LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 12 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 6 di 10

183 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 Codice Civile

Esenzione IRAP: no se l’impresa non esiste da 3 anni
Una società aerea, costituita nel 2003, richiedeva un'esenzione IRAP basata su una legge regionale siciliana che premiava la crescita rispetto alla media del triennio 2001-2003. La Corte di Cassazione ha negato il beneficio, stabilendo che l'esenzione IRAP spetta solo alle imprese esistenti e operative per l'intero triennio di riferimento. Questo periodo non è un semplice parametro di calcolo, ma un requisito fondamentale per accedere all'agevolazione, escludendo le imprese di più recente costituzione.
Continua »
Compensazione spese legali: no a ragioni di equità
Un centro diagnostico ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per il pagamento di prestazioni specialistiche, sostenendo di avere diritto a un budget aggiuntivo. Dopo la sconfitta in primo e secondo grado, il centro ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso principale inammissibile, ma ha accolto il ricorso incidentale dell'azienda sanitaria sul punto della compensazione spese legali. La Corte ha stabilito che non è sufficiente un generico richiamo a 'ragioni di equità' per compensare le spese, ma sono necessarie 'gravi ed eccezionali ragioni' esplicitate in motivazione.
Continua »
Imprenditore agricolo professionale: i limiti per società
Una società agricola si è vista negare le agevolazioni fiscali poiché la sua socia amministratrice, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP), rivestiva lo stesso ruolo in un'altra società. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il limite per un amministratore di apportare la qualifica IAP a una sola società si applica esclusivamente alle società di capitali e non alle società di persone, dove la responsabilità illimitata del socio funge da deterrente contro abusi.
Continua »
Prova indiziaria: Cassazione su fatture inesistenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente riguardo la deducibilità di costi per l'acquisto di carburante. L'ordinanza stabilisce che una solida prova indiziaria, basata su elementi gravi, precisi e concordanti come dichiarazioni di dipendenti e irregolarità contabili, è sufficiente a fondare l'accertamento per operazioni inesistenti e a spostare l'onere della prova sul contribuente.
Continua »
Fatture inesistenti: la prova presuntiva è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per costi documentati da fatture inesistenti. L'ordinanza chiarisce che un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, come irregolarità documentali e testimonianze, costituisce una prova presuntiva sufficiente a carico dell'Amministrazione Finanziaria, invertendo l'onere della prova sul contribuente, che deve dimostrare l'effettività delle operazioni contestate.
Continua »
Valore confessorio: quando una mail vale confessione
Un cliente negava di aver ricevuto un prestito e citava in giudizio la banca per riavere la garanzia. La banca, al contrario, chiedeva il pagamento del saldo residuo. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione alla banca, attribuendo valore confessorio a una comunicazione scritta del cliente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e ribadendo che la valutazione delle prove, incluso il valore confessorio di un documento, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Privilegio credito AGCM: la Cassazione si esprime
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo obbligatorio versato all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) gode del privilegio credito AGCM in caso di fallimento. Superando la decisione di un Tribunale, la Corte ha applicato un'interpretazione estensiva dell'art. 2752 c.c., riconoscendo la natura tributaria del contributo e la sua funzione di finanziamento di spese pubbliche, garantendogli così priorità nel passivo fallimentare.
Continua »
Inammissibilità ricorso: no al riesame dei fatti
Una professionista ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello relativa a compensi professionali. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, chiarendo che i motivi presentati, pur mascherati da violazioni di legge, miravano in realtà a una nuova valutazione dei fatti e a una diversa interpretazione del contratto, attività precluse al giudice di legittimità. La decisione riafferma i limiti del giudizio in Cassazione, che non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
Continua »
Decadenza NASpI: comunicazione reddito è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 374/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di indennità di disoccupazione. Il caso riguardava una lavoratrice che, dopo aver perso uno dei suoi due lavori part-time, aveva richiesto la NASpI, omettendo di comunicare tempestivamente il reddito derivante dall'altro impiego. La Corte ha chiarito che la mancata comunicazione del reddito da lavoro preesistente entro 30 giorni dalla domanda comporta la decadenza NASpI, ovvero la perdita definitiva del diritto alla prestazione. Questa interpretazione rigorosa del termine previsto dalla legge mira a garantire la certezza dei rapporti con l'ente previdenziale.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi prima del 1991, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata attuazione di direttive europee sulla retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, dichiarando il diritto estinto. La questione centrale è la prescrizione medici specializzandi, il cui termine decennale, secondo la Corte, decorre dal 27 ottobre 1999. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per contrasto con la giurisprudenza consolidata.
Continua »
Licenziamento disciplinare: termini e controlli
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare a carico di un'informatrice scientifica del farmaco. La lavoratrice era stata licenziata per giusta causa dopo che un'indagine privata aveva rivelato la mancata effettuazione di visite mediche obbligatorie, falsamente annotate nei report aziendali. La Corte ha stabilito che i termini per la conclusione del procedimento disciplinare previsti dal CCNL sono stati rispettati, anche grazie a una dilazione concessa per la chiusura estiva aziendale, e ha ribadito la liceità dei controlli difensivi per accertare illeciti del dipendente.
Continua »
Titolarietà del Diritto: Prova e Onere in Causa
La pretesa di un creditore per 3 milioni di euro, basata su garanzie bancarie per una società estera liquidata, è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il creditore non ha fornito prove sufficienti della titolarità del diritto. La Corte ha chiarito che la prova della titolarità è un presupposto dell'azione che il giudice può verificare d'ufficio, anche in assenza di una specifica contestazione della controparte.
Continua »
NASpI e lavoro autonomo: comunicazione obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2398/2025, ha stabilito che il beneficiario della NASpI deve comunicare all'INPS anche un'attività di lavoro autonomo preesistente, pena la decadenza dal sussidio. L'obbligo non riguarda solo le nuove attività. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso tale obbligo, rinviando il caso alla Corte d'Appello per accertare se il ruolo di socio amministratore costituisse un'effettiva attività lavorativa e non una mera percezione di reddito.
Continua »
NASpI e partita IVA: diritto se l’attività è inattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2402/2025, ha stabilito che la mera titolarità di una partita IVA non preclude il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, se non corrisponde a un'effettiva attività lavorativa autonoma. Il ricorso dell'ente previdenziale è stato dichiarato inammissibile perché non contestava il punto cruciale della decisione di merito: l'assenza di qualsiasi attività produttiva di reddito da parte del lavoratore, rendendo irrilevante la questione sulla comunicazione di un'attività inesistente. Il principio chiave è che conta la sostanza (l'attività effettiva) e non la forma (la titolarità della partita IVA).
Continua »
Compenso progettazione appalti: no a pagamenti extra
Una società di progettazione ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per ottenere il pagamento di prestazioni professionali aggiuntive relative a modifiche progettuali. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso, stabilendo che il committente ha un'ampia facoltà di richiedere modifiche contrattuali senza che ciò comporti necessariamente un extra compenso per la progettazione negli appalti. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso, in quanto basati su un'errata interpretazione della perizia tecnica (CTU) e diretti contro solo una delle plurime ragioni a fondamento della decisione impugnata.
Continua »
Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3672/2025, ha annullato le sanzioni Gestione Separata addebitate a un architetto per l'anno 2005. Pur confermando l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi per i professionisti già lavoratori dipendenti, la Corte ha applicato una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 55/2024), stabilendo che le sanzioni per l'omessa iscrizione non sono dovute per i periodi antecedenti l'entrata in vigore della specifica normativa del 2011.
Continua »
Importo complessivo erogato: esclusione indennità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex dirigente contro un fondo di assistenza sanitaria. Il dirigente, dopo aver transatto la causa di licenziamento per una cifra cospicua, si è visto negare una prestazione aggiuntiva dal fondo. La decisione si basava sul superamento del tetto massimo previsto dal regolamento del fondo, che calcolava anche le somme risarcitorie nell'"importo complessivo erogato". La Corte ha stabilito che il regolamento del fondo è un atto di autonomia privata e non una legge, pertanto il ricorso per violazione di legge era inammissibile. L'interpretazione corretta doveva essere contestata sotto il profilo della violazione delle norme sull'ermeneutica contrattuale.
Continua »
Pensione in deroga: l’età non si cristallizza
Una lavoratrice, autorizzata ai versamenti volontari prima della riforma del 2011, ha richiesto la pensione in deroga. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che la deroga si applica ai requisiti contributivi ma non blocca l'adeguamento dell'età anagrafica, che resta quella vigente al momento della domanda.
Continua »
Giudicato parziale e appello: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'iscrizione ipotecaria, chiarendo importanti principi processuali. L'appello è stato ritenuto in parte inammissibile per carenza di prova sull'esistenza di un precedente giudicato e per aver sollevato questioni nuove. Inoltre, la Corte ha specificato che la mancata riassunzione del processo dopo una precedente cassazione non estingue i capi della sentenza passati in giudicato, consolidando il concetto di giudicato parziale.
Continua »
Decadenza NASPI e lavoro autonomo: la Cassazione
La Corte di Cassazione stabilisce la decadenza NASPI per chi non comunica entro 30 giorni dalla domanda il reddito da lavoro autonomo già esistente. La Corte ha chiarito che l'obbligo di comunicazione sussiste anche per le attività preesistenti alla disoccupazione, con il termine che decorre dalla data della richiesta del sussidio, e non solo per quelle avviate durante la fruizione del beneficio.
Continua »