La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per il leader di un'associazione sovversiva di ispirazione neonazista. La sentenza ribadisce che per reati di tale gravità, la detenzione in carcere è presunta come l'unica misura adeguata a prevenire la reiterazione del reato, a meno che l'imputato non fornisca prove concrete di un definitivo distacco dal sodalizio criminale. Nel caso specifico, il ruolo apicale, l'ideologia violenta e la capacità di proselitismo online hanno reso inadeguata qualsiasi misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari.
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