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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Prescrizione compenso professionale: la guida completa
Un cliente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento del compenso di un architetto, eccependo la prescrizione del credito e la falsità di alcuni documenti. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, chiarendo che la prescrizione del compenso professionale decorre dal completamento dell'intero incarico e non dalle singole prestazioni. Inoltre, la presunta falsità documentale è stata ritenuta irrilevante poiché il compenso era stato ricalcolato da un perito d'ufficio sulla base della documentazione ufficiale di progetto.
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Mutatio libelli: no a nuove domande in corso di causa
Una società correntista ha impugnato una sentenza di primo grado, chiedendo in appello la rettifica del proprio saldo debitorio per addebiti non contestati tempestivamente. La Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione, qualificando la nuova richiesta come una inammissibile *mutatio libelli*, ovvero una modifica non consentita della domanda iniziale. La decisione sottolinea che le pretese devono essere definite all'inizio del processo, non potendo essere introdotte nuove questioni in una fase avanzata della causa.
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Vizi della fornitura: onere della prova e revoca
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per una fornitura, lamentando vizi della merce e un aumento di prezzo non pattuito. Il Tribunale revoca il decreto ma condanna comunque la società opponente al pagamento di una somma ridotta, ritenendo provati i vizi solo per una parte della fornitura. A causa della soccombenza sostanziale, l'opponente viene anche condannato a pagare le spese legali della controparte. La decisione sottolinea l'importanza cruciale dell'onere della prova e della tempestività nella contestazione dei vizi della fornitura.
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Responsabilità appaltatore: analisi di una sentenza
Una sentenza del Tribunale di Torino affronta il tema della responsabilità appaltatore in un caso di ristrutturazione con vizi. Un committente ha citato in giudizio l'impresa per difetti alla pavimentazione e all'impianto di condizionamento. Il Tribunale ha affermato la piena responsabilità dell'impresa, chiarendo che anche il semplice riconoscimento del vizio, senza ammissione di colpa, interrompe i termini di prescrizione e decadenza. La sentenza ha inoltre rigettato la difesa dell'impresa, che si qualificava come mero esecutore ("nudus minister"), condannandola al risarcimento del danno quantificato dal perito del tribunale.
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Retrocessione ramo d’azienda: quando è evasione
Il Tribunale di Torino ha stabilito che una simulata cessazione di attività, che nasconde una retrocessione ramo d'azienda alla società controllante, integra evasione contributiva. L'azienda aveva ottenuto la CIGS per cessazione, ma il giudice ha accertato la continuità aziendale, negando il beneficio e confermando l'avviso di addebito dell'ente previdenziale.
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Opposizione decreto ingiuntivo: quando è rigettata
Una società cliente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento di prestazioni professionali, eccependo la nullità del contratto e l'inadempimento del consulente. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, confermando la validità del contratto e la fondatezza del credito. A causa di un pagamento parziale avvenuto durante la causa, il decreto è stato revocato e sostituito da una sentenza di condanna per l'importo residuo, con addebito di tutte le spese legali al cliente.
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Donazione di modico valore: la consegna è sufficiente?
Il Tribunale di Bari ha stabilito che una donazione di modico valore di titoli azionari è valida con la semplice consegna materiale (traditio), senza necessità di un atto formale. Tuttavia, ha chiarito che questa validità non è sufficiente per obbligare la banca emittente a registrare il trasferimento di proprietà. Per il transfert di titoli nominativi è necessario seguire la procedura formale prevista dalla legge, come un atto autentico. L'appello principale è stato rigettato, mentre quello incidentale sulle spese è stato accolto.
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Nesso di causalità: quando le complicanze non sono colpa medica
Un paziente ha citato in giudizio una struttura sanitaria e i medici per gravi complicanze seguite a un intervento cardiochirurgico. Il Tribunale ha respinto la domanda, non ravvisando un nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il danno subito. Le complicanze, sebbene gravi, sono state ritenute conseguenze prevedibili ma inevitabili della complessa situazione clinica del paziente, e non frutto di negligenza medica.
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Opposizione all’esecuzione: motivi e limiti del debito
Una debitrice ha presentato opposizione all'esecuzione per un pignoramento dello stipendio derivante da un mutuo non pagato. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, confermando che il contratto di mutuo è un titolo esecutivo valido anche per il debito residuo dopo una prima esecuzione immobiliare. Inoltre, ha chiarito che l'onere di provare l'estinzione del debito spetta al debitore e ha definito le regole per il pignoramento dello stipendio in presenza di altre trattenute.
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Credito amministratore condominio: quando è provato?
Un Tribunale ha riformato una sentenza di primo grado, revocando un decreto ingiuntivo a favore di un ex amministratore. La decisione chiarisce che il credito amministratore condominio per anticipazioni non può basarsi sul semplice disavanzo di cassa o sul verbale di passaggio di consegne. È necessaria una prova rigorosa delle spese sostenute con fondi propri e una delibera assembleare di approvazione o ratifica.
