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Art. 116 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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820 provvedimenti

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Civile

Trasferimento del lavoratore: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava illegittimo il trasferimento del lavoratore disposto da una società cooperativa. Il caso riguardava una dipendente spostata dalla sede di un'azienda committente alla sede centrale del datore di lavoro, a seguito della revoca del gradimento da parte della committente stessa. La Suprema Corte ha chiarito che non ogni spostamento fisico costituisce trasferimento ex art. 2103 c.c., ma solo quello tra unità produttive autonome. Inoltre, l'incompatibilità ambientale e il venir meno del gradimento del terzo committente rappresentano valide ragioni organizzative che giustificano la scelta datoriale, senza necessità di clausole contrattuali specifiche.
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Esterovestizione: come si prova la residenza fiscale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che escludeva l'esterovestizione di una società con sede legale a San Marino. I giudici di merito avevano erroneamente considerato sufficiente la presenza formale della sede estera e della contabilità in loco. La Suprema Corte ha invece stabilito che la residenza fiscale dipende dalla sede dell'amministrazione effettiva e dal luogo di svolgimento dell'attività principale. Gli elementi indiziari forniti dal Fisco devono essere valutati in modo unitario e non atomistico per dimostrare la fittizietà della localizzazione estera.
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Esterovestizione societaria: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società con sede legale a San Marino, accusata di esterovestizione. I giudici di merito avevano inizialmente annullato l'accertamento ritenendo sufficiente la prova della sede legale estera e della contabilità tenuta in loco. La Suprema Corte ha invece chiarito che la residenza fiscale dipende dalla sede dell'amministrazione effettiva e dal luogo di svolgimento dell'oggetto principale. La prova della fittizia localizzazione deve basarsi su una valutazione globale e unitaria di tutti gli elementi indiziari, come il ritrovamento di documenti gestionali presso la residenza italiana dei soci, superando il mero dato formale della sede legale.
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Contributi previdenziali: validità notifiche PEC
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'intimazione di pagamento relativa a contributi previdenziali per circa 300.000 euro. Il contribuente aveva contestato la validità delle notifiche effettuate tramite PEC e la conformità delle copie fotostatiche degli avvisi di addebito. La Suprema Corte ha stabilito che il disconoscimento delle copie deve essere specifico e non generico, e che la notifica PEC da un indirizzo non censito in INI-PEC non è nulla se non viene dimostrato un effettivo pregiudizio al diritto di difesa. Il ricorso è stato integralmente respinto.
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Operazioni inesistenti: prova e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi contro un contribuente per l'utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti. L'Agenzia delle Entrate aveva rilevato che il fornitore era privo di qualsiasi struttura aziendale, personale e conti correnti, agendo come mera cartiera. Nonostante il fornitore avesse successivamente ritrattato le sue confessioni iniziali, i giudici hanno ritenuto prevalenti gli elementi oggettivi di prova. La sentenza ribadisce che la valutazione delle prove è riservata al giudice di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se supportata da una motivazione coerente.
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Onere di contestazione e prova del furto auto
Un assicurato ha citato in giudizio la propria compagnia per ottenere l'indennizzo a seguito del furto di un'autovettura di lusso. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo il furto simulato sulla base di indizi e rilevando la mancata consegna della seconda chiave originale. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che l'onere di contestazione non grava sulla parte per fatti ad essa ignoti, come l'effettivo verificarsi di un furto subito da terzi. La valutazione degli indizi per la prova presuntiva rimane competenza esclusiva del giudice di merito.
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Onere della prova: prova della qualità di erede
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato dagli eredi di un assicurato contro l'ente previdenziale. Il Tribunale aveva rigettato la domanda di condanna al pagamento di prestazioni assistenziali poiché i ricorrenti non avevano fornito prova adeguata della loro qualità di eredi, nonostante l'invito del giudice a integrare la documentazione. La Suprema Corte ha ribadito che il corretto assolvimento dell'onere della prova spetta alla parte che agisce in giudizio e che la valutazione del materiale probatorio operata dal giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi specifici.
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Non contestazione: differenze tra eccezione e difesa
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini del principio di non contestazione nel rito del lavoro, distinguendo tra eccezione e mera difesa. Il caso riguardava un lavoratore che richiedeva il passaggio a livelli economici superiori. L'ente previdenziale aveva contestato i requisiti solo in appello. La Corte ha stabilito che la contestazione degli elementi costitutivi del diritto non è un'eccezione nuova, ma una mera difesa, sempre ammessa poiché il giudice deve verificare d'ufficio la sussistenza dei fatti che fondano la domanda. Il ricorso del lavoratore è stato rigettato poiché mirava a una inammissibile rivalutazione del merito.
