pratica lede la funzione distintiva del marchio e crea confusione nel consumatore.
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Assegno sociale: la proprietà non esclude il diritto
Una sentenza del Tribunale di Ancona ha stabilito che la mera proprietà di immobili, se non genera un reddito effettivo, non può essere motivo di esclusione dal diritto all'assegno sociale. Il caso riguardava una ricorrente a cui era stato negato il beneficio a causa della titolarità di alcuni immobili in comproprietà con bassissima rendita catastale. Il giudice, richiamando la giurisprudenza della Cassazione, ha chiarito che per la valutazione dello stato di bisogno contano solo i 'redditi effettivamente percepiti' e non quelli potenziali o astratti derivanti dalla sola proprietà. Di conseguenza, il Tribunale ha accolto il ricorso, condannando l'ente previdenziale a erogare l'assegno sociale.
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Assegno sociale: viaggi lunghi negano il diritto
Un cittadino straniero si è visto negare l'assegno sociale poiché i suoi numerosi e prolungati viaggi nel paese d'origine sono stati ritenuti un'interruzione del requisito di soggiorno continuativo decennale in Italia. Il Tribunale ha stabilito che la residenza legale non è sufficiente se non accompagnata da una permanenza di fatto, stabile e radicata nel territorio nazionale.
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Obbligo contributivo socio: il reddito d’impresa conta
Una socia, già iscritta alla Gestione Artigiani per la sua attività lavorativa in una società, ha contestato una richiesta di contributi basata sui redditi percepiti da un'altra società di persone in cui era socia non lavorante. Il Tribunale di Brescia ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo contributivo del socio si estende alla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da partecipazioni societarie, indipendentemente dallo svolgimento di un'attività lavorativa diretta in quella specifica società. La decisione si fonda sull'interpretazione estensiva della base imponibile previdenziale, allineata alla nozione fiscale di reddito d'impresa.
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Responsabilità mediatore: quando non c’è obbligo?
Un acquirente ha citato in giudizio un'agenzia immobiliare per la restituzione della provvigione, sostenendo che l'agenzia non avesse comunicato la presenza di ipoteche sull'immobile. Il Tribunale di Brescia ha respinto la domanda, stabilendo che la responsabilità del mediatore immobiliare non include automaticamente l'obbligo di effettuare indagini tecnico-giuridiche come le visure ipotecarie, a meno che non riceva un incarico specifico. La conclusione finale dell'affare da parte dell'acquirente, sebbene a un prezzo inferiore, ha inoltre escluso la gravità dell'inadempimento contestato.
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Lesione possessoria: quando l’uso è solo passaggio?
Un'ordinanza del Tribunale di Brescia affronta un caso di presunta lesione possessoria in aree comuni. Una proprietaria ha citato in giudizio i suoi vicini per aver posizionato mobili, piante e una piscina in un androne e cortile condivisi. Il giudice ha respinto il ricorso, stabilendo che, non essendo impedito il passaggio a piedi e non avendo la ricorrente specificato quale altro 'uso più vario' del bene le fosse stato precluso, non sussiste una lesione possessoria tutelabile. La decisione sottolinea l'importanza di provare un pregiudizio concreto e specifico al proprio possesso, al di là di un generico fastidio.
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Vittima del dovere: la presunzione per i militari
La Corte d'Appello di Genova conferma lo status di "vittima del dovere" per un militare che ha contratto un tumore dopo una missione in Kosovo. La sentenza ribadisce il principio della "presunzione relativa": spetta all'Amministrazione, e non al militare, provare che la malattia non sia legata al servizio in zone a rischio. Tuttavia, la Corte ha parzialmente accolto l'appello dello Stato, riducendo la percentuale di invalidità riconosciuta dal 36% al 25% e ricalcolando i benefici connessi.
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Sgravi contributivi persone svantaggiate: la guida
Una Corte d'Appello ha stabilito che le certificazioni rilasciate dai Servizi Sociali sono sufficienti per una cooperativa per accedere agli sgravi contributivi per persone svantaggiate, anche senza specificare la natura dello svantaggio, tutelando la privacy. La Corte ha chiarito che spetta all'ente previdenziale contestare tali atti con strumenti specifici come la querela di falso. L'appello dell'ente è stato parzialmente accolto solo su un punto tecnico, riducendo l'esonero dal 100% al 95% per una lavoratrice, in base a un decreto interministeriale.
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Notifica PEC indirizzo non pubblico: quando è valida?
La Corte d'Appello ha stabilito che una notifica PEC è valida anche se proveniente da un indirizzo non presente nei pubblici registri. Citando la giurisprudenza della Cassazione, i giudici hanno confermato che se l'atto ha raggiunto il suo scopo, ovvero ha permesso al destinatario di difendersi, l'irregolarità formale è sanata. Questo principio, noto come raggiungimento dello scopo, si applica anche agli atti presupposti. Di conseguenza, l'appello del contribuente, basato sulla presunta nullità della notifica, è stato respinto.
