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Art. 1175 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

16 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Fatturazione a 28 giorni: la Cassazione conferma la sanzione all’Azienda
Un'Azienda di telecomunicazioni ha introdotto la **fatturazione a 28 giorni** per i servizi di telefonia fissa e mobile, aumentando di fatto i costi per i Clienti. L'Autorità di regolazione ha imposto all'Azienda di ripristinare la fatturazione mensile e ha applicato una sanzione per mancata ottemperanza. L'Azienda ha impugnato queste decisioni, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha confermato che il giudice amministrativo non ha ecceduto i suoi poteri, ritenendo la pratica scorretta e non trasparente. L'Azienda deve pagare le spese legali.
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Risarcimento del danno extracontrattuale: la Regione paga due terzi
Un Ente Regionale ha trasferito a una Società di gestione idrica impianti di captazione privi delle necessarie autorizzazioni, tacendo le pretese economiche di una società terza titolare della concessione. Citata in giudizio dalla titolare dei diritti, la Società di gestione ha transatto la lite e ha richiesto alla Regione il risarcimento del danno extracontrattuale subito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'Ente al rimborso dei due terzi dell'esborso. I giudici hanno tuttavia ridotto di un terzo il ristoro perché la Società danneggiata non ha impugnato tempestivamente l'inerzia amministrativa della Regione, venendo meno all'ordinaria diligenza.
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Fatturazione a 28 giorni: AGCOM vince, Cassazione respinge il ricorso
Una nota compagnia di telecomunicazioni aveva introdotto la Fatturazione a 28 giorni per i suoi servizi, aumentando di fatto i costi per i clienti. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) aveva ordinato il ripristino della fatturazione mensile e imposto una sanzione. La compagnia ha impugnato queste decisioni, sostenendo un "eccesso di potere giurisdizionale" da parte del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità dell'operato di AGCOM. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice amministrativo non ha invaso le competenze altrui, ma ha correttamente applicato la legge a tutela dei consumatori.
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Contatto sociale qualificato: danni P.A. al giudice ordinario
Un'impresa si aggiudica in via provvisoria una gara d'appalto indetta da un Ente Pubblico. Negli anni seguenti l'amministrazione rimane inattiva, senza firmare il contratto definitivo ma fornendo rassicurazioni formali sull'imminente conclusione dell'affare. A causa di questo blocco prolungato, l'impresa fallisce. La Curatela fallimentare cita l'amministrazione davanti al giudice ordinario per chiedere il risarcimento dei danni da responsabilità per contatto sociale qualificato, lamentando la violazione dei doveri di buona fede e lealtà precontrattuale. L'Ente Pubblico sostiene invece la competenza del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione attribuiscono la giurisdizione al giudice ordinario. La Corte chiarisce che, quando il privato contesti il comportamento scorretto dell'amministrazione anziché l'illegittimità dei suoi provvedimenti autoritativi, la causa riguarda diritti soggettivi e spetta al giudice ordinario.
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Responsabilità precontrattuale: i Comuni pagano i ritardi
Una società di progettazione ha svolto attività per un programma di sviluppo locale per conto di un consorzio. I Comuni aderenti non hanno però versato le quote né completato gli atti amministrativi necessari, impedendo la firma dell'accordo finale. La società ha quindi citato in giudizio i Comuni per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa spetta al giudice ordinario. Infatti, la richiesta si fonda sulla responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione per aver violato i doveri di correttezza e buona fede durante le trattative. Non si contesta un provvedimento autoritativo, ma il comportamento scorretto dei Comuni che ha deluso l'affidamento della società, configurando un contatto sociale qualificato.
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Legittimo affidamento: l’impresa vince contro la Regione
Un'impresa riceve l'aggiudicazione provvisoria per un appalto pubblico dalla Regione, che successivamente sospende la procedura senza giungere alla firma del contratto. L'impresa cita in giudizio la Regione davanti al Tribunale ordinario chiedendo il risarcimento dei danni per violazione del legittimo affidamento e dei doveri di buona fede. La Regione eccepisce il difetto di giurisdizione, sostenendo che la causa spetti al Giudice Amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione dichiarano la giurisdizione del Giudice ordinario. La Corte stabilisce che la lesione del legittimo affidamento, derivante da un comportamento scorretto della Pubblica Amministrazione slegato dall'esercizio diretto del potere autoritativo, configura una responsabilità da contatto sociale qualificato di natura privatistica.
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Riduzione sanzioni contributive: no a sconti per pagamenti tardivi
Un'azienda ha omesso il versamento di alcuni contributi previdenziali a causa di una oggettiva incertezza sulla loro debenza. Anni dopo la richiesta dell'Ente Previdenziale e la conferma giudiziale dell'obbligo, l'azienda ha pagato la sorte contributiva, chiedendo la riduzione delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha negato tale beneficio. Il principio sancito è che la **riduzione sanzioni contributive** è condizionata al pagamento entro il termine fissato dall'ente impositore, anche se la controversia legale è ancora in corso. Attendere l'esito definitivo della causa per pagare rende tardivo l'adempimento e fa perdere il diritto allo sconto, poiché la buona fede va dimostrata con un versamento tempestivo, seppur a titolo precauzionale.
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Giurisdizione: danni da interferenze TV alla PA
Una società titolare di frequenze televisive ha citato in giudizio un Ministero per ottenere il risarcimento dei danni causati da interferenze di segnale. Il danno sarebbe derivato dalla concessione della medesima frequenza a un terzo soggetto, in violazione dei doveri di correttezza e buona fede contrattuale. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato il difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la controversia riguarda la fase esecutiva del rapporto concessorio e la tutela di diritti soggettivi, non l'esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione.
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Risarcimento danno INPS: la giurisdizione ordinaria
Un lavoratore chiede il risarcimento del danno all'ente previdenziale per la revoca tardiva di una rendita vitalizia che ha ritardato la sua pensione. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di giurisdizione, stabilisce che la competenza a decidere su tale richiesta di risarcimento danno INPS spetta al giudice ordinario, poiché la controversia riguarda l'inadempimento di obblighi di correttezza e buona fede, e non questioni pensionistiche o la legittimità di un atto amministrativo.
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Risarcimento danni PA: quando decide il giudice ordinario
Una società chiede il risarcimento danni PA a un Comune e a una sua funzionaria per i ritardi nell'approvazione di un progetto urbanistico. La Corte di Cassazione, decidendo sul regolamento di giurisdizione, stabilisce una competenza ripartita: la causa contro la funzionaria spetta al giudice ordinario, mentre quella contro il Comune, inerente all'esercizio di potere pubblico, è di competenza del giudice amministrativo.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Una società energetica chiede il risarcimento danni a un'Autorità Portuale per responsabilità precontrattuale. Dopo una condanna in appello, l'Autorità ricorre in Cassazione eccependo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile: non avendo l'Autorità impugnato la sentenza di primo grado sul punto della giurisdizione, si è formato un giudicato implicito sulla giurisdizione che preclude ogni successiva contestazione.
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Giurisdizione giudice amministrativo per dolo della P.A.
Una società ha citato in giudizio un Comune per i danni derivanti dalla demolizione di alcuni immobili, sostenendo che l'amministrazione avesse agito con dolo. La Corte di Cassazione, applicando il principio del petitum sostanziale, ha confermato la giurisdizione del giudice amministrativo. Ha stabilito che quando il danno è la conseguenza diretta di un provvedimento amministrativo, la controversia rientra nella competenza del giudice amministrativo, anche se si allega una condotta dolosa della Pubblica Amministrazione, poiché la questione attiene all'esercizio del potere pubblico.
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Danno da affidamento: la nuova giurisdizione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, stabilisce un importante cambiamento in materia di danno da affidamento. A seguito dell'annullamento di un permesso di costruire illegittimo, la richiesta di risarcimento danni da parte dei cittadini non rientra più nella giurisdizione del giudice ordinario, ma in quella esclusiva del giudice amministrativo. La Corte ha ritenuto che la condotta della Pubblica Amministrazione che genera l'affidamento del privato sia inestricabilmente connessa all'esercizio del potere pubblico, soprattutto in materie come l'urbanistica.
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Rinuncia abdicativa: lecita per la Cassazione?
Con una decisione di fondamentale importanza, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito la piena ammissibilità della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. La sentenza chiarisce che tale atto è un negozio unilaterale e non recettizio, espressione del diritto del proprietario di disporre del proprio bene. Di conseguenza, l'immobile rinunciato viene acquisito a titolo originario dallo Stato, senza che quest'ultimo possa rifiutare. La Corte ha escluso la possibilità per il giudice di sindacare la validità dell'atto sulla base di un presunto "fine egoistico", come quello di liberarsi di beni onerosi o pericolosi, precisando però che il rinunciante resta responsabile per le obbligazioni e i danni sorti prima della rinuncia.
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Rendita vitalizia: quando si prescrive il diritto?
Un lavoratore si è visto negare la pensione per contributi omessi dal datore di lavoro. Con la sentenza n. 22802/2025, le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono nuove regole per la prescrizione del diritto a costituire una rendita vitalizia. Viene introdotta una fondamentale distinzione: per il datore di lavoro, il termine decorre dalla prescrizione dei contributi; per il lavoratore, invece, decorre da quando si è prescritto il diritto del datore, garantendo così una tutela più estesa.
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Risarcimento del danno locazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 4892/2025, stabilisce un importante principio sul risarcimento del danno locazione in caso di inadempimento del conduttore. Se l'inquilino restituisce l'immobile prima della scadenza, il locatore può chiedere il risarcimento per i canoni non percepiti, ma deve dimostrare di essersi attivato tempestivamente per trovare un nuovo affittuario. Viene quindi respinta la tesi dell'automatismo: il danno non equivale all'intero ammontare dei canoni residui, ma va provato e quantificato tenendo conto del dovere del locatore di mitigare il pregiudizio.
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