La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14917/2024, ha confermato la condanna per concorso esterno mafioso a carico di un imprenditore. La Corte ha stabilito che un rapporto continuativo e di reciproco vantaggio tra un imprenditore e un clan criminale, che consente al primo di prosperare e al secondo di ottenere risorse economiche e di infiltrarsi negli appalti, integra pienamente il reato. La decisione sottolinea come la condotta dell'imprenditore, agendo come "braccio imprenditoriale" del sodalizio, fosse funzionale alla sopravvivenza e al rafforzamento dell'associazione mafiosa.
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