Responsabilità professionale avvocato: l’errore non basta per il risarcimento
Il tema della responsabilità professionale avvocato è al centro di una recente ordinanza della Corte di Cassazione, che chiarisce un principio fondamentale: per ottenere il risarcimento, non è sufficiente dimostrare l’errore del legale, ma occorre provare che tale errore sia stato la causa determinante della perdita di una causa che, altrimenti, sarebbe stata vinta.
Il caso: un ricorso dichiarato improcedibile
La vicenda trae origine da una complessa disputa familiare legata alla gestione di beni immobili e a un presunto accordo fiduciario. Il cliente, ritenendo di aver subito un danno a causa di un errore procedurale del proprio difensore (che aveva causato l’improcedibilità di un ricorso in Cassazione), citava in giudizio il legale chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e della perdita di chance.
Il nucleo del contendere riguardava la validità di un patto fiduciario orale. Secondo il cliente, se l’avvocato non avesse commesso l’errore, il ricorso sarebbe stato accolto, specialmente alla luce di una successiva sentenza delle Sezioni Unite del 2020 che ha riconosciuto la validità dei patti fiduciari immobiliari anche senza forma scritta.
Il giudizio controfattuale della Corte
La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta di risarcimento. Il motivo principale risiede nel cosiddetto giudizio controfattuale. In materia di responsabilità professionale avvocato, il giudice deve valutare se, eliminando l’errore del professionista, il cliente avrebbe avuto ragionevoli probabilità di successo.
La valutazione ex ante delle probabilità
La Corte ha precisato che tale valutazione deve essere fatta con un giudizio ex ante. Questo significa che bisogna guardare alla situazione giuridica e agli orientamenti della giurisprudenza prevalenti nel momento in cui l’errore è stato commesso. Nel caso di specie, all’epoca dell’errore (2015), la giurisprudenza era granitica nel ritenere nulli i patti fiduciari immobiliari privi di forma scritta.
Il fatto che anni dopo le Sezioni Unite abbiano cambiato orientamento non può rendere l’avvocato responsabile per non aver previsto o beneficiato di un mutamento giurisprudenziale futuro. Il nesso di causalità deve essere provato sulla base della “probabilità del successo” al momento dell’incarico.
Le motivazioni
La Corte ha rigettato il ricorso basandosi sull’assenza di prova del nesso causale tra l’omissione del difensore e il danno lamentato. È stato ribadito che la valutazione della colpa professionale richiede una prognosi postuma che si collochi nel momento di verificazione del fatto. Poiché all’epoca il ricorso sarebbe stato comunque rigettato nel merito a causa dell’orientamento giuridico allora vigente, l’errore procedurale del legale è risultato privo di incidenza causale sull’esito finale della lite. Inoltre, il ricorrente non ha soddisfatto il principio di autosufficienza, omettendo di riprodurre integralmente i documenti su cui fondava le proprie tesi.
Le conclusioni
In conclusione, per configurare una responsabilità professionale avvocato risarcibile, il danneggiato deve dimostrare che l’attività omessa o errata avrebbe avuto un’efficacia causale diretta nel determinare un esito favorevole. La semplice esistenza di un errore tecnico o procedurale non genera automaticamente un diritto al risarcimento se la causa era comunque destinata al fallimento sulla base del diritto vigente al momento della prestazione professionale.
Cosa succede se l’avvocato sbaglia la procedura di un ricorso?
L’avvocato commette un errore professionale ma è tenuto a risarcire il danno solo se il cliente dimostra che, senza quell’errore, il ricorso avrebbe avuto elevate probabilità di essere accolto nel merito.
Come si calcola il danno da perdita di chance legale?
Il giudice effettua un giudizio controfattuale valutando ex ante se l’iniziativa legale omessa o errata avrebbe avuto una probabile utilità per il cliente in base alle leggi e alla giurisprudenza dell’epoca.
Si può chiedere il risarcimento se cambia la legge dopo l’errore dell’avvocato?
No, la probabilità di vittoria della causa deve essere valutata secondo l’orientamento giuridico prevalente al momento in cui l’avvocato ha operato e non in base a mutamenti legislativi o giurisprudenziali successivi.