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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Danno da animale: no risarcimento se inciampi tu
Una donna ha citato in giudizio i proprietari di un cane dopo essere caduta e aver subito una grave lesione alla spalla, sostenendo che l'animale avesse causato l'incidente. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta di risarcimento. Dalla testimonianza chiave è emerso che la donna ha fatto un passo indietro senza guardare, inciampando sul cane che era fermo dietro di lei. La corte ha qualificato questo comportamento come un caso fortuito, determinato dalla disattenzione della vittima stessa, che ha interrotto il nesso di causalità e ha esonerato il proprietario da ogni responsabilità per il danno da animale ai sensi dell'art. 2052 c.c.
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Responsabilità proprietario animale: la sentenza
Il Tribunale di Roma ha condannato la proprietaria di un cane per i danni causati a una passante, ribadendo la natura oggettiva della responsabilità del proprietario dell'animale. La difesa non ha provato il caso fortuito, unico esimente. La sentenza analizza in dettaglio la quantificazione del danno biologico e morale.
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Impossibilità sopravvenuta: no rimborso per voucher
Un'azienda ha chiesto il rimborso per voucher ZTL inutilizzati a causa del lockdown da Covid-19, invocando l'impossibilità sopravvenuta. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, stabilendo che l'impossibilità era solo temporanea e la proroga della validità dei voucher ha preservato lo scopo del contratto, escludendo così il diritto alla restituzione della somma pagata.
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Decadenza alloggio: quando l’assenza non è lecita
Una recente sentenza del Tribunale di Roma affronta il tema della decadenza dall'assegnazione di un alloggio popolare. Il giudice ha rigettato il ricorso di un'assegnataria, confermando la legittimità della revoca del beneficio. La decisione si fonda su due pilastri: la mancata occupazione stabile dell'immobile, provata da un verbale della Polizia Locale, e l'aver di fatto ceduto parzialmente l'uso dell'appartamento a familiari non autorizzati. Questa pronuncia chiarisce che anche ospitare stabilmente terzi può integrare una causa di decadenza alloggio.
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Mancata indicazione sedi: il docente ha diritto nomina
Un docente è stato illegittimamente escluso da una nomina a tempo determinato a causa della mancata indicazione di tutte le sedi disponibili nella domanda telematica. Il Tribunale ha stabilito che tale omissione non costituisce una rinuncia totale al diritto di nomina, ma solo una scelta limitata a specifiche sedi. Di conseguenza, ha riconosciuto il diritto del docente all'incarico e al risarcimento del danno per la mancata indicazione sedi.
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Carta Docente precari: bonus 500€ anche per te
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente per precari, condannando l'Amministrazione scolastica a erogare il bonus di 500€ a un'insegnante con contratto a tempo determinato per l'anno 2023/2024. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione, equiparando i doveri formativi dei docenti precari a quelli di ruolo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società ha impugnato alcuni avvisi di addebito basandosi su un estratto di ruolo, sostenendo la prescrizione dei crediti. Il Tribunale di Roma ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il debitore dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di un atto esecutivo o di un tale pregiudizio, la semplice conoscenza del debito non giustifica un'azione legale.
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Carta Docente precari: il Tribunale conferma il bonus
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di una docente precaria, condannando l'amministrazione scolastica a riconoscerle il diritto alla Carta Docente per l'anno scolastico 2023/2024. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, disapplicando la normativa nazionale che escludeva i docenti precari dal beneficio di 500 euro per la formazione, in quanto contrastante con il diritto dell'Unione Europea.
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Licenziamento illegittimo: onere della prova a carico
Una lavoratrice, autista, ha impugnato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo e richiesto differenze retributive per straordinari non pagati. Il Tribunale ha dichiarato il licenziamento illegittimo per mancata prova della crisi aziendale da parte del datore di lavoro, ordinando la reintegra e un risarcimento pari a 12 mensilità. Le richieste di differenze retributive e la domanda riconvenzionale dell'azienda sono state invece respinte per carenza di prove e infondatezza.
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Errore formale contributi: quando l’avviso è nullo
Una società ha impugnato due avvisi di addebito emessi da un ente previdenziale per presunti contributi e sanzioni non versati. Il Tribunale di Roma ha annullato gli avvisi, ritenendoli carenti di motivazione e poco chiari. Nonostante la società avesse commesso un errore formale contributi nelle procedure di richiesta dei benefici, il giudice ha stabilito che la mancanza di prova di un'inadempienza sostanziale da parte dell'ente rendeva illegittime le sanzioni, confermando il diritto della società allo sgravio.
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Appello incidentale tardivo: quando resta efficace?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'improcedibilità dell'appello principale per mancata comparizione dell'appellante non determina l'inefficacia dell'appello incidentale tardivo. In un caso tra un ex agente e una casa editrice, la Corte ha stabilito che, secondo la normativa applicabile ratione temporis (pre-riforma Cartabia), solo l'inammissibilità dell'impugnazione principale avrebbe travolto quella incidentale. Viene inoltre precisato che, nelle udienze a trattazione scritta, il deposito delle note, anche senza scambio contestuale, è sufficiente a integrare la comparizione della parte.
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Notifica preavviso iscrizione ipotecaria nulla: appello
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la nullità di un'iscrizione ipotecaria poiché la notifica del preavviso era stata inviata al vecchio indirizzo di un contribuente che aveva cambiato residenza. Questa notifica preavviso iscrizione ipotecaria, ritenuta invalida, non ha interrotto la prescrizione, portando all'estinzione del diritto dell'agente della riscossione di procedere. L'appello dell'agente è stato respinto, consolidando il principio secondo cui una notifica errata rende l'atto inefficace.
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Responsabilità appaltatore: prova del nesso causale
In un caso riguardante il crollo di una pala eolica riparata, la Corte d'Appello di Roma ha confermato la responsabilità dell'appaltatore. La decisione si fonda sul criterio del 'più probabile che non', stabilendo che il difetto nella riparazione era la causa più probabile del danno, escludendo altre ipotesi come la fulminazione. La sentenza chiarisce come la prova del nesso di causalità e la quantificazione del danno vengano gestite in materia di responsabilità appaltatore, rigettando sia gli appelli incidentali del costruttore sia la richiesta di maggior risarcimento del committente.
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Travisamento della prova: quando è inammissibile
Una società conduttrice ha citato in giudizio la società locatrice per la restituzione di somme versate in eccesso rispetto al canone pattuito per un affitto d'azienda. Le richieste sono state respinte in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la procedura seguita in appello era legittima in base alle norme emergenziali Covid-19 e che il cosiddetto travisamento della prova non costituisce motivo valido per un ricorso in Cassazione, ma per un diverso rimedio processuale.
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Azione Revocatoria: quando la cessione è revocabile
Una creditrice ha ottenuto la conferma di un'azione revocatoria contro una debitrice che aveva ceduto l'intero patrimonio immobiliare alla figlia. La Corte d'Appello ha stabilito che la sproporzione tra il valore dei beni e il debito da saldare costituisce un danno per il creditore (eventus damni), rendendo l'atto revocabile. La consapevolezza della debitrice di ledere le ragioni del creditore (scientia fraudis) è stata ritenuta provata, anche in considerazione del rapporto di parentela.
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Indennità di occupazione: quando è dovuta tra ex coniugi
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha confermato la condanna di un ex coniuge al pagamento di un'indennità di occupazione in favore dell'altro. Il caso riguardava l'uso esclusivo della casa familiare in comproprietà dopo la separazione. La Corte ha stabilito che l'indennità è dovuta non dalla data della separazione, ma dal momento in cui il comproprietario escluso manifesta formalmente la volontà di utilizzare l'immobile o di ottenere un compenso, cristallizzando così il suo diritto.
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Pignoramento immobiliare: l’errore sulla cantina
Una debitrice impugna un pignoramento immobiliare sostenendo un errore nell'identificazione della cantina annessa all'appartamento. La Corte d'Appello respinge il ricorso, stabilendo che i dati catastali prevalgono sul possesso di fatto e che solo il nuovo acquirente, non il debitore esecutato, può contestare eventuali discrepanze dopo l'aggiudicazione. La sentenza conferma la validità della procedura esecutiva basata sui registri ufficiali.
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Compenso avvocato Pinto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene sulla liquidazione del compenso avvocato nei giudizi di opposizione per equa riparazione (Legge Pinto). È stato stabilito che la fase istruttoria/trattazione deve essere sempre remunerata e che lo scaglione di valore per il calcolo si basa sulla somma effettivamente liquidata e non su quella richiesta. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva escluso tale fase e liquidato somme simboliche, procedendo a una nuova e corretta quantificazione delle spese legali.
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Lodo straniero: quando l’opposizione è infondata?
Una società di telecomunicazioni ha presentato opposizione al riconoscimento in Italia di un lodo straniero emesso a Singapore, che la condannava a pagare oltre 4,5 milioni di euro. L'opponente lamentava la violazione del diritto al contraddittorio, sostenendo di non aver potuto presentare adeguatamente le proprie difese. La Corte di Appello di Roma ha respinto l'opposizione, affermando che le decisioni procedurali dell'arbitro, come il rigetto di richieste di prove tardive, rientrano nella sua discrezionalità e non costituiscono una violazione dei diritti difensivi, confermando così l'efficacia del lodo straniero in Italia.
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Ordine di esibizione: quando il giudice lo nega?
La Corte di Appello di Roma ha respinto il ricorso di un debitore che richiedeva un ordine di esibizione per documenti bancari risalenti a oltre dieci anni prima. La sentenza chiarisce che tale strumento non può sostituire l'onere della prova a carico della parte istante, soprattutto quando la richiesta è generica (esplorativa) e la documentazione poteva essere acquisita autonomamente. La Corte ha confermato la decisione di primo grado, ribadendo l'inammissibilità della richiesta e l'assenza di prove sui pagamenti che avrebbero dovuto estinguere il debito.
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