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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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1667 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Rendita catastale impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20489/2024, ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale impianti per gli anni antecedenti al 2016, devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al ciclo produttivo, come pozzi geotermici, vapordotti e trasformatori. La Corte ha chiarito che la normativa del 2016, che esclude tali macchinari dalla stima, non ha efficacia retroattiva e si applica solo dal 1° gennaio 2016. La decisione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società energetica, ribadendo un principio di valutazione onnicomprensivo per il passato.
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Operazioni inesistenti: Cassazione nega detrazione IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria che negava la detrazione IVA per l'anno 2009. Il caso riguarda l'acquisto di quote di emissione CO2 da fornitori fittizi (missing traders) in un contesto di frode carosello, configurando operazioni inesistenti dal punto di vista soggettivo. La Corte ha confermato che, a fronte di solidi indizi forniti dall'Amministrazione sulla consapevolezza della frode da parte della società acquirente, spetta a quest'ultima dimostrare di aver agito con la massima diligenza e in buona fede, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Diritto di difesa: udienza negata, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché il giudice di secondo grado ha negato l'udienza di discussione, anche da remoto, richiesta da una società. La decisione, presa solo sulla base degli atti durante l'emergenza Covid, viola il diritto di difesa, un principio fondamentale del processo.
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Sospensione rimborso IVA: la prova dei carichi pendenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20401/2024, ha chiarito le regole sulla sospensione del rimborso IVA. Nel caso esaminato, una società finanziaria, cessionaria di un credito IVA, si è vista negare il rimborso a causa di debiti fiscali della società cedente. La Corte ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente sospendere il pagamento sulla base di un 'estratto di ruolo', senza necessità di provare in giudizio la notifica degli atti sottostanti. Inoltre, ha confermato che l'ente impositore può contestare l'esistenza stessa del credito per la prima volta anche in fase di rinvio, poiché nel giudizio da rimborso il contribuente è attore sostanziale.
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Raddoppio termini accertamento: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20400/2024, ha affrontato il tema del raddoppio termini accertamento in presenza di reati fiscali. La Corte ha confermato la legittimità dell'estensione dei termini per IRES e IVA anche in caso di denuncia penale tardiva, ma ha annullato l'accertamento ai fini IRAP. La motivazione risiede nel fatto che il raddoppio è previsto solo per violazioni che costituiscono reato, categoria a cui non appartengono quelle relative all'IRAP. La sentenza ha inoltre esaminato la deducibilità dei costi per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Rendita catastale impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della rendita catastale impianti per una centrale geotermica. In un contenzioso tra l'Agenzia delle Entrate e una società energetica, la Corte ha stabilito che per i periodi d'imposta antecedenti al 1° gennaio 2016, componenti essenziali come pozzi, vapordotti, alternatori e trasformatori devono essere inclusi nella stima del valore catastale. La sentenza chiarisce che la normativa successiva (Legge 208/2015), che esclude i cosiddetti "imbullonati", non ha efficacia retroattiva.
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Efficacia sentenza penale: la nuova legge e il fisco
Una società, accusata di utilizzare fatture per operazioni inesistenti, ottiene l'assoluzione del proprio legale rappresentante in sede penale. L'Amministrazione Finanziaria prosegue l'accertamento tributario. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione per valutare l'impatto di una nuova legge che rafforza l'efficacia della sentenza penale di assoluzione nel giudizio tributario, chiedendo alle parti di presentare osservazioni.
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Raddoppio dei termini: obbligo di denuncia e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20060/2024, ha respinto il ricorso di due società contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento fiscale, stabilendo che è sufficiente la mera sussistenza dell'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del procedimento penale. Inoltre, ha ribadito i principi sull'onere probatorio in materia tributaria e confermato il diritto dell'Amministrazione finanziaria alla rifusione delle spese legali anche quando difesa dai propri funzionari.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale nulla
Una società si oppone a una cartella di pagamento, vincendo in primo grado. La Commissione Tributaria Regionale ribalta la decisione con una giustificazione generica. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', poiché il giudice non ha spiegato in modo comprensibile le ragioni della sua decisione, violando il dovere di fornire una motivazione effettiva.
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Ricorso per cassazione: inammissibile per genericità
L'appello di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sugli studi di settore è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile a causa della genericità dei motivi, della loro formulazione non conforme ai requisiti di legge e della violazione del principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di includere nell'atto di ricorso tutti gli elementi necessari alla decisione, senza che la Corte debba ricercare atti esterni.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: prova e oneri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19307/2024, ha cassato una sentenza che negava la detrazione IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha chiarito che l'onere della prova spetta all'Amministrazione Finanziaria, la quale deve dimostrare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza della frode da parte dell'acquirente. Non è sufficiente basarsi su mere discrasie tra gli interlocutori commerciali e gli amministratori risultanti dal Registro delle Imprese.
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Responsabilità del socio: quando non si risponde dei debiti
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità del socio per i debiti di un'associazione non riconosciuta. Un socio aveva sublocato un immobile all'associazione agendo in nome proprio. La Corte ha stabilito che, non avendo agito in nome e per conto dell'ente, il socio non è responsabile in solido per i debiti fiscali dell'associazione. La responsabilità del socio richiede infatti il compimento di specifici atti di gestione per conto dell'ente, non essendo sufficiente la mera qualifica di socio o un'attività svolta a titolo personale.
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Rendita catastale: i limiti all’aggiornamento (2024)
Una società ha richiesto l'aggiornamento della rendita catastale di un immobile industriale ai sensi della L. 208/2015. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tale procedura è limitata allo scorporo dei macchinari "imbullonati" e non consente una revisione generale del valore. L'onere di indicare specificamente i beni da escludere grava interamente sul contribuente.
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Lista Falciani: prova valida per accertamenti fiscali
Due contribuenti sono stati oggetto di un accertamento fiscale per redditi non dichiarati detenuti all'estero, basato sulle informazioni della "lista Falciani". Dopo aver impugnato l'atto, il caso è giunto in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la lista Falciani costituisce un elemento di prova valido e sufficiente, qualificabile come presunzione grave, precisa e concordante. La sentenza chiarisce che anche dati acquisiti in modo irrituale possono essere utilizzati nel processo tributario, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Redditi estero: la presunzione semplice basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18766/2024, chiarisce il trattamento dei redditi estero non dichiarati per anni d'imposta antecedenti al 2009. Viene confermato che la presunzione legale di evasione introdotta dal D.L. 78/2009 non è retroattiva. Tuttavia, la Corte stabilisce che l'Amministrazione Finanziaria può comunque provare l'evasione basandosi su presunzioni semplici, qualora esistano indizi gravi, precisi e concordanti, come la detenzione di somme ingenti in paradisi fiscali senza giustificazione. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per una nuova valutazione delle prove.
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Assimilazione rifiuti speciali e tassa: la Cassazione
Una società che gestisce un centro commerciale ha contestato la tassa sui rifiuti (TARSU), sostenendo di provvedere autonomamente allo smaltimento dei propri rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice di merito deve verificare in via preliminare la legittimità del regolamento comunale che dispone l'assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani. Tale assimilazione, per essere valida, deve basarsi su criteri sia qualitativi che quantitativi. Se il regolamento risulta illegittimo, va disapplicato, con possibili conseguenze di esenzione o riduzione della tassa per le aree che producono detti rifiuti. L'appello incidentale del Comune è stato respinto.
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Tassa rifiuti speciali: quando si paga solo la quota fissa
La Cassazione chiarisce il calcolo della tassa rifiuti speciali. Un'azienda della grande distribuzione che smaltisce autonomamente i propri rifiuti speciali (come imballaggi terziari) ha diritto all'esenzione dalla sola quota variabile della tariffa, ma è tenuta a versare la quota fissa. La sentenza annulla la decisione che aveva concesso una riduzione forfettaria del 30% per servizio insufficiente, imponendo una distinzione analitica delle aree e delle tipologie di rifiuto.
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Cessione di quote: no riqualificazione in cessione d’azienda
Con la sentenza n. 18660/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che una cessione di quote totalitaria di una società non può essere riqualificata in una cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. La Corte ha ribadito il principio secondo cui l'imposta di registro è un'"imposta d'atto", la cui applicazione deve basarsi esclusivamente sulla natura giuridica e sugli effetti dell'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extratestuali o l'operazione economica complessiva. Pertanto, la vendita di partecipazioni societarie resta tale anche se la società target possiede come unico asset un'azienda.
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Omesso esame prova: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per omesso esame prova. Il giudice di secondo grado aveva invalidato un'iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata prova della notifica degli atti prodromici, senza però considerare i documenti che l'Agente della Riscossione aveva depositato nel fascicolo di primo grado. La Corte ha chiarito che ignorare un fatto così decisivo costituisce un vizio che porta alla cassazione della decisione.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Una contribuente, dopo aver impugnato un accertamento sintetico basato sul redditometro, ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio. Tuttavia, in assenza di accettazione della rinuncia da parte dell'Agenzia delle Entrate e di prova del perfezionamento di una definizione agevolata, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali in base al principio di causalità.
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