LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 115 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 40

4389 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Sale and lease back: quando è nullo per patto commissorio?
Un'impresa contesta la validità di un'operazione di sale and lease back, sostenendo che mascheri un patto commissorio vietato dalla legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, chiarendo che per dichiarare la nullità del contratto è necessario provare la presenza di specifici indici sintomatici, come un debito preesistente tra le parti e una sproporzione del prezzo. In assenza di tali prove, il contratto di sale and lease back è stato ritenuto valido e legittimo.
Continua »
Onere della prova bollette: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'onere della prova nelle bollette energetiche. Un'impresa commerciale aveva contestato una fattura di conguaglio, ma il suo ricorso è stato respinto. La Corte ha chiarito che i dati di consumo comunicati dal distributore godono di una presunzione di veridicità, superabile solo con contestazioni specifiche da parte dell'utente. Una contestazione generica non è sufficiente per invertire l'onere della prova a carico della società fornitrice.
Continua »
Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
Continua »
Decadenza impugnazione somministrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34898/2025, ha stabilito che in caso di successione di contratti di somministrazione a termine, la decadenza dell'impugnazione va calcolata singolarmente per ciascun contratto. L'impugnazione dell'ultimo contratto non estende i suoi effetti ai precedenti, per i quali il termine decorre dalla rispettiva scadenza. Il caso riguardava una lavoratrice che, avendo impugnato solo l'ultimo di una serie di contratti, si è vista rigettare la domanda di accertamento dell'illegittimità dei rapporti precedenti per intervenuta decadenza. La Corte ha confermato la decisione, precisando che non esiste un unico rapporto continuativo fino all'accertamento giudiziale dell'illegittimità.
Continua »
Manipolazione Euribor: Cassazione attende la UE
In una causa relativa a un contratto di leasing, una società ha contestato la validità delle clausole sugli interessi basate sull'Euribor, denunciandone l'indeterminabilità a causa della nota manipolazione del tasso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è motivata dalla pendenza di una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, chiamata a chiarire le conseguenze della manipolazione Euribor sui contratti stipulati con i clienti finali.
Continua »
Qualifica dirigenziale: no al riesame delle prove
Un ex dipendente ha richiesto il riconoscimento della qualifica dirigenziale e il risarcimento per demansionamento. La Corte d'Appello ha respinto le sue domande, non ritenendo provate le mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove testimoniali spetta ai giudici di merito e non può essere riconsiderata in sede di legittimità. Anche il ricorso dell'azienda è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Prova lavoro straordinario: la documentazione firmata
Un lavoratore con mansioni di piazzista ha richiesto il pagamento del lavoro straordinario, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la documentazione giornaliera firmata dal dipendente, attestante gli orari, costituisce una prova lavoro straordinario cruciale. Il ricorso è stato rigettato perché la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se non in casi specifici di violazione di legge.
Continua »
Compatibilità amministratore e dipendente: la Cassazione
Un dirigente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di retribuzioni non pagate. La società ha opposto in compensazione le somme percepite dal dirigente quando era anche amministratore delegato, sostenendo l'incompatibilità delle due cariche. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso. La sentenza chiarisce i limiti della compatibilità amministratore e dipendente e la distinzione tra compensazione legale e giudiziale, ribadendo che la valutazione dei fatti non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Qualifica superiore: non basta il tipo di veicolo
Un lavoratore del settore servizi ambientali ha richiesto una qualifica superiore, negata nei primi due gradi di giudizio perché non aveva provato di guidare veicoli specifici. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per la qualifica superiore non conta il tipo di veicolo, ma la complessità e l'autonomia delle mansioni svolte. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Contratto a progetto: quando la nullità non è licenziamento
La Cassazione rigetta il ricorso di alcuni lavoratori, confermando che la conversione di un contratto a progetto nullo in rapporto subordinato non trasforma la naturale scadenza del termine in un licenziamento illegittimo. I ricorrenti sono stati condannati per abuso del processo.
Continua »
Accordo aziendale: la Cassazione sulla sua efficacia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento di un premio di produttività secondo un vecchio accordo aziendale, ormai scaduto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il nuovo accordo aziendale, che disciplinava specificamente il premio, prevale su quello precedente, la cui data di scadenza era stata esplicitamente fissata e superata.
