LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1223 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 21 di 26

520 provvedimenti

Altri anni per Art. 1223 Codice Civile

Responsabilità commercialista: il caso del parere errato
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità commercialista per un parere fiscale errato. Un socio, consigliato di recedere dalla società con una stima fiscale di 85.000 euro, si è trovato a pagarne quasi 200.000. La Corte ha stabilito che il professionista è inadempiente se omette di informare il cliente su tutte le alternative fiscalmente più vantaggiose, come la cessione delle quote. La divergenza tra il costo stimato e quello effettivo è prova dell'inadempimento, e spetta al professionista dimostrare la non imputabilità dell'errore.
Continua »
Inadempimento contrattuale: quando è grave?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento contrattuale tra due società di produzione cinematografica. Una società non ha adempiuto all'obbligo di organizzare una scena in una location specifica, proponendo un'alternativa onerosa. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo legittima la sospensione del pagamento da parte della creditrice, dato che l'inadempimento è stato considerato di notevole importanza nell'economia del contratto.
Continua »
Diffamazione a mezzo stampa: la Cassazione condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico di un quotidiano nazionale, un direttore e una giornalista. La sentenza stabilisce che un articolo, pur basato su atti giudiziari, è diffamatorio se attribuisce erroneamente fatti illeciti a un'azienda, violando i principi di verità e continenza. La Corte ha ritenuto provato il danno alla reputazione commerciale della società, liquidandolo in via equitativa e confermando la responsabilità del media per aver creato un'impressione fuorviante nel lettore.
Continua »
Nesso di causalità: quando non c’è risarcimento
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprietario di un edificio confinante, lamentando che i lavori da quest'ultimo eseguiti le avessero impedito di sopraelevare il proprio stabile e le avessero sottratto la disponibilità del piano terra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che manca il nesso di causalità tra le opere del vicino e l'impossibilità di sopraelevare, poiché quest'ultima era in realtà dovuta alla precaria condizione del terreno di sedime della società stessa, composto da materiali di riporto risalenti ai bombardamenti del 1943. Di conseguenza, nessun risarcimento per la mancata sopraelevazione è stato riconosciuto. È stato invece confermato un risarcimento limitato per la temporanea indisponibilità del piano terra.
Continua »
Responsabilità professionale notaio: il nesso causale
Una venditrice di un'azienda cita in giudizio il notaio per non aver verificato l'efficacia di una fideiussione a garanzia del pagamento rateale. La fideiussione si rivela inefficace non per il mancato pagamento del premio, ma per un successivo smarrimento del documento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che la parte danneggiata non ha provato il nesso causale tra la presunta negligenza del notaio e il danno subito. La Corte chiarisce che la responsabilità professionale del notaio non sorge automaticamente dalla sua omissione, ma richiede la dimostrazione che quella specifica omissione abbia causato il danno, escludendo altre cause indipendenti.
Continua »
Responsabilità del venditore: immobile con ipoteca
Una società acquista un immobile scoprendo solo in seguito l'esistenza di un'ipoteca e di una procedura esecutiva. Dopo aver transatto con il creditore, la società cita in giudizio i venditori e il notaio. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del venditore per le false dichiarazioni, ma chiarisce che il debito risarcitorio gravante sugli eredi dei venditori deve essere ripartito 'pro quota' e non in solido. La responsabilità del notaio viene limitata poiché il pagamento del prezzo era avvenuto prima del rogito.
Continua »
Inadempimento contrattuale P.A.: il caso del Comune
Un'azienda di trasporti vince un appalto ma il gestore uscente non le consegna i mezzi. La Cassazione interviene sull'inadempimento contrattuale P.A., cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità del Comune per il ritardo nell'attivarsi, giudicando la motivazione contraddittoria.
Continua »
Danno esistenziale telefonia: la Cassazione decide
Una professionista ha citato in giudizio una compagnia telefonica per gravi disservizi, ottenendo in primo e secondo grado il risarcimento per danno all'immagine e danno esistenziale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul ricorso della società, ha confermato il danno all'immagine ma ha cassato con rinvio la decisione sul danno esistenziale. La Corte ha chiarito che il danno esistenziale telefonia non è automatico e non può essere considerato 'in re ipsa', ma richiede una specifica allegazione e prova del pregiudizio grave e non futile subito dalla persona nelle sue attività realizzatrici, onere non soddisfatto nel caso di specie.
Continua »
Responsabilità del notaio: onere della prova e danno
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità del notaio per non aver rilevato un'iscrizione pregiudizievole su un immobile ipotecato. La Corte accoglie il ricorso degli eredi del professionista, censurando la sentenza d'appello per violazione del giudicato interno e per motivazione apparente nel calcolo del danno. Viene chiarito che il giudice d'appello non può rimettere in discussione statuizioni passate in giudicato né fornire una motivazione illogica sulla quantificazione del pregiudizio subito dal creditore.
Continua »
Rimborso spese legali: no per politici senza legge
Un ex consigliere comunale, assolto in un processo per diffamazione legato alle sue funzioni, ha chiesto al Comune il rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, negando il diritto al rimborso spese legali. La Corte ha stabilito che la norma specifica che prevede tale diritto non è retroattiva e non può applicarsi a fatti antecedenti la sua entrata in vigore. Inoltre, ha escluso l'applicazione per analogia delle norme sul mandato (art. 1720 c.c.), poiché il rapporto tra un amministratore eletto e l'ente pubblico è di natura onoraria e non assimilabile a un mandato privato.
