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Art. 1175 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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365 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Diritto di surroga: la liberazione del debitore
Un consorzio di garanzia ha pagato il debito di una società a un istituto di credito. Successivamente, la banca ha liberato il debitore. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di surroga del garante non è influenzato da tale liberatoria, in quanto atto non opponibile al garante stesso. Di conseguenza, il garante conserva il diritto di agire contro il debitore per recuperare la somma versata, e la sua richiesta di risarcimento danni contro la banca è stata respinta per mancanza di un pregiudizio effettivo.
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Contratto di somministrazione: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto di somministrazione e una serie di singole compravendite. In assenza di una predeterminazione del fabbisogno del cliente, anche un rapporto di fornitura duraturo viene qualificato come una successione di contratti di vendita distinti. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi con cui la società ricorrente cercava di ottenere una rivalutazione dei fatti, confermando la decisione della Corte d'Appello e accogliendo invece il ricorso incidentale sulle spese legali.
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Eccezioni fideiussione: quando sono inammissibili?
L'appello di un garante contro un istituto di credito è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei tribunali di merito. Le eccezioni fideiussione sollevate dal garante, tra cui la liberazione per concessione di ulteriore credito (art. 1956 c.c.) e l'usura, sono state respinte per errori procedurali, tardività e per essere tentativi di riesaminare i fatti, non consentiti in sede di legittimità.
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Richiesta risarcitoria incompleta: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato che una richiesta risarcitoria incompleta e la mancata collaborazione del danneggiato, come il rifiuto di sottoporsi a visita medica, rendono l'azione legale inammissibile. Tale condotta, violando i principi di buona fede, impedisce all'assicurazione di formulare una congrua offerta, frustrando lo scopo deflattivo della procedura stragiudiziale.
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Aggravamento del rischio: l’errore in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che negava l'indennizzo per il furto di pannelli fotovoltaici. La Corte ha chiarito la differenza tra 'aggravamento del rischio' (art. 1898 c.c.), che si verifica dopo la stipula, e 'dichiarazioni inesatte' (art. 1892-1893 c.c.), relative al momento della conclusione del contratto. La corte territoriale aveva erroneamente applicato la nozione di aggravamento del rischio a circostanze preesistenti, omettendo di verificare se l'assicuratore fosse a conoscenza delle reali condizioni dell'impianto tramite la documentazione tecnica fornita prima della stipula.
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Risarcimento danno ritardo PA: il caso dell’alloggio
Un cittadino ha richiesto il risarcimento del danno alla Pubblica Amministrazione per un ritardo di quattordici anni nella gestione di una pratica di riscatto di un alloggio pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come il ricorrente non abbia contestato in modo specifico le motivazioni della corte d'appello e non abbia utilizzato gli strumenti amministrativi a sua disposizione per contrastare l'inerzia dell'ente. La decisione chiarisce i limiti della richiesta di risarcimento danno da ritardo.
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Vendita senza incanto: quando l’aggiudicazione è?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella vendita senza incanto, l'aggiudicazione del bene è immediatamente definitiva e non 'provvisoria'. Di conseguenza, il termine per il pagamento del saldo prezzo decorre dal momento dell'aggiudicazione stessa. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, ritenendo l'aggiudicazione non definitiva, non aveva versato il saldo, incorrendo così nella decadenza e nella perdita della cauzione.
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Diritto di riscatto box: no per le pertinenze
Un inquilino di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, dopo aver acquistato l'appartamento, ha citato in giudizio l'ente proprietario per ottenere anche la proprietà del box auto pertinenziale. L'inquilino sosteneva che il suo diritto di riscatto si estendesse anche al box. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto di riscatto previsto dalla legislazione speciale sull'edilizia pubblica è limitato esclusivamente alle unità abitative e non si applica alle loro pertinenze, come i garage. La Corte ha inoltre escluso che le normative urbanistiche sui parcheggi obblighino l'ente a trasferire la proprietà del box insieme a quella dell'alloggio.
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Ricorso inammissibile: fusione e onere della prova
Una società, citata in giudizio per inadempimento di un contratto di outsourcing e condannata in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. I motivi principali riguardavano la presunta nullità della sentenza a causa della fusione della controparte e l'omessa valutazione di prove a suo favore. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la fusione societaria non interrompe il processo e che i motivi di ricorso non possono limitarsi a criticare la valutazione dei fatti operata dal giudice di merito.
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Fideiussione omnibus: appello inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che lamentavano la nullità di una fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità e la relativa documentazione probatoria devono essere presentate nel primo grado di giudizio. Introdurre tali questioni per la prima volta in appello o in cassazione rende il ricorso inammissibile, poiché le preclusioni processuali non possono essere superate invocando il rilievo d'ufficio della nullità da parte del giudice.
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Responsabilità contrattuale assicurazione: il caso
La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità contrattuale di una compagnia assicurativa per aver liquidato una polizza vita su un conto corrente diverso da quello indicato dal cliente con raccomandata, basandosi su una successiva e falsa comunicazione via fax. La Corte ha stabilito che le rigide formalità previste dal contratto per il riscatto devono essere rispettate per tutta la durata dell'operazione, a tutela della sicurezza del cliente, e che discostarsene configura un inadempimento colposo. Di conseguenza, l'operato della compagnia è stato giudicato negligente, annullando la precedente sentenza d'appello che l'aveva esonerata da responsabilità.
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Responsabilità professionale avvocato: onere prova
Una cliente contesta la parcella di un avvocato, accusandolo di responsabilità professionale per l'esito negativo di alcune cause e di aver frazionato abusivamente il credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova dell'inadempimento del legale grava sul cliente. Quest'ultimo deve dimostrare in modo specifico la negligenza o l'errore tecnico, non essendo sufficiente il solo risultato sfavorevole del giudizio.
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Escussione fraudolenta: no alla garanzia a richiesta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una locatrice che, dopo aver risolto un contratto di affitto d'azienda, aveva chiesto il pagamento di una garanzia a prima richiesta per canoni non più dovuti. La Corte ha confermato la decisione di merito che qualificava tale richiesta come escussione fraudolenta, poiché la risoluzione del contratto, avvenuta prima della scadenza dei canoni, aveva estinto l'obbligazione principale. La richiesta del garante era quindi priva di causa e basata su una pretesa abusiva, bloccata tramite l'exceptio doli generalis.
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Difetto di titolo esecutivo: asta valida e danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'esecuzione forzata iniziata con un difetto di titolo esecutivo è invalida dall'origine, anche se altri creditori intervengono. Tuttavia, la vendita dell'immobile all'asta a un terzo in buona fede rimane valida per tutelare l'affidamento. Al debitore, che perde ingiustamente il bene, viene riconosciuto il diritto di chiedere il risarcimento dei danni al creditore che ha agito illegittimamente.
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Buona fede assicurazione: l’obbligo di informare
La Corte di Cassazione ha stabilito che viola il principio di buona fede assicurazione il comportamento della compagnia che, dopo aver indicato in polizza un termine di prescrizione decennale, omette di informare l'assicurato della successiva riduzione per legge a due anni. Tale omissione, che porta l'assicurato a perdere il diritto all'indennizzo, è stata qualificata anche come pratica commerciale scorretta, creando un obbligo risarcitorio per la compagnia.
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Appello incidentale tardivo: termini perentori e udienza
Una società e la sua socia si opponevano a un'esecuzione immobiliare. In appello, la banca proponeva un appello incidentale tardivo. La Cassazione accoglie il ricorso della socia, dichiarando l'appello della banca inammissibile perché depositato oltre i termini calcolati dalla data della prima udienza fissata, non da quella di rinvio. Respinge invece il ricorso della società nel merito.
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Accesso agli atti assicurazione: limiti e obblighi
Un assicurato ha richiesto alla propria compagnia la denuncia di sinistro della controparte. Al rifiuto della compagnia, il caso è arrivato in Cassazione. La Corte ha stabilito che il diritto di accesso agli atti assicurazione è limitato ai soli documenti già in possesso della compagnia. Non sussiste un obbligo per l'assicuratore di ricercare e acquisire attivamente documenti da terzi per soddisfare la richiesta dell'assicurato.
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Interpretazione contratto: i limiti della Cassazione
Una società ha citato in giudizio una ditta di consulenza per inadempimento di un mandato a lungo termine. La Corte d'Appello ha riqualificato il rapporto come un singolo mandato, già adempiuto, annullando la richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la plausibile interpretazione del contratto operata dal giudice di merito non è riesaminabile in sede di legittimità se non viziata da errori logici o violazioni di legge.
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Accesso atti assicurativi: limiti e sospetto di frode
A seguito di un sinistro, un'automobilista richiede alla propria assicurazione l'accesso alla denuncia-querela presentata dall'altro conducente. La compagnia nega l'accesso sospettando una frode. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che il diritto di accesso agli atti assicurativi può essere legittimamente negato se riguarda accertamenti su comportamenti fraudolenti, come previsto dall'art. 146 del Codice delle Assicurazioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non contestava la specifica motivazione (ratio decidendi) della sentenza impugnata.
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Polizze unit linked: si applica sempre il TUF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le polizze unit linked sono soggette alla disciplina del Testo Unico della Finanza (TUF) per la loro natura di prodotto finanziario. La Corte ha rigettato la tesi del 'doppio binario', affermando che le tutele per l'investitore, in particolare gli obblighi informativi, si applicano indipendentemente dal fatto che il prodotto sia venduto direttamente da un'impresa di assicurazione o tramite un intermediario assicurativo. La decisione conferma la condanna solidale dell'emittente e dell'intermediario al risarcimento del danno subito da una risparmiatrice a causa della carente informazione sulla rischiosità del prodotto.
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