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Art. 12 Codice Civile — Anno 2025

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183 provvedimenti

Altri anni per Art. 12 Codice Civile

Retribuzione per ferie: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione per ferie deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come quelle di bordo o di riserva. La decisione, basata sul diritto europeo, mira a non scoraggiare il lavoratore dal godere del riposo, garantendogli una remunerazione analoga a quella dei periodi lavorativi. Rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sul risarcimento medici specializzandi per la mancata corresponsione della borsa di studio prima del 1991. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva l'inadempienza dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione, rendendo tardive le azioni legali successive.
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Appello sentenza giudice di pace: quando è inammissibile
Un cliente riceve in omaggio uno smartphone difettoso da una banca. La sua richiesta di sostituzione viene respinta. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione, ma chiarendo i rigidi limiti procedurali per l'appello sentenza giudice di pace quando la decisione è basata su equità per il basso valore della causa.
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Trattamento economico trasferimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di trasferimento di un lavoratore tra due enti pubblici, il trattamento economico complessivo precedentemente goduto deve essere mantenuto, anche se superiore a quello del nuovo inquadramento. Questo avviene tramite un assegno 'ad personam', soggetto a riassorbimento con i futuri aumenti. La Corte ha chiarito che anche indennità specifiche, come l'Anzianità Professionale Edile (APE), non possono essere unilateralmente eliminate se costituiscono una parte certa e continuativa della retribuzione, contribuendo alla determinazione del trattamento economico globale da salvaguardare.
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Reiterazione contratti a termine: quando scade il tempo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10352/2025, ha stabilito che l'azione per l'abusiva reiterazione di contratti a termine è soggetta a un termine di decadenza e non alla più lunga prescrizione ordinaria. Nel caso esaminato, una lavoratrice del settore forestale ha visto respinta la sua richiesta di risarcimento perché non ha impugnato l'ultimo contratto entro i termini previsti dalla legge, confermando che la certezza dei rapporti giuridici prevale se non si agisce tempestivamente.
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Reiterazione contratti a termine: decadenza e danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di abusiva reiterazione di contratti a termine, il termine di decadenza per impugnare l'intera sequenza decorre dalla cessazione dell'ultimo contratto. Un lavoratore ha perso il diritto al risarcimento del danno perché non ha impugnato tempestivamente nemmeno l'ultimo rapporto di lavoro, rendendo la sua domanda inammissibile.
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Legato in sostituzione di legittima: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9734/2025, chiarisce le conseguenze della rinuncia a un legato in sostituzione di legittima. La Corte stabilisce che, a seguito della rinuncia, il legittimario non acquisisce un legato in conto legittima, ma diventa un legittimario pretermesso. In questa veste, egli ha il diritto di agire in riduzione per ottenere la quota di eredità che la legge gli riserva, e la disposizione testamentaria a suo favore perde efficacia retroattivamente.
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Esdebitazione negata per mancata collaborazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il beneficio dell'esdebitazione a un imprenditore fallito. La ragione principale del diniego non è stata la bassa percentuale di soddisfacimento dei creditori (4,76%), ma la mancata collaborazione del fallito. Quest'ultimo non aveva fornito al curatore informazioni corrette sul valore di una quota societaria, che si è poi rivelata molto più alta a causa di beni immobili non dichiarati. Questo comportamento è stato considerato una violazione del dovere di cooperazione, rendendo inammissibili gli altri motivi del ricorso.
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Proroga contratto pubblico: quando è rinnovo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo, formalmente definito come 'proroga contratto pubblico', deve essere considerato un 'rinnovo' se le parti modificano sostanzialmente le condizioni originarie, anche per adeguarsi a nuove normative imperative sulla spesa pubblica. Nel caso di specie, un ente pubblico e una società di servizi energetici avevano esteso un contratto di appalto, introducendo però nuovi obblighi legati alla normativa sulla spending review. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva minimizzato l'impatto di tali modifiche, affermando che l'integrazione di nuove discipline legali inderogabili altera l'equilibrio contrattuale originario, trasformando la mera proroga in una vera e propria rinnovazione del rapporto.
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Revisione prezzi e proroga: la Cassazione decide
La Cassazione ha esaminato un caso di revisione prezzi in un appalto pubblico di servizi energetici. La Corte ha stabilito che un accordo successivo, definito 'proroga', deve essere interpretato alla luce delle normative imperative sopravvenute sul contenimento della spesa pubblica. Tali norme possono modificare le condizioni contrattuali, rendendo inapplicabile la clausola di revisione prezzi originaria. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulla compatibilità tra la vecchia clausola e le nuove leggi.
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Indennità di occupazione: fino a quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società proprietaria di terreni espropriati. La società contestava il mancato indennizzo per dei terreni residui e la metodologia di calcolo dell'indennità di occupazione. La Corte ha ribadito un principio consolidato: l'indennità di occupazione è dovuta solo fino alla data del deposito dell'indennità di esproprio, momento in cui la proprietà del bene viene trasferita all'ente espropriante, e non fino alla sua effettiva corresponsione al proprietario.
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Esenzione COSAP per Province: la Cassazione chiarisce
Un Comune richiedeva il pagamento del COSAP a una Provincia e a un'impresa edile per l'occupazione di suolo pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione COSAP per la Provincia, stabilendo che tale beneficio, ereditato dalla normativa sulla TOSAP, si applica in modo incondizionato agli enti territoriali, indipendentemente dalla finalità specifica dell'occupazione.
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Interruzione prescrizione ricorso: la notifica è decisiva
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria tramite ricorso. La questione centrale riguardava il momento esatto dell'interruzione della prescrizione. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il solo deposito del ricorso in cancelleria non è sufficiente. Per l'interruzione della prescrizione con ricorso è indispensabile la successiva notificazione dell'atto e del decreto di fissazione udienza al convenuto, chiarendo un punto fondamentale della procedura civile.
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Impignorabilità conti stato estero: i criteri della Corte
La Cassazione ha annullato una decisione d'appello sull'impignorabilità dei conti di uno Stato estero, stabilendo che la sola intestazione del conto a scopi pubblici non è sufficiente. È necessaria la prova concreta della destinazione dei fondi a funzioni sovrane, con onere a carico dello Stato estero. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Ferie non godute: onere della prova spetta al datore
Una dirigente pubblica, licenziata dopo un periodo di detenzione, chiedeva il pagamento delle ferie non godute. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13691/2025, ha annullato la decisione di merito, stabilendo un principio cruciale: spetta sempre al datore di lavoro l'onere di provare di aver messo il dipendente in condizione di fruire delle ferie. Questo onere probatorio sulle ferie non godute vale anche per i dirigenti, superando l'orientamento precedente. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Lavoro effettivo NASpI: ferie e CIGS contano?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13532/2025, ha stabilito che per il requisito del lavoro effettivo NASpI, necessario per l'indennità di disoccupazione, si devono contare anche i giorni di ferie, festività e permessi retribuiti. La Corte ha inoltre chiarito che i periodi di sospensione del lavoro, come la Cassa Integrazione (CIGS), vanno 'neutralizzati', ovvero non si contano nel calcolo dei dodici mesi di riferimento, estendendo di fatto il periodo utile per maturare il diritto. La decisione rigetta il ricorso dell'ente previdenziale, confermando il diritto del lavoratore a percepire l'indennità.
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Lavoro effettivo NASpI: sì anche senza prestazione
Un lavoratore, licenziato e poi reintegrato per ordine del giudice, non veniva riammesso in servizio ma continuava a percepire retribuzione e contributi. Dopo un secondo licenziamento, l'INPS negava la NASpI per mancanza del requisito del "lavoro effettivo". La Cassazione ha stabilito che il concetto di lavoro effettivo NASpI ha valenza giuridica: il requisito è soddisfatto ogni volta che sussiste il diritto a retribuzione e contribuzione, anche se la prestazione lavorativa è rifiutata ingiustamente dal datore di lavoro.
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Residenza lavorativa: legittima clausola selettiva
Un'azienda di trasporti ha escluso alcuni dipendenti da una selezione interna a causa di una clausola che richiedeva una pregressa "residenza lavorativa" nel territorio di destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale requisito, ritenendolo una scelta organizzativa ragionevole e non arbitraria, finalizzata a garantire una conoscenza approfondita del territorio necessaria per la mansione. Il ricorso dei lavoratori è stato quindi respinto.
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Retribuzione per ferie: quali voci includere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13044/2025, ha stabilito che le indennità perequativa e compensativa, essendo intrinsecamente legate alle mansioni svolte, devono essere incluse nel calcolo della retribuzione per ferie. La decisione si fonda sul principio eurounitario secondo cui la retribuzione durante le ferie deve essere tale da non dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le sentenze di merito che davano ragione ai dipendenti.
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Giudicato e rapporti di lavoro: la decisione passata
Un ex lettore universitario ha richiesto differenze retributive per il periodo 2009-2017, basandosi su un precedente giudicato che gli riconosceva un parametro retributivo superiore per il periodo fino al 2008. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'efficacia del precedente giudicato si estende anche ai periodi successivi. La Corte ha chiarito che se una legge, pur sopravvenuta, è già stata valutata e ritenuta inapplicabile nel primo giudizio, la decisione passata in giudicato mantiene la sua autorità vincolante per il futuro, garantendo certezza nei rapporti giuridici di durata.
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