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Art. 118 Codice di Procedura Civile

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4124 provvedimenti

Tutela reintegratoria e cessione d’azienda in crisi
La Corte di Cassazione conferma la tutela reintegratoria per un lavoratore illegittimamente licenziato da una compagnia aerea dopo una cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la reintegrazione deve essere disposta a carico della società cedente, anche se in amministrazione straordinaria, quando questa prosegue l'attività. Si stabilisce inoltre che l'azione del lavoratore verso il cessionario non è soggetta ai brevi termini di decadenza previsti per l'impugnazione di atti specifici.
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Onere della prova rimborso IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10067/2023, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di diniego parziale di rimborso IVA. La Corte ha chiarito che l'onere della prova nel rimborso IVA spetta inizialmente al contribuente, che deve documentare il proprio credito. Una volta fornita tale prova, come i registri IVA, l'onere si sposta sull'Ente Fiscale, che deve contestare specificamente tale documentazione. Non è sufficiente un generico riferimento a un diverso accertamento (in questo caso, a fini IRAP) per giustificare il diniego. La sentenza del giudice d'appello, seppur sintetica, è stata ritenuta valida perché ha correttamente individuato il mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte dell'Amministrazione.
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Compensi avvocato: minimi inderogabili per il giudice
Una cittadina vince una causa contro l'amministrazione per multe stradali. Il Tribunale, pur dandole ragione, liquida spese legali inferiori ai minimi tariffari. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'interessata, stabilendo che, a seguito delle modifiche del D.M. 37/2018, i minimi per i compensi avvocato sono inderogabili. Il giudice non può applicare una riduzione superiore al 50% dei valori medi, garantendo così una remunerazione equa e tutelando il decoro professionale.
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Definizione agevolata controversie: la Cassazione
Una società di telecomunicazioni, impegnata in una lunga controversia fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per accertamenti IRPEG e ILOR, ha visto il suo caso arrivare in Corte di Cassazione. Oggetto del contendere erano la deducibilità di costi, consulenze e ammortamenti. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio. La decisione si basa sulla richiesta della società di accedere alla definizione agevolata controversie, uno strumento normativo che permette di chiudere le liti pendenti con il fisco. Il processo è quindi temporaneamente fermo in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Imposta unica scommesse: responsabilità del socio
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso relativo all'imposta unica scommesse per gli anni 2013-2014, notificata a una società già cancellata dal registro imprese e al suo ex liquidatore/socio. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società estinta, poiché priva di capacità giuridica. Ha invece rigettato il ricorso del socio, confermando la sua responsabilità in qualità di successore nei debiti sociali. È stato chiarito che la parziale incostituzionalità dell'imposta, dichiarata in passato, vale solo per gli anni antecedenti al 2011, mentre per i periodi successivi la normativa è pienamente legittima.
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Domanda di manleva tardiva: la Cassazione decide
Un proprietario, condannato a rimborsare le spese per un muro, ha contestato in Cassazione la tempistica della domanda di manleva dei comproprietari. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che una domanda di manleva, se menzionata nell'atto iniziale, può essere precisata in seguito senza essere considerata tardiva, in linea con i principi sulla modifica della domanda processuale.
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Accertamento bancario: processo sospeso in Cassazione
Un medico specialista ha impugnato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie che contestava redditi non dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale aveva parzialmente accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate, rideterminando il reddito. Il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha deciso nel merito ma ha sospeso il processo su istanza del ricorrente per consentirgli di accedere alla definizione agevolata della lite, rinviando la causa a nuovo ruolo. Il caso riguarda la legittimità dell'accertamento bancario e la determinazione del reddito.
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Valutazione fiscale terreni: il valore effettivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8091/2023, ha annullato una decisione di merito sulla valutazione fiscale di terreni. Il caso verteva su un lotto in parte non edificabile e in parte soggetto a un piano di lottizzazione non convenzionato. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi sulla concreta e attuale potenzialità edificatoria, censurando la motivazione 'apparente' dei giudici che non avevano considerato le specifiche contestazioni del contribuente riguardo i vincoli urbanistici.
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Motivazione per relationem: sentenza nulla senza esame
Una società operante nel settore dei giochi e i suoi soci impugnavano alcuni avvisi di accertamento fiscale. Dopo la conferma in appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado. La ragione risiede nella motivazione per relationem utilizzata dai giudici d'appello, i quali si erano limitati a confermare la decisione precedente senza un'autonoma e critica analisi dei motivi di impugnazione, rendendo la loro motivazione meramente apparente e, di conseguenza, la sentenza nulla.
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Recesso dal contratto di appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7663/2023, ha chiarito importanti principi in materia di recesso dal contratto di appalto. Un appaltatore, dopo aver subito il recesso da parte del committente e aver ottenuto la reintegra nel possesso del cantiere, si opponeva alla richiesta di restituzione e risarcimento. La Suprema Corte ha stabilito che il recesso unilaterale del committente scioglie immediatamente il contratto, obbligando l'appaltatore alla restituzione del bene senza poter invocare il diritto di ritenzione in attesa dell'indennizzo. L'azione di rivendica del committente è legittima se avviata dopo la conclusione e l'attuazione del giudizio possessorio.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione la sentenza di merito che rigettava le sue richieste di differenze retributive, superiore inquadramento e riconoscimento di un periodo di lavoro irregolare. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza per omessa pronuncia, poiché i giudici d'appello avevano completamente ignorato le domande relative al lavoro svolto prima della formale assunzione e al lavoro straordinario. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questi punti.
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Diploma magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Cassazione ha respinto il ricorso di una docente con diploma magistrale che chiedeva l'inserimento nelle GAE. La Corte ha confermato che il solo possesso del titolo, conseguito entro il 2001/2002, non è sufficiente per accedere alle graduatorie ad esaurimento, chiuse a nuovi inserimenti dalla legge 296/2006, allineandosi ai principi del Consiglio di Stato.
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Diploma Magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza 7515/2023, ha stabilito che il possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non è titolo sufficiente per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). Accogliendo il ricorso del Ministero dell'Istruzione, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, specificando che il diploma, sebbene abilitante, non conferiva il diritto di accesso alle graduatorie permanenti, trasformate poi in GAE. La decisione si allinea con i principi già espressi dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, negando il diritto all'inserimento nelle liste per le assunzioni a tempo indeterminato.
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Sanzioni amministrative cave: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni amministrative cave inflitte a una società per aver superato i limiti di scavo. L'ordinanza chiarisce che il superamento dei confini spaziali (perimetro e profondità) costituisce una violazione, indipendentemente dalla quantità totale di materiale estratto. La Corte ha respinto il ricorso della società, validando le misurazioni dell'ente provinciale e confermando che il verbale di accertamento costituisce prova sufficiente della violazione.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non revoca
Un ente pubblico ha chiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo la tardiva produzione di un documento in una causa di esproprio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la valutazione sulla tardività di una prova costituisce un giudizio giuridico e non un errore di fatto percettivo, unico motivo valido per la revocazione. L'errore di valutazione non può essere corretto con questo strumento straordinario.
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Conferimento incarico: prova e poteri dei funzionari
Una società di gestione ha contestato il compenso a dei professionisti, sostenendo che il conferimento incarico professionale non fosse stato formalizzato e che i propri funzionari non avessero il potere di affidarlo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'incarico può essere provato tramite comportamenti concludenti (facta concludentia) e che le azioni dei funzionari erano coerenti con lo scopo sociale di valorizzare il patrimonio immobiliare in vista della liquidazione.
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Licenziamento collettivo: i criteri di scelta dei lavoratori
Una lavoratrice impugna il suo licenziamento nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo, contestando i criteri di scelta e la limitazione della platea dei lavoratori da licenziare a specifiche unità produttive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura. Ha stabilito che la scelta dell'imprenditore di ridurre il personale è insindacabile nel merito e che la limitazione della platea è ammissibile se giustificata da oggettive esigenze tecnico-produttive, come nel caso di specie.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma la tassa
Una società di scommesse estera e il suo centro di trasmissione dati (CTD) in Italia hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la tassa è dovuta anche da operatori senza concessione statale. Ha stabilito che la normativa non viola il diritto UE, non è discriminatoria e non costituisce un'imposta sul volume d'affari vietata.
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Tassazione per enunciazione: limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la tassazione per enunciazione di un atto non registrato (nel caso specifico un finanziamento soci) è legittima solo se la sentenza che lo menziona ne riporta tutti gli elementi essenziali: parti, causa e oggetto. Una semplice menzione di un 'debito' senza ulteriori specificazioni non è sufficiente. La Corte ha inoltre confermato l'imposta di registro proporzionale sulla condanna al pagamento, escludendo l'applicazione del principio di alternatività IVA/registro poiché l'operazione sottostante, una cessione di denaro, è fuori campo IVA.
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Esenzione IMU scuole paritarie: quando la retta è di mercato
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU a una scuola paritaria religiosa, stabilendo che l'attività didattica diventa commerciale quando le rette richieste agli studenti non sono puramente simboliche ma si allineano ai valori di mercato. La Corte ha precisato che un eventuale disavanzo di bilancio dell'istituto non è, da solo, un elemento sufficiente a dimostrare la natura non commerciale dell'attività e a giustificare il beneficio fiscale.
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