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Diploma ITP non abilitante: la sentenza del Tribunale
Un insegnante con diploma tecnico-pratico (ITP) ha richiesto l'inserimento nelle graduatorie scolastiche di fascia superiore, sostenendo che il proprio diploma fosse un titolo abilitante. Il Tribunale del Lavoro di Bari ha respinto il ricorso, stabilendo che il diploma ITP non è abilitante e consente solo la partecipazione ai concorsi, ma non l'accesso diretto alle fasce riservate ai docenti già in possesso di specifica abilitazione. La decisione si allinea alla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato.
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Regolamento di confini: il ruolo delle mappe catastali
La sentenza del Tribunale di Bari n. 442/2014 affronta un caso di regolamento di confini tra due proprietà. In assenza di prove fornite dalle parti, il giudice ha stabilito che, conformemente alla giurisprudenza (Cass. n. 12891/2006), il confine deve essere determinato sulla base delle risultanze delle mappe catastali. La decisione evidenzia come, nell'azione di regolamento di confini, l'onere della prova gravi su entrambi i proprietari e come la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), basata sui dati catastali, diventi lo strumento decisivo per risolvere la controversia.
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Mansioni superiori: quando non spetta la paga più alta
Una lavoratrice del comparto sanità ha richiesto il pagamento di differenze retributive, sostenendo di aver svolto mansioni superiori a quelle del suo inquadramento. Il Tribunale di Bari ha rigettato la domanda, stabilendo che le attività svolte, sebbene complesse, rientravano nel profilo contrattuale di appartenenza. Per il riconoscimento delle mansioni superiori, è necessario dimostrare lo svolgimento dei compiti con 'pienezza', ovvero con l'assunzione piena delle relative responsabilità, requisito non provato nel caso di specie.
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Azione revocatoria: inefficacia cessione immobiliare
Una banca ha promosso un'azione revocatoria contro un garante e il beneficiario di un trasferimento immobiliare. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda, dichiarando l'atto di cessione inefficace nei confronti della banca. La decisione si fonda sulla prova che la cessione pregiudicava la garanzia patrimoniale del creditore (eventus damni) e che sia il debitore sia il terzo acquirente erano consapevoli di tale pregiudizio (scientia damni), desunta dal loro stretto e pregresso rapporto d'affari.
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Onere della prova incarico: chi lo deve dimostrare?
Una sentenza del Tribunale di Roma chiarisce che in un incarico professionale, l'onere della prova dell'adempimento spetta al professionista che richiede il compenso. Nel caso esaminato, un consulente ha perso la causa perché non è riuscito a dimostrare di aver svolto alcuna attività in un mandato congiunto con un avvocato, il quale aveva gestito l'intera pratica. Il Tribunale ha riformato la decisione di primo grado, rigettando la richiesta di pagamento del consulente.
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Onere della prova: chi deve dimostrare il credito?
Una società cessionaria di crediti ha citato in giudizio un ente pubblico per il pagamento di fatture insolute. Il Tribunale ha respinto la domanda, applicando il principio dell'onere della prova. L'ente convenuto ha dimostrato di aver pagato o estinto la maggior parte dei debiti. Per la restante parte, la società attrice non ha fornito prove sufficienti a dimostrare né l'esistenza del credito né la colpa dell'ente nel ritardo dei pagamenti, vedendosi così rigettare anche le richieste per interessi.
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Contratto preliminare: valido senza agibilità?
Una parte acquirente ha citato in giudizio la venditrice per ottenere la nullità o la risoluzione di un contratto preliminare, lamentando difformità urbanistiche e la mancata consegna del certificato di agibilità al momento della firma. Il Tribunale di Roma ha respinto le domande, stabilendo che la sanzione della nullità non si applica ai contratti preliminari, ma solo a quelli definitivi. Inoltre, ha escluso un grave inadempimento, poiché il termine per il rogito non era essenziale e le irregolarità sono state sanate successivamente con l'ottenimento dell'agibilità, confermando la validità del contratto.
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Cessione del credito: quando è valida nonostante i divieti
Un'azienda si oppone a un decreto ingiuntivo eccependo un divieto di cessione del credito. Il Tribunale di Roma rigetta l'opposizione, affermando che il conferimento del credito a una società controllata quasi al 100% non viola la ratio del divieto, poiché il controllo economico resta invariato. La sentenza analizza la validità della cessione del credito infragruppo.
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Risoluzione contratto affitto azienda: il caso giudiziario
Una società affittuaria di un'azienda non paga i canoni e le utenze, portando alla risoluzione contratto affitto azienda. Il Tribunale, in virtù di una clausola risolutiva espressa, ha confermato la cessazione del rapporto e condannato l'affittuaria al pagamento di ingenti somme a titolo di risarcimento del danno per mancata occupazione e utenze non corrisposte.
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Interessi moratori appalti: la data del contratto è clou
Una società appaltatrice ha richiesto il pagamento di interessi moratori a una Pubblica Amministrazione, basandosi su una normativa successiva alla stipula dei contratti. Il Tribunale ha respinto la richiesta, revocando il decreto ingiuntivo ottenuto dall'impresa. La decisione chiarisce che le disposizioni più favorevoli in materia di interessi moratori per appalti, introdotte dal D.Lgs. 192/2012, si applicano esclusivamente ai contratti conclusi dopo il 1° gennaio 2013, e che la successiva legge di interpretazione autentica non ne modifica la decorrenza.
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