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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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610 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Danni da randagismo: la responsabilità è dell’ASL
A seguito di un incidente stradale causato da un branco di cani, la Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per i danni da randagismo ricade sull'Azienda Sanitaria Locale (ASL) e non sul Comune. La sentenza chiarisce che, in base alla normativa regionale pugliese, la competenza per la cattura e il recupero degli animali spetta all'ASL, mentre il Comune ha solo il compito di gestire i canili per l'accoglienza degli animali già recuperati. Di conseguenza, il Comune è stato ritenuto privo di legittimazione passiva e la sentenza d'appello che lo condannava è stata annullata con rinvio.
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Accertamento induttivo: come si calcola il ricarico?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30827/2024, ha respinto il ricorso di un ristoratore contro un accertamento induttivo. I giudici hanno stabilito che, in assenza di scritture contabili attendibili, è corretto per l'Amministrazione Finanziaria ricostruire i ricavi applicando la percentuale di ricarico non solo al costo delle merci, ma a tutti i costi sostenuti per l'offerta del servizio, inclusi servizi e utenze. La decisione si fonda sulla necessità di una ricostruzione completa del volume d'affari dell'impresa.
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Azione revocatoria: la prova del debito tra coniugi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da un creditore contro trasferimenti immobiliari tra un debitore-garante e sua moglie. La coppia sosteneva che gli atti servissero a estinguere un debito preesistente tra loro. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'inefficacia dei trasferimenti. La motivazione si fonda sulla mancata prova, da parte dei coniugi, dell'esistenza di tale debito. È stato ribadito che spetta al convenuto dimostrare la natura solutoria dell'atto e la preesistenza del debito, non essendo sufficiente la mera allegazione. Inoltre, la consapevolezza della moglie del pregiudizio arrecato al creditore è stata desunta da elementi concreti, come la notifica del decreto ingiuntivo.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una congregazione religiosa contro un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. La Corte ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non commerciali non spetta a un istituto scolastico le cui rette, seppur inferiori alla media, non sono puramente simboliche, a prescindere da un eventuale perdita di esercizio. È stato inoltre negato il beneficio per un giardino non formalmente dichiarato come pertinenza e per immobili inagibili, poiché il contribuente non ha provato la conoscenza dello stato di degrado da parte del Comune nell'anno di imposta. La sentenza ribadisce il principio dell'autonomia di ogni annualità fiscale.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: il caso scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31597/2024, ha rigettato il ricorso di una congregazione religiosa contro un Comune in materia di esenzione IMU. L'ente ecclesiastico chiedeva l'esenzione per una scuola e la riduzione d'imposta per immobili inagibili. La Corte ha negato l'esenzione IMU enti ecclesiastici per l'attività scolastica, poiché la retta, seppur contenuta, non era 'simbolica', configurando così un'attività di natura commerciale. Ha inoltre negato la riduzione per gli immobili inagibili, poiché il contribuente non aveva provato di aver comunicato formalmente tale stato al Comune.
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Esenzione IMU: quando la retta scolastica è simbolica?
Una congregazione religiosa ha richiesto l'esenzione IMU per i propri immobili, inclusa una scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU per la scuola, stabilendo che la retta annuale, compresa tra 1.200 e 1.300 euro per studente, non può essere considerata 'simbolica', rendendo di fatto l'attività di natura commerciale. La Corte ha inoltre confermato l'imposta sugli immobili dichiarati inutilizzati, poiché l'ente non aveva presentato la prescritta dichiarazione al Comune né provato la sua conoscenza dello stato dei beni.
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Onere della prova nel rimborso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due contribuenti che richiedevano il rimborso di imposte versate a seguito di eventi sismici. La commissione tributaria regionale aveva accolto la richiesta, invertendo l'onere della prova a carico dell'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha cassato tale decisione, riaffermando il principio secondo cui l'onere della prova per ottenere un rimborso fiscale grava interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare non solo il diritto al rimborso ma anche l'effettivo versamento delle somme richieste. La Corte ha inoltre rilevato la genericità della domanda e la mancata presentazione di una richiesta da parte di uno dei contribuenti.
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Aspetto architettonico: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30856/2024, si è pronunciata sul delicato tema della sopraelevazione in condominio e della lesione dell'aspetto architettonico. Il caso riguardava un intervento di recupero di un sottotetto che, secondo alcuni condomini, alterava l'estetica dell'edificio. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: la valutazione dell'impatto di un'opera sull'aspetto architettonico deve considerare l'edificio nella sua interezza, come espressione di un unico progetto, e non limitarsi alla sola facciata interessata o alla visibilità da specifici punti di osservazione.
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Danno da ritardo aereo: risarcibile anche il morale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35314/2024, ha stabilito che in caso di grave disagio causato da un vettore aereo, come un significativo ritardo o la cancellazione di un volo, il passeggero ha diritto non solo alla compensazione pecuniaria prevista dalla normativa europea, ma anche al risarcimento del danno non patrimoniale. Questo tipo di danno da ritardo aereo, che comprende lo stress e la sofferenza subiti, deve essere allegato e provato, anche tramite presunzioni, e non è considerato un danno automatico. La Corte ha chiarito che la Convenzione di Montreal non preclude tale risarcimento, il cui contenuto è definito dal diritