LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice di Procedura Civile

Pagina 33 di 40

4124 provvedimenti

Estinzione del processo per rinuncia: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una controversia tra un istituto bancario e una società di servizi sanitari. La decisione è scaturita dalla rinuncia al ricorso da parte della banca, regolarmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la sentenza della Corte d'Appello è divenuta definitiva e la Cassazione non si è pronunciata sulle spese legali.
Continua »
Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di presunta frode IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha stabilito che l'onere della prova della frode e della consapevolezza del contribuente ricade sull'Amministrazione. Le prove presentate, come la mancata opposizione dei fornitori ai propri accertamenti, sono state giudicate insufficienti. Il ricorso è stato inoltre ritenuto inammissibile in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità.
Continua »
Contraddittorio processuale: udienza negata, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato due sentenze della Commissione Tributaria Regionale. La prima per violazione del contraddittorio processuale, poiché il giudice aveva negato la discussione in videoconferenza richiesta dal contribuente durante l'emergenza Covid-19, decidendo la causa senza udienza. La seconda sentenza, relativa alle sanzioni, è stata annullata perché non era stato sospeso il giudizio in attesa della decisione definitiva sull'accertamento fiscale presupposto. Entrambe le cause sono state rinviate per un nuovo esame.
Continua »
Nullità notifica e sanatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia tributaria: la nullità della notifica di un avviso di accertamento è sanata se il contribuente impugna l'atto. Questo perché, con l'impugnazione, l'atto ha raggiunto il suo scopo di portare la pretesa fiscale a conoscenza del destinatario. La Corte ha invece accolto il ricorso del contribuente su un punto specifico: l'errata condanna al pagamento di spese maggiorate per una mediazione mai avvenuta nel giudizio d'appello.
Continua »
Delega conti terzi: quando scatta l’accertamento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2577/2026, ha stabilito un importante principio in materia di accertamenti fiscali. Se un contribuente possiede una delega conti terzi, in particolare di familiari, e vi sono altri indizi gravi, precisi e concordanti, l'Agenzia delle Entrate può presumere che le somme depositate su tali conti siano reddito non dichiarato del delegato. In questo caso, spetta al contribuente dimostrare la provenienza non imponibile dei fondi, invertendo l'onere della prova.
Continua »
Rendita Catastale: Quando non si può modificare
Una società ha contestato la rendita catastale di un immobile, adducendo lievi modifiche interne e uno stato di degrado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che variazioni non significative e la mancata manutenzione da parte del proprietario non sono motivi validi per ridurre la rendita. La Corte ha inoltre ribadito che il sopralluogo non è obbligatorio per la determinazione della rendita tramite stima diretta.
Continua »
Notificazione atto impositivo: vizi e sanatoria in appello
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento lamentando vizi nella notificazione, tra cui un errore nel numero identificativo dell'atto e l'illeggibilità della firma del messo notificatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, qualsiasi vizio nella notificazione dell'atto impositivo è sanato se il destinatario presenta tempestivamente ricorso, dimostrando così di aver comunque ricevuto l'atto e di aver potuto esercitare il proprio diritto di difesa.
Continua »
Rimborso accise energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rimborso accise energia. Un'azienda aveva chiesto la restituzione di un'addizionale provinciale pagata al suo fornitore, ritenendola contraria al diritto dell'Unione Europea. La Cassazione, basandosi su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma impositiva, ha confermato il diritto dell'azienda a ottenere il rimborso direttamente dal fornitore di energia. La decisione stabilisce che, venuta meno retroattivamente la causa del pagamento, il fornitore deve restituire le somme e potrà poi rivalersi sullo Stato.
Continua »
Utili extracontabili socio: la presunzione resiste
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per utili extracontabili socio. La Corte ha ribadito la validità della presunzione di distribuzione dei profitti non dichiarati da una società a ristretta base ai suoi soci. La decisione sottolinea che l'annullamento dell'atto impositivo verso la società per motivi procedurali (in questo caso, l'estinzione della società) non ha effetto nel giudizio del socio, il quale deve contestare nel merito l'esistenza stessa degli utili societari per superare la presunzione a suo carico.
Continua »
Ripetizione indebito accise: la Cassazione decide
Una società fornitrice di energia ricorre in Cassazione contro la condanna alla restituzione di addizionali provinciali sulle accise. La Corte rigetta il ricorso, confermando il diritto del cliente alla ripetizione indebito accise. La decisione si fonda sulla sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma impositiva, che fa venir meno retroattivamente la causa del pagamento tra le parti private, legittimando l'azione di rimborso diretto.
Continua »
Invalidità della notifica: quando è eccezione di parte
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'invalidità della notifica di un avviso di liquidazione costituisce un'eccezione di parte e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Un contribuente aveva impugnato una cartella esattoriale, lamentando la mancata notifica dell'atto presupposto. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il vizio di notifica doveva essere sollevato nel primo grado di giudizio. La mancata impugnazione tempestiva dell'avviso, seppur notificato in modo potenzialmente irregolare, preclude ogni successiva contestazione sul merito della pretesa tributaria.
Continua »
Responsabilità socio accomandante: limiti e onere prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del socio accomandante per i debiti tributari di una società estinta è limitata alle somme effettivamente ricevute dalla liquidazione. In una recente ordinanza, i giudici hanno rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che spetta all'amministrazione finanziaria l'onere di provare tale percezione. Senza questa prova, la pretesa fiscale nei confronti del socio è infondata. La decisione consolida un principio fondamentale a tutela della limitata responsabilità socio accomandante.
Continua »
Ripetizione dell’indebito per accise: la Cassazione
Un'azienda farmaceutica ha citato in giudizio una società energetica per ottenere la restituzione di un'addizionale sull'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il diritto al rimborso, stabilendo che la dichiarazione di incostituzionalità della norma tributaria rende il pagamento privo di causa, legittimando l'azione di ripetizione dell'indebito direttamente nei confronti del fornitore che l'ha riscossa.
Continua »
Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
Una società cliente ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso del fornitore. È stato stabilito che il consumatore finale ha il diritto di chiedere la restituzione delle somme direttamente al fornitore di energia (azione di ripetizione dell'indebito), quando l'imposta è stata dichiarata illegittima per contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il fornitore potrà poi rivalersi sullo Stato. La parola chiave della decisione è il diritto al rimborso accise energia.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: no al giudicato
Un socio di una società a ristretta base azionaria è stato oggetto di un accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili non dichiarati. Il ricorso del contribuente, fondato su una sentenza favorevole per un'annualità successiva, è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ribadito il principio di autonomia dei periodi d'imposta, chiarendo che i diversi presupposti di fatto (le operazioni contestate) per ciascun anno impediscono l'estensione del giudicato, anche se gli avvisi derivano dalla stessa verifica fiscale.
Continua »
Contratto a progetto: quando si converte in subordinato
La Corte di Cassazione conferma la conversione di un contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La mancanza di un progetto specifico e distinto dall'attività ordinaria aziendale rende il contratto nullo, con conseguente trasformazione automatica in un impiego a tempo indeterminato. Il ricorso dell'azienda è stato respinto in toto.
Continua »
Cessione ramo d’azienda e diritti dei lavoratori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquisito il personale di un'altra impresa. La Corte ha confermato che si è trattato di una cessione ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., garantendo la continuità dei rapporti di lavoro, trasformati da tempo determinato a indeterminato. È stato chiarito che, in settori ad alta intensità di manodopera, il trasferimento del solo personale organizzato è sufficiente a configurare una cessione ramo d'azienda. La Corte ha inoltre escluso che la società acquirente, seppur a capitale pubblico, potesse essere considerata un ente pubblico e sottrarsi a tali obblighi.
Continua »
Mutuo solutorio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un contratto di finanziamento. I ricorrenti, garanti di una società, sostenevano la nullità del finanziamento in quanto si trattava di un "mutuo solutorio" simulato. La Corte ha ritenuto che il ricorso mirasse a un inammissibile riesame dei fatti già valutati in appello e ha confermato la piena validità del contratto, condannando i ricorrenti anche per abuso del processo.
Continua »
Lavoro subordinato: quando il contratto non basta
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una stilista che, dopo dieci anni di collaborazione come consulente per un'azienda di moda, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che, nonostante la lunga durata e la stretta collaborazione, la lavoratrice non ha fornito prove sufficienti a dimostrare l'assoggettamento al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elemento essenziale per qualificare il rapporto come lavoro subordinato.
Continua »
Onere della prova fornitura energia: chi deve provare?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di contestazione di bollette per fornitura di energia. La Corte ha stabilito che spetta all'utente dimostrare il malfunzionamento del contatore. Solo in seguito a tale prova, il fornitore dovrà dimostrare la correttezza dei dati. La decisione ribalta un verdetto precedente che aveva erroneamente addossato l'onere probatorio iniziale alla società creditrice.
Continua »