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Ammortamento alla francese: valido anche senza dettagli
Una cliente contestava la validità del suo mutuo con ammortamento alla francese, sostenendo una mancanza di trasparenza sul regime di capitalizzazione composta e la presenza di anatocismo. La Corte di Appello di Genova, in linea con una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, ha respinto l'appello. Ha stabilito che il contratto è valido perché gli elementi essenziali (capitale, durata, tasso) erano specificati, e che l'ammortamento alla francese non implica anatocismo vietato. La maggiore onerosità è una conseguenza della scelta concordata di rate costanti, non di un costo occulto.
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Compensazione spese legali: quando è giustificata?
Un ente creditore appella una sentenza che lo condannava al pagamento di spese e danni per un avviso di ipoteca errato. La Corte d'Appello accoglie il ricorso, disponendo la compensazione spese legali per entrambi i gradi di giudizio. La Corte ha ritenuto che la scelta del contribuente di citare in giudizio l'ente immediatamente, senza alcun contatto preventivo per risolvere l'evidente errore, costituisse una "grave ed eccezionale ragione" per derogare al principio della soccombenza.
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Prescrizione cassa integrazione: quando decorre?
La Corte d'Appello di Genova ha stabilito che la prescrizione cassa integrazione, se il rapporto di lavoro è contestato, decorre non dall'accertamento ispettivo, ma dalla sentenza definitiva che riconosce tale rapporto. Un gruppo di lavoratori, il cui status di dipendenti di una cooperativa era stato negato, ha potuto così legittimamente richiedere l'indennità previdenziale anche a distanza di molti anni, poiché il loro diritto è sorto solo con la pronuncia giudiziale passata in giudicato.
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Contributo solidarietà pensione: illegittimo se imposto
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà pensione imposto da un ente previdenziale privatizzato a un proprio iscritto. In linea con la giurisprudenza della Cassazione, i giudici hanno stabilito che tale prelievo, incidendo su un trattamento pensionistico già definito, costituisce una prestazione patrimoniale che può essere introdotta solo dalla legge statale (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. È stato inoltre confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con l'applicazione della prescrizione ordinaria decennale e non di quella quinquennale.
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Rappresentanza processuale condominio: appello inammissibile
Un condominio ha appellato una sentenza relativa a un'azione esecutiva. L'amministratore, però, ha agito senza una delibera di autorizzazione o ratifica da parte dell'assemblea. Nonostante la Corte d'Appello avesse concesso un termine per sanare il vizio, il condominio non ha adempiuto. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'appello principale inammissibile per difetto di rappresentanza processuale condominio e, di riflesso, l'appello incidentale della controparte è stato dichiarato inefficace. Il condominio è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Imputazione pagamento TFR: la busta paga prevale
Un lavoratore, dopo il fallimento del datore di lavoro, ha chiesto al Fondo di Garanzia il pagamento integrale del TFR. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che un precedente pagamento, indicato in busta paga come acconto TFR, costituisce una valida e vincolante imputazione pagamento TFR. La normativa speciale del diritto del lavoro prevale sulle regole civilistiche generali, impedendo al lavoratore di richiedere nuovamente la stessa somma al Fondo.
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Proprietà esclusiva parti comuni: quando il titolo vince
In una disputa sulla natura di un'area in un androne condominiale, la Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, rigettando la richiesta di un condomino di dichiararla parte comune. La sentenza stabilisce che la presunzione di comunione viene superata da un titolo di proprietà valido e specifico. In questo caso, una catena di atti, a partire da una donazione del 1920, ha dimostrato la proprietà esclusiva parti comuni in capo alla controparte, rendendo legittima la sua occupazione dell'area.
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Responsabilità diretta P.A.: il regresso tra enti
Una recente sentenza della Corte d'Appello, in sede di rinvio, affronta il tema della responsabilità diretta P.A. a seguito di una tragica alluvione. Il caso origina dalla condanna di un Sindaco e dalla conseguente richiesta di risarcimento danni. Le Amministrazioni Statali, condannate in solido con l'ente locale, hanno agito in regresso contro quest'ultimo. La Cassazione aveva precedentemente stabilito il principio della responsabilità diretta dell'ente per la condotta illecita del funzionario, anche omissiva, legata alle sue funzioni istituzionali. La Corte d'Appello ha quindi accolto la domanda di regresso, ripartendo la responsabilità in parti uguali (1/3 ciascuno) tra il Comune e due distinte Amministrazioni Statali, data l'impossibilità di graduare con certezza le singole colpe.
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