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Art. 1223 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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520 provvedimenti

Altri anni per Art. 1223 Codice Civile

Garanzia assicurativa: la Cassazione sui danni edili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso relativo alla garanzia assicurativa per danni a un immobile causati da lavori di costruzione di gallerie. La compagnia assicurativa dell'impresa appaltatrice ha impugnato la sentenza di secondo grado che la condannava a tenere indenne l'impresa per il risarcimento dovuto al proprietario danneggiato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione precedente. L'ordinanza sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e chiarisce che le eccezioni generiche sull'inoperatività della polizza, se non adeguatamente contestate, non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32759/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specialisti che chiedevano il risarcimento per la mancata corresponsione di un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Il caso riguarda la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Da quel momento, infatti, i medici avevano la ragionevole certezza del loro diritto al risarcimento, rendendo irrilevanti le successive incertezze sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione.
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Danno conseguenza: prova essenziale nel risarcimento
Una società immobiliare ha citato in giudizio un notaio per un errore nella trascrizione di un atto di compravendita che ha causato il diniego di un mutuo. La Corte d'Appello ha annullato il risarcimento inizialmente concesso, sostenendo che la società non aveva provato il danno conseguenza, ovvero l'effettiva perdita economica derivante dal mancato finanziamento. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando il ricorso inammissibile perché non contestava la ratio decidendi della sentenza d'appello e si limitava a una riesamina dei fatti.
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Concorso di colpa conducente: non paga il proprietario
La Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento del danno spettante al proprietario di un veicolo, danneggiato per colpa di un ente pubblico, non può essere ridotto per il concorso di colpa del conducente se quest'ultimo non è stato correttamente citato in giudizio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dimezzato il risarcimento, evidenziando un vizio di procedura relativo alla violazione del principio del contraddittorio.
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Liquidazione danno da reato: limiti del giudice civile
Una donna, vittima di reati commessi dal coniuge, ha impugnato in Cassazione la sentenza che le liquidava un risarcimento ritenuto esiguo (€10.468 a fronte di €100.000 richiesti). La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo i principi sulla liquidazione danno da reato: il giudice civile è vincolato ai fatti accertati in sede penale ma ha piena autonomia nella quantificazione del danno, potendo rigettare istanze istruttorie se i fatti sono già stati valutati. La Corte ha inoltre precisato i criteri per il calcolo delle spese legali in appello.
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Obbligo di ripristino: l’inquilino deve pagare?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un conduttore che aveva apportato modifiche a un immobile commerciale. L'ordinanza chiarisce l'obbligo di ripristino a carico dell'inquilino, anche per opere necessarie alla sua attività, se previsto dal contratto e in assenza del consenso del locatore. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento, correggendo però un errore di calcolo del giudice d'appello che aveva duplicato una voce di danno, distinguendo tra errore materiale ed 'error in iudicando'.
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Condanna generica: prova del danno non automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che una condanna generica in sede penale accerta solo la potenzialità lesiva del fatto (danno-evento), ma non l'esistenza del danno-conseguenza. Spetta al danneggiato, nel successivo giudizio civile, allegare e provare le specifiche conseguenze pregiudizievoli subite per ottenere il risarcimento. In questo caso, il ricorso degli eredi che chiedevano la liquidazione del danno morale sulla sola base della sentenza penale è stato rigettato.
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Danno da immissioni: no a risarcimento potenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29657/2023, chiarisce i limiti del risarcimento per il danno da immissioni. Viene negato il risarcimento per la svalutazione di un immobile basata su un pregiudizio futuro e solo potenziale, come il rumore derivante da future manutenzioni. La tutela legale si applica solo a situazioni di intollerabilità attuali e accertate, distinguendo nettamente dal danno non patrimoniale per il ridotto godimento del bene, che invece è stato riconosciuto per il periodo in cui le immissioni erano effettive.
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Danno emergente: la prova spetta a chi lo chiede
Una società di servizi agisce contro un operatore telefonico per l'illegittima risoluzione di un contratto di franchising. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 29425/2023, ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando il risarcimento del danno emergente. La richiesta è stata respinta per insufficienza di prove, poiché la società non ha dimostrato che le spese sostenute per allestire i locali fossero state affrontate esclusivamente per l'attività di franchising e non anche per altre attività commerciali.
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Determinazione canone locazione: la guida della Cassazione
In un caso di locazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che la determinazione del canone dovuto non può avvenire in via equitativa se esiste un precedente importo accertato. Questo importo, anche se relativo a periodi passati, costituisce un giudicato che vincola il giudice nella quantificazione delle morosità successive. La sentenza del giudice d'appello, che aveva utilizzato il valore locativo dell'immobile, è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Recesso anticipato e onere prova locatore
In un caso di recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei canoni non percepiti, il locatore ha l'onere di provare di essersi attivato con diligenza per trovare un nuovo conduttore e limitare così il proprio danno. La semplice rilocazione a un canone inferiore non è sufficiente se non si dimostra lo sforzo attivo per ottenere condizioni migliori.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Danno da occupazione abusiva: no al risarcimento automatico
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un Comune che ha continuato a occupare un terreno privato per lo stoccaggio di rifiuti oltre la scadenza del contratto. La Corte, applicando un recente principio delle Sezioni Unite, stabilisce che il danno da occupazione abusiva non è automatico ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato dal proprietario. La sentenza di merito che aveva liquidato il danno come conseguenza automatica dell'occupazione è stata quindi annullata con rinvio, segnando un'importante evoluzione nella quantificazione di tale pregiudizio.
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Responsabilità del custode: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un automobilista deceduto in un incidente stradale. La Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità del custode, spetta al danneggiato dimostrare il nesso di causalità tra la cosa in custodia (la strada) e il danno. In questo caso, è stato accertato che l'incidente non fu causato dalla presenza di acqua sulla carreggiata, ma dall'eccessiva velocità del conducente, condotta che ha interrotto ogni legame causale e ha escluso la responsabilità dell'ente gestore della strada.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione del risarcimento per i medici che hanno frequentato scuole di specializzazione senza retribuzione a causa del ritardo dello Stato nell'attuare le direttive europee. Confermando un orientamento consolidato, la Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso dello Stato che quello dei medici. È stato ribadito che il diritto al risarcimento sussiste anche per i corsi iniziati prima del 1983 (per il periodo successivo al 1° gennaio 1983), che la prescrizione decorre dal 27 ottobre 1999 e che il calcolo del danno si basa sulla Legge 370/1999. Questa decisione cristallizza i principi giuridici in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13851/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico specializzando volto a ottenere una maggiore quantificazione del risarcimento per la mancata attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato che il credito ha natura di 'debito di valuta' e non di 'valore', escludendo quindi la rivalutazione monetaria e stabilendo che gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Questo consolida l'orientamento giurisprudenziale sul tema del risarcimento medici specializzandi.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione e UE
Un medico ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione durante la sua specializzazione (1981-1984), a causa della tardiva attuazione di una direttiva comunitaria. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione, conformandosi a recenti sentenze della Corte di Giustizia UE e delle proprie Sezioni Unite, ha stabilito un principio chiave: il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi spetta anche a chi ha iniziato il corso prima del 1983, ma limitatamente al periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione basata su tale principio.
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Giornalismo d’inchiesta: i limiti del diritto di critica
Un gruppo editoriale è stato condannato per diffamazione ai danni di un ex Ministro per un articolo su un presunto viaggio personale a spese dello Stato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che il giornalismo d'inchiesta non può basarsi su notizie prive di prove e verosimiglianza, delineando così i limiti tra legittima informazione e diffamazione.
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Interessi usurari: contratto non gratuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di interessi usurari di mora in un contratto di leasing non comporta la gratuità dell'intero finanziamento. Con l'ordinanza in esame, è stato chiarito che la nullità colpisce solo la clausola degli interessi moratori, i quali restano comunque dovuti nella misura dei legittimi interessi corrispettivi. La Corte ha inoltre respinto le doglianze relative alla mancata indicazione del TAEG, ritenendola non causa di nullità, e ha ribadito che per ottenere un risarcimento del danno è necessario fornire la prova specifica del pregiudizio subito, non essendo sufficiente il solo accertamento dell'usura.
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Variazione tassi buoni postali: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della variazione tassi buoni postali in senso peggiorativo, disposta con decreto ministeriale. La Corte ha stabilito che la modifica si applica automaticamente ai contratti in essere per eterointegrazione, ritenendo sufficiente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Il ricorso dei risparmiatori, che chiedevano il pagamento delle differenze basate sui tassi originari, è stato dichiarato inammissibile.
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