Continua »
Contratto di pascipascolo: risarcimento e raccolta
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia relativa a un contratto di pascipascolo. Un'acquirente aveva acquistato il diritto di raccogliere foraggio da un terreno per tre anni, con la facoltà di farlo pascolare dal proprio bestiame o di raccoglierlo direttamente. I proprietari hanno poi affittato i terreni a un terzo, impedendo all'acquirente di usufruire del suo diritto. La Cassazione ha confermato la condanna dei proprietari al risarcimento del danno, chiarendo che il contratto di pascipascolo può includere l'opzione di raccolta meccanica, rendendo irrilevante la disponibilità di bestiame da parte dell'acquirente per la quantificazione del danno. Ha tuttavia cassato la sentenza d'appello su un punto procedurale relativo alle spese di una consulenza tecnica.
Continua »
Ricorso improcedibile: l’onere del deposito notifica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della prova di notifica via PEC della sentenza impugnata. Il caso verteva su un'indennità per l'occupazione esclusiva di un immobile in comproprietà. L'ordinanza ribadisce il rigore formale richiesto per l'ammissibilità del ricorso, sottolineando che l'omissione non è sanabile.
Continua »
Occupazione sine titulo: risarcimento e prova del danno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33626/2024, ha rigettato il ricorso di un soggetto che occupava un immobile. La Corte ha ribadito i principi stabiliti dalle Sezioni Unite, affermando che il danno da occupazione sine titulo non è in re ipsa, ma deriva dalla perdita della concreta possibilità di godimento del bene. Tale danno può essere liquidato in via equitativa, utilizzando come parametro il canone locativo di mercato. È stato inoltre dichiarato inammissibile il motivo con cui si sosteneva la legittimità dell'occupazione sulla base di una sentenza di primo grado poi riformata.
Continua »
Responsabilità notaio e colpa del cliente: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del 50% del risarcimento dovuto da un notaio al proprio cliente. Sebbene sia stata accertata la responsabilità del notaio per non aver rilevato una clausola risolutiva, il danno è stato ritenuto in parte causato dalla condotta imprudente del cliente, che aveva versato una caparra pari al 90% del prezzo di vendita. La sentenza chiarisce che l'inadempimento del professionista e il concorso di colpa del cliente sono due elementi distinti nella valutazione del danno.
Continua »
Occupazione senza titolo: risarcimento e rivalutazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una pubblica amministrazione per l'occupazione senza titolo di un immobile adibito a scuola. Il risarcimento del danno per il proprietario deve includere la rivalutazione monetaria, in quanto si tratta di un debito di valore derivante da un illecito, e non può essere ridotto unilateralmente dall'ente per coprire lavori non autorizzati.
Continua »
Responsabilità avvocato: negligenza e chance persa
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un legale per responsabilità professionale avvocato a causa di una tardiva costituzione in giudizio che ha causato un danno da perdita di chance ai suoi clienti. L'ordinanza rigetta anche la richiesta di manleva nei confronti dell'assicurazione, sottolineando l'obbligo del professionista di dichiarare i rischi noti al momento della stipula della polizza. Il ricorso è stato respinto su tutti i fronti, consolidando principi chiave in materia di negligenza professionale e contratti assicurativi.
Continua »
Prova del danno: Rifiuto illegittimo delle testimonianze
A seguito dell'affondamento di un'imbarcazione in un porto turistico durante una mareggiata, il proprietario ha intrapreso una lunga battaglia legale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla prova del danno: il giudice non può ritenere generica e quindi inammissibile una prova testimoniale volta a dimostrare l'esistenza e la natura dei danni, per poi concludere che il danno non è stato provato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto delle testimonianze ingiustamente escluse.
Continua »
Responsabilità dell’assicuratore: il caso dell’agente
Una compagnia assicurativa è stata condannata a risarcire un ente previdenziale per una truffa perpetrata da un suo ex agente con la complicità del nuovo. La compagnia ha agito in rivalsa contro il nuovo agente, ma la Corte ha limitato il risarcimento al 50%, riconoscendo una pari responsabilità dell'assicuratore. Quest'ultimo, infatti, aveva colpevolmente permesso all'ex agente di mantenere libero accesso ai locali dell'agenzia, generando un'apparenza di continuità del rapporto professionale che ha contribuito al danno. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il motivo di ricorso della compagnia.
Continua »
Restituzione parziale azienda: obblighi dell’affittuario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31257/2024, ha chiarito che in un contratto di affitto d'azienda, la restituzione parziale dell'azienda non è sufficiente a liberare l'affittuario dall'obbligo di corrispondere l'intero canone. Fino alla completa riconsegna di tutti i beni aziendali, l'affittuario in mora è tenuto al pagamento del corrispettivo pattuito a titolo di risarcimento del danno, ai sensi dell'art. 1591 c.c. Questo principio sottolinea l'indivisibilità dell'obbligazione di riconsegna.
Continua »
Perdita di chance: risarcimento per inadempimento
Una società manifatturiera cita in giudizio una società di telecomunicazioni per inadempimento contrattuale relativo alla mancata realizzazione di un sito web e di un portale e-commerce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, cassa la sentenza d'appello che aveva negato il risarcimento per la perdita di chance. La Suprema Corte chiarisce che la prova di tale danno non richiede la certezza del mancato guadagno, ma la dimostrazione di una concreta possibilità di ottenerlo, la cui quantificazione può avvenire in via equitativa.
Continua »