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Indennità ferie non godute: chi deve provarle?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova per l'indennità ferie non godute spetta esclusivamente al lavoratore, che deve dimostrare di aver lavorato nei giorni di riposo. Un verbale dell'Ispettorato del Lavoro non costituisce prova piena se basato su valutazioni documentali esterne e non su fatti direttamente percepiti dal pubblico ufficiale.
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Istanza di fallimento revocata: quando spetta il danno?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che richiedeva il risarcimento danni a un ex dipendente a seguito di una istanza di fallimento revocata. La Corte ha stabilito che il lavoratore, agendo per il recupero dei propri crediti lavorativi, ha esercitato un legittimo diritto. La revoca del fallimento, dovuta al mancato superamento della soglia debitoria legale a causa di sgravi fiscali successivi, non è imputabile al lavoratore che non poteva conoscere la situazione contabile interna dell'azienda.
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Uso aziendale e compensi per reperibilità
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni lavoratori a percepire un compenso minimo per ogni intervento effettuato in reperibilità remota. La decisione si fonda sulla sussistenza di un uso aziendale consolidato nel tempo. Il datore di lavoro aveva interrotto i pagamenti sostenendo di essere caduto in un errore interpretativo del contratto collettivo, ma i giudici hanno ritenuto tale condotta non provata, confermando la natura spontanea e vincolante della prassi applicata.
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Onere della prova bancario e estratti conto
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'onere della prova bancario grava sul correntista che richiede l'accertamento negativo del debito. In assenza della produzione integrale degli estratti conto, la domanda non può essere accolta, portando alla revoca delle condanne emesse nei gradi precedenti e all'obbligo di restituzione delle somme percepite.
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Onere della prova contratti bancari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova contratti bancari spetta al correntista che agisce per far valere la nullità di clausole su interessi e commissioni. La mancata produzione del contratto impedisce al giudice di verificare le contestazioni del cliente, confermando la responsabilità del soggetto che avvia l'azione legale.
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Estratti conto incompleti: prova e ripetizione indebito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva la restituzione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Nonostante l'accertamento della nullità di alcune clausole, la produzione di estratti conto incompleti ha impedito la ricostruzione del saldo. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava sul correntista, il quale deve fornire la documentazione necessaria per il ricalcolo del rapporto.
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Saldo zero conto corrente: prova e oneri
L'ordinanza chiarisce l'applicazione del saldo zero conto corrente nel caso in cui il correntista non produca l'intera serie storica degli estratti conto. La Suprema Corte conferma che l'onere della prova spetta a chi agisce per la ripetizione, convalidando l'azzeramento del debito iniziale se la documentazione è incompleta.
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Contestazione CTU: i limiti del ricorso per Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda agricola relativo alla contestazione CTU circa gli indennizzi per l'espianto di alberi. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito per rivalutare perizie tecniche già vagliate.
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Postergazione finanziamenti soci e fideiussioni
Una società in liquidazione si oppone al rimborso di somme pagate da un socio in qualità di garante, invocando la postergazione finanziamenti soci ai sensi dell'art. 2467 c.c. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche le garanzie personali rientrano nella disciplina dei finanziamenti dei soci e che la situazione di squilibrio finanziario deve essere verificata sia al momento della concessione della garanzia sia al momento della richiesta di rimborso.
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Sanzioni disciplinari: quando l’errore è scusabile
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di sanzioni disciplinari inflitte a un dirigente sanitario per presunte irregolarità nei pagamenti a una struttura assistenziale. La Corte ha stabilito che la condotta, derivante da un'interpretazione plausibile di norme complesse e poco chiare, non costituisce illecito disciplinare.
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Abuso contratti a termine: risarcimento e novità
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso contratti a termine nel settore pubblico, analizzando se la stabilizzazione del lavoratore escluda il risarcimento del danno. Con l'ordinanza interlocutoria, la Corte rimette la questione alla pubblica udienza per valutare l'impatto delle recenti riforme del 2024 sui giudizi pendenti.
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Promessa di pagamento e restituzione delle somme
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione di somme anticipate per l'acquisto di arredi destinati alla futura casa coniugale. Il caso riguarda una donna che aveva versato denaro al partner, il quale, dopo la rottura del fidanzamento, aveva trattenuto i mobili impegnandosi però a rimborsare quanto ricevuto. La Suprema Corte ha stabilito che la promessa di pagamento esonera il creditore dal dover provare il rapporto sottostante, gravando sul debitore l'onere di dimostrare l'eventuale inesistenza del debito.
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