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Art. 1158 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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741 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Prova usucapione: coltivare non basta, serve di più
Un soggetto sosteneva di aver acquisito per usucapione una porzione di terreno basandosi sulla sua coltivazione per oltre vent'anni. Dopo una decisione favorevole in secondo grado, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che per la prova usucapione non è sufficiente la semplice coltivazione. È indispensabile dimostrare atti concreti che manifestino un'opposizione al diritto del proprietario, ovvero un possesso esercitato con l'animo e le azioni di un vero titolare del diritto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Usucapione respinta: quando la restituzione la esclude
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che rivendicava l'usucapione di un ripostiglio. La Corte ha stabilito che la domanda del proprietario era una legittima azione di rivendicazione e che la precedente riconsegna del bene da parte del ricorrente costituiva una rinuncia tacita all'usucapione, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava l'acquisto della proprietà per possesso prolungato.
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Giudizio possessorio: no res judicata sul petitorio
La Corte di Cassazione chiarisce la netta distinzione tra tutela possessoria e petitoria. Una precedente sentenza favorevole in un giudizio possessorio, che tutela una situazione di fatto, non ha efficacia di giudicato in una successiva causa di rivendicazione, che accerta il diritto di proprietà. La Corte ha respinto il ricorso di due soggetti che, pur avendo ottenuto in passato la reintegrazione nel possesso di un terreno, sono risultati soccombenti nella causa di rivendicazione della proprietà intentata dalla controparte, la quale ha dimostrato il proprio titolo anche per usucapione.
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Usucapione lastrico solare: possesso deve esser pubblico
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'usucapione di un lastrico solare. Con l'ordinanza n. 11639/2024, ha stabilito che il possesso, per essere valido ai fini dell'usucapione, deve essere pubblico, ovvero visibile a una generalità di persone e non solo al proprietario. Un possesso esercitato in modo nascosto e non percepibile dall'esterno è considerato clandestino e non idoneo a far maturare l'usucapione del lastrico solare. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello per aver deciso su un appello incidentale condizionato, nonostante la condizione non si fosse verificata.
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Prova usucapione: coltivare non basta per possedere
Una famiglia chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di un compendio immobiliare utilizzato da decenni. La Corte di Appello aveva respinto la domanda, ritenendo non raggiunta la prova usucapione, poiché la mera coltivazione e abitazione non erano sufficienti a dimostrare un possesso con l'intenzione di essere proprietari, a fronte di atti di gestione compiuti dai titolari formali. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e sottolineando che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Possesso ad usucapionem: il taglio della legna
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere la proprietà di un fondo per usucapione non è sufficiente compiere attività come il taglio della legna. È necessario dimostrare un possesso ad usucapionem, ovvero un potere sul bene esercitato in modo palese e inequivocabile come se si fosse il proprietario (uti dominus), manifestando un'opposizione concreta al diritto del titolare effettivo. La mera coltivazione o manutenzione, infatti, può essere compatibile con la semplice tolleranza del proprietario e non costituisce, da sola, prova sufficiente.
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Regolamento di confini: i titoli di proprietà prevalgono
In una causa di regolamento di confini tra proprietari vicini, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva stabilito la linea di confine basandosi sulla posizione di una recinzione. L'ordinanza afferma che, in un'azione di regolamento di confini, il giudice deve prioritariamente esaminare i titoli di proprietà e gli eventuali atti di frazionamento. Solo in caso di incertezza residua può ricorrere ad altri mezzi di prova, come le mappe catastali o le testimonianze.
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Usucapione su beni PEEP: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11392/2024, chiarisce un importante principio sull'usucapione su beni PEEP. Un terreno, originariamente parte del patrimonio indisponibile del Comune perché inserito in un Piano di Edilizia Economica e Popolare, diventa suscettibile di usucapione una volta che viene ceduto in piena proprietà a un soggetto privato (come una cooperativa). La cessione, infatti, fa venir meno la destinazione pubblica del bene, rendendolo commerciabile e soggetto alle normali regole del possesso. La Corte ha quindi confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto l'usucapione a favore di alcuni condomini che per oltre vent'anni avevano posseduto una porzione di terreno adiacente al loro edificio, originariamente assegnata a un'altra cooperativa.
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Servitù di passaggio: il requisito dell’apparenza
Dei proprietari terrieri hanno citato in giudizio una vicina per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio acquisita per usucapione sul suo terreno. I tribunali di merito avevano dato loro ragione, ma la proprietaria ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, specificando che la mera esistenza e l'uso prolungato di un sentiero non sono sufficienti. Per l'usucapione, la servitù di passaggio deve essere 'apparente', ovvero devono esistere opere visibili e permanenti che dimostrino in modo inequivocabile lo scopo specifico del percorso a servizio del fondo dominante. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato su questo principio. La parte del ricorso relativa alla determinazione dei confini è stata dichiarata inammissibile.
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Dies a quo usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12733/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di usucapione di servitù. Il caso riguardava una costruzione realizzata in violazione delle distanze legali. La Corte ha stabilito che il termine ventennale per l'usucapione (dies a quo usucapione) non inizia a decorrere dalla realizzazione della sola struttura portante, ma dal momento in cui l'edificio è completato nella sua forma definitiva e visibile, rendendo evidente la lesione del diritto del vicino. La Corte ha rigettato il ricorso del condominio costruttore, confermando che l'onere della prova su tale momento spetta a chi intende usucapire il diritto.
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Giudicato esterno: l’omissione di pronuncia non vale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omissione di pronuncia su una specifica domanda in un precedente giudizio non costituisce un giudicato esterno che possa precluderne la riproposizione. Il caso riguardava la nullità di una donazione, domanda su cui un primo giudice non si era espresso. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'azione per la presenza di un presunto giudicato, rinviando la causa per l'esame nel merito.
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Distanze tra costruzioni e l’abuso edilizio altrui
Un proprietario ha sopraelevato il proprio immobile, ma il vicino ha agito in giudizio per violazione delle distanze tra costruzioni. Il costruttore ha eccepito l'irregolarità edilizia dell'immobile del vicino. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eventuale abusività del fabbricato preesistente è irrilevante nei rapporti tra privati per il rispetto delle distanze, confermando l'ordine di arretramento della nuova opera.
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Termine a ritroso: la Cassazione chiarisce il calcolo
In una controversia su una servitù di veduta, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava inammissibile un appello incidentale per tardività. Il punto centrale della pronuncia riguarda il corretto calcolo del termine a ritroso: la Corte ha ribadito che, se il giorno di scadenza di un termine calcolato all'indietro cade in un giorno festivo, il termine deve essere anticipato al primo giorno non festivo precedente e non posticipato. La sentenza ha anche affrontato la questione delle prove nuove in appello, ritenendo legittima l'ammissione di una fotografia considerata indispensabile ai fini della decisione sull'usucapione.
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Azione di rivendicazione: quando si può riavere un bene
Un erede ha intentato un'azione di rivendicazione per un terreno agricolo che gli occupanti avevano donato ai propri figli. Sebbene la Corte d'Appello abbia respinto la domanda basata sul diritto di proprietà per insufficienza di prove, ha comunque ordinato la restituzione del bene. La Cassazione ha confermato questa decisione, riqualificando la pretesa dell'erede come un diritto personale di restituzione, derivante dall'estinzione di precedenti contratti agrari. La Corte ha inoltre ribadito la nullità della donazione di un bene altrui.
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Interpretazione contratto: il significato letterale
Una venditrice cita in giudizio l'acquirente di un immobile e la notaia rogante per ottenere la consegna di un assegno di 10.000 euro, tenuto in deposito fiduciario. La consegna era subordinata alla 'sistemazione catastale' di un torrino. L'acquirente si opponeva, sostenendo che la venditrice non avesse provato la proprietà del bene. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che l'interpretazione del contratto deve attenersi al significato letterale delle parole. 'Sistemazione catastale' significava solo regolarizzazione formale dei registri, non prova della proprietà, poiché il bene era già stato trasferito nel rogito principale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Usucapione bene confiscato: a chi rivolgersi?
Una cittadina rivendicava la proprietà di un immobile per usucapione, ma il bene era stato oggetto di confisca penale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17813/2024, ha stabilito che la domanda è inammissibile in sede civile. Per far valere un diritto di usucapione su un bene confiscato, il terzo deve prima rivolgersi al giudice dell'esecuzione penale per ottenere la revoca della confisca, dimostrando anche la propria buona fede. Solo successivamente potrà adire il giudice civile.
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Azione di rivendica: la prova rigorosa della proprietà
Un proprietario ha agito in giudizio per accertare la sua proprietà su due fondi e chiederne la restituzione. I giudici hanno qualificato la domanda come azione di rivendica, rigettandola perché non era stata fornita la prova rigorosa della proprietà, ritenendo insufficiente la sola dichiarazione di successione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso e ribadendo che la qualificazione della domanda spetta al giudice e che in caso di 'doppia conforme' non è possibile riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Legittimazione attiva amministratore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della legittimazione attiva dell'amministratore di condominio. In un caso di occupazione sine titulo di un'area comunale, la Suprema Corte ha confermato che l'amministratore non può avanzare una domanda di usucapione senza un mandato specifico da parte di tutti i condomini. La domanda è stata dichiarata inammissibile, e il ricorso del condominio respinto, con condanna al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
Una associazione sportiva, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per l'usucapione di un terreno, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso con l'accordo delle controparti. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e dell'accettazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
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Usucapione bene proprio: la Cassazione rinvia il caso
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema dell'usucapione bene proprio. Dei proprietari, dopo aver acquistato regolarmente un immobile, hanno cercato di ottenerne la dichiarazione di acquisto per usucapione per difendersi da un pignoramento. Le corti inferiori hanno rigettato la domanda, sostenendo che non si può usucapire un bene di cui si è già proprietari. La Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione, ha sospeso la decisione in attesa di un'altra pronuncia su un caso analogo.
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