Continua »
Notifica atto diverso: ricorso inammissibile
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché in appello era stato notificato un atto completamente diverso, ledendo il diritto di difesa della controparte. La notifica di un atto diverso equivale a una notifica inesistente, un vizio insanabile che impedisce l'esame del merito della causa.
Continua »
Aggiornamento ISTAT: richiesta scritta e locazione
La Corte di Cassazione chiarisce che per i contratti di locazione stipulati prima della legge 431/1998, la richiesta scritta annuale per l'aggiornamento ISTAT del canone rimane un requisito fondamentale. Il pagamento spontaneo da parte del conduttore non sana l'omissione della richiesta da parte del locatore. La Corte ha rigettato sia il ricorso del proprietario, che contestava la necessità della richiesta, sia quello degli inquilini, relativo ad altre questioni, confermando la decisione della Corte d'Appello e compensando le spese per soccombenza reciproca.
Continua »
Notifica inesistente: quando l’atto è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente a causa di una notifica inesistente. La sentenza chiarisce che la consegna di un atto processuale completamente diverso da quello depositato non costituisce una mera nullità sanabile, ma un'inesistenza della notifica che lede il diritto di difesa e non può essere superata, rendendo l'impugnazione inefficace fin dall'origine.
Continua »
Riconoscimento vizi: quando l’intervento non basta
Una farmacia acquista un distributore automatico difettoso. La Corte d'Appello risolve il contratto, considerando gli interventi tecnici del venditore come un "riconoscimento vizi". La Corte di Cassazione annulla la decisione, specificando che un semplice intervento non è sufficiente, ma è necessario un impegno preciso e specifico per eliminare i difetti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Onere della prova: la Cassazione chiarisce i limiti
Una cittadina, caduta a causa di una buca stradale, si è vista rigettare la richiesta di risarcimento dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo i limiti del proprio sindacato sulla valutazione delle prove e i termini processuali per la contestazione dei fatti. La Suprema Corte ha ribadito che non può sostituirsi al giudice di merito nel valutare l'attendibilità delle testimonianze, se la motivazione della sentenza impugnata è coerente. L'onere della prova del nesso causale tra la buca e la caduta gravava interamente sulla danneggiata.
Continua »
Sospensione feriale termini: no per l’esecuzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato tardivamente. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: nei procedimenti di opposizione all'esecuzione, non si applica la sospensione feriale dei termini. Il caso riguardava dei creditori che, dopo aver ottenuto una condanna contro una società poi estinta, avevano agito contro gli ex soci. Questi ultimi si erano opposti all'esecuzione e il ricorso dei creditori contro la loro vittoria è stato giudicato tardivo proprio per l'errato calcolo dei termini, che non dovevano tener conto della pausa estiva.
Continua »
Restituzione bene leasing: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società alberghiera che chiedeva la restituzione di oltre 19 milioni di euro di canoni versati per contratti di leasing. La decisione si fonda sulla mancata prova della restituzione bene leasing di uno degli immobili oggetto del contratto, confermando che la riconsegna è un presupposto indispensabile per poter richiedere la restituzione delle somme pagate.
Continua »
Clausola floor nei leasing: quando è valida?
Una società utilizzatrice ha contestato la validità di una clausola floor inserita in un contratto di leasing per un capannone industriale, sostenendone la natura vessatoria e la qualifica di derivato implicito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ha stabilito che la clausola floor non è vessatoria ai sensi dell'art. 1341 c.c. e non costituisce uno strumento derivato, ma una legittima pattuizione per regolare la variabilità del tasso. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo la ricorrente riportato adeguatamente i documenti essenziali alla decisione.
Continua »
Notifica cartella non via PEC: quando è valida?
Un contribuente ha contestato una intimazione di pagamento, sostenendo che la cartella esattoriale presupposta fosse stata notificata in modo irregolare (a mano anziché tramite PEC obbligatoria). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale irregolarità costituisce una nullità sanabile e non una inesistenza. Poiché il contribuente aveva effettuato pagamenti parziali dopo aver ricevuto l'atto, ha dimostrato di averne avuto conoscenza. Questo 'raggiungimento dello scopo' ha sanato il vizio di notifica, rendendo la pretesa fiscale definitiva.
Continua »