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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2026

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258 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Rivalutazione pensione: calcolo e contributi versati
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della rivalutazione pensione per i professionisti iscritti alla Cassa Forense. Un avvocato aveva richiesto il ricalcolo del trattamento pensionistico basandosi sulla rivalutazione dei redditi a partire dal 1980. Sebbene la Corte abbia confermato che la rivalutazione dei redditi debba decorrere dall'anno di entrata in vigore della legge (1980), ha stabilito un principio fondamentale: la pensione deve essere parametrata ai contributi effettivamente versati. Qualora il professionista abbia versato meno del dovuto, anche a causa di un errore dell'ente previdenziale, non può ottenere una pensione maggiorata a meno che non dimostri che l'errore non era evitabile con la diligenza professionale.
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Differenze retributive: prova del part-time e oneri
La Corte di Cassazione ha affrontato un complesso caso riguardante differenze retributive richieste da un lavoratore impiegato presso un esercizio commerciale. La Corte d'Appello aveva precedentemente riconosciuto al dipendente somme per oltre 26.000 euro, stabilendo che, in assenza di un contratto scritto che provasse il regime part-time, il rapporto dovesse considerarsi a tempo pieno. Il datore di lavoro ha contestato tale ricostruzione, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetti strutturali nell'esposizione dei motivi. Parallelamente, il ricorso incidentale del lavoratore, che chiedeva danni biologici e il riconoscimento di un licenziamento orale, è stato rigettato: la Corte ha confermato che l'onere di provare il licenziamento verbale spetta al lavoratore e che, nel caso specifico, esisteva una lettera di dimissioni firmata mai disconosciuta.
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Diploma magistrale: risarcimento per mancata assunzione
Una docente in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 1994/95 ha agito contro il Ministero per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata assunzione a tempo indeterminato nel piano straordinario 2015/2016. Nonostante l'iniziale esclusione dalle Graduatorie ad Esaurimento (GAE), una sentenza del Consiglio di Stato aveva riconosciuto il suo diritto all'inserimento con effetto retroattivo. La Corte d'Appello ha accolto la domanda risarcitoria, ravvisando un inadempimento contrattuale del Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ministeriale, poiché le censure mosse non contestavano efficacemente le ragioni della decisione territoriale, confermando così il diritto della lavoratrice al ristoro economico per le retribuzioni non percepite.
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Vincolo di inedificabilità e risoluzione vendita
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un acquirente che chiedeva la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare a causa di un presunto vincolo di inedificabilità assoluta. Il terreno, acquistato da un ente locale, risultava inserito in un piano di assetto idrogeologico. Tuttavia, i giudici hanno accertato che l'acquirente aveva effettivamente ottenuto un permesso di costruire, poi decaduto per sua inerzia, dimostrando che il vincolo non era ostativo. La Corte ha inoltre ribadito che le prescrizioni dei piani idrogeologici hanno natura normativa e sono assistite da una presunzione legale di conoscenza, escludendo l'applicabilità dell'art. 1489 c.c. in presenza di oneri facilmente conoscibili.
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Business plan inattendibile e compenso professionale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta di compenso di un professionista per la redazione di un business plan inattendibile. Il piano, basato su dati contabili aziendali del tutto inattendibili, è stato considerato privo di utilità per la procedura di concordato. La Corte ha statuito che la diligenza professionale include il dovere di verificare la veridicità dei dati di partenza.
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Promessa del fatto del terzo e revoca amministratore
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ex amministratore delegato contro una sentenza che negava l'indennizzo pattuito in un accordo con la società controllante. Il caso riguarda la promessa del fatto del terzo, in cui la controllante si era impegnata a garantire la nomina e la durata triennale dell'incarico presso la controllata. La Suprema Corte ha stabilito che l'indennizzo è dovuto direttamente dal promittente se il terzo non compie il fatto, senza necessità di un previo giudizio contro la società terza.
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Restituzione deposito cauzionale: novità Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la restituzione deposito cauzionale e il risarcimento danni in seguito alla risoluzione di una locazione. I giudici hanno stabilito che l'eccezione di prescrizione dei crediti non può essere generica e che il giudice d'appello deve pronunciarsi espressamente sulla sorte della cauzione, pena la nullità della sentenza per omessa pronuncia.
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Buoni pasto dipendenti pubblici: diritto o facoltà
La Corte di Cassazione ha stabilito che i buoni pasto dipendenti pubblici non costituiscono un diritto automatico, ma sono subordinati alle scelte organizzative dell'ente e alla disponibilità finanziaria. La decisione conferma che il CCNL non impone un obbligo assoluto di erogazione se il servizio non è stato istituito per mancanza di risorse.
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Responsabilità professionale avvocato e nesso causale
La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda di risarcimento per responsabilità professionale avvocato presentata da un cliente il cui ricorso era stato dichiarato improcedibile. La decisione si fonda sull'assenza di nesso causale: il cliente non ha dimostrato che, senza l'errore del legale, il giudizio avrebbe avuto un esito favorevole basandosi sulla giurisprudenza dell'epoca.
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Ricorso inammissibile e abuso del processo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'associazione sportiva per inadempimento contrattuale, dichiarando il ricorso inammissibile. Il caso riguardava l'organizzazione di un evento sportivo internazionale compromesso da infiltrazioni d'acqua. La Corte ha rilevato che il ricorrente non ha rispettato i requisiti di autosufficienza e ha tentato una surrettizia rivalutazione del merito, configurando un abuso del processo punibile con sanzioni pecuniarie per lite temeraria.
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Azione di responsabilità liquidatore: guida pratica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ammanchi milionari a carico di ex liquidatori di una cooperativa. La decisione chiarisce che il nuovo liquidatore unico è legittimato a promuovere l'azione di responsabilità liquidatore anche se precedentemente faceva parte del collegio. In caso di fondi mancanti, spetta al liquidatore provare l'uso legittimo delle somme per finalità sociali.
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Inadempimento contrattuale: tutele e risarcimento
La sentenza analizza un caso di inadempimento contrattuale in cui una parte non ha onorato gli obblighi di fornitura pattuiti. Il Tribunale ha accertato la responsabilità del debitore, condannandolo al risarcimento dei danni e alla risoluzione del contratto per grave inadempimento contrattuale, ribadendo i criteri di riparto dell'onere della prova tra le parti.
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Doppia alienazione immobiliare e banca: la responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità extracontrattuale di un istituto bancario in un caso di doppia alienazione immobiliare. La banca aveva iscritto un'ipoteca su immobili già promessi in vendita, nonostante la consapevolezza del contenzioso in corso. La Corte ha ritenuto sussistente la cosciente cooperazione nell'inadempimento del venditore, dichiarando l'inefficacia dell'ipoteca.
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Risoluzione contratto animazione: guida al caso
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione contratto animazione tra una società turistica e un'agenzia di servizi. Il caso nasce dal mancato pagamento delle rate pattuite da parte della struttura ricettiva, che ha spinto l'agenzia a interrompere il servizio. La Corte ha stabilito che l'inadempimento finanziario giustifica il recesso e il pagamento del residuo pattuito, rigettando le contestazioni sulla qualità del servizio basate su testimonianze ritenute inattendibili o valutative.
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Inadmissibilità ricorso cassazione: regole e oneri
La Corte di Cassazione ha confermato l'inadmissibilità ricorso cassazione presentato dagli eredi di un locatore contro un affittuario di una cava. Il caso riguardava il presunto mancato ripristino dei luoghi (gradoni e pendenze) alla fine del contratto. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici e non correlati alla decisione d'appello, sottolineando l'importanza di provare con precisione la fonte dell'obbligazione e di rispettare i requisiti di chiarezza degli atti giudiziari.
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Appalto integrato e riserve: limiti e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle pretese risarcitorie di un'impresa in un caso di appalto integrato e riserve per ritardi e varianti. La sentenza sottolinea come, in tale tipologia contrattuale, l'appaltatore sia responsabile della progettazione e della gestione delle interferenze, limitando la possibilità di richiedere compensi extra per criticità prevedibili con l'ordinaria diligenza.
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Motivazione contraddittoria: annullata sentenza
Una società costruttrice lamenta vizi in una pittura per esterni. La Corte d'Appello dà torto all'acquirente per errata applicazione, ma la Cassazione annulla la decisione per motivazione contraddittoria, evidenziando come l'inidoneità del prodotto non possa essere superata da presunti errori di posa senza un'analisi logica coerente.
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Responsabilità notaio: obblighi e usi civici
Una società creditizia ha citato in giudizio un notaio per non aver identificato la presenza di "usi civici" su un immobile dato in garanzia per un mutuo, rendendo impossibile l'espropriazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Ha chiarito che l'obbligo del notaio di indagare sugli usi civici non è assoluto ma dipende dalle circostanze del caso concreto. La valutazione sulla diligenza del professionista costituisce un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, delineando così i confini della responsabilità del notaio.
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Prova danno auto: la fattura è necessaria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1560/2026, ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei danni a un veicolo non è sufficiente la stima di un perito. È necessaria una prova danno auto concreta della spesa sostenuta, come una fattura o una ricevuta fiscale. Nel caso specifico, un automobilista che aveva riparato il proprio veicolo "in economia" si è visto negare il risarcimento aggiuntivo richiesto proprio per la mancanza di documentazione che attestasse l'effettivo esborso economico.
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Giurisdizione imposta di soggiorno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto la questione sulla giurisdizione imposta di soggiorno. In un caso di omesso versamento da parte di un gestore alberghiero, la Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme del 2020-2021, la competenza è esclusiva del giudice tributario e non più della Corte dei Conti. La qualifica del gestore come 'responsabile d'imposta' ha trasformato la natura dell'obbligazione in puramente tributaria, escludendo il presupposto del danno erariale.
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