La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'impugnabilità del decreto che dispone la messa in liquidazione di società sottoposte a sequestro nell'ambito di misure di prevenzione. Il caso nasce dal ricorso di alcuni soci contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il loro gravame, ritenendo il provvedimento di natura meramente gestoria. Gli Ermellini, ribaltando tale visione, hanno stabilito che la liquidazione incide in modo definitivo sulla libertà di iniziativa economica e sulla proprietà privata. Pertanto, deve essere garantito il doppio grado di giudizio di merito, applicando la norma generale sulle misure di prevenzione che consente l'appello anche in assenza di una specifica previsione nell'articolo 27 del Codice Antimafia.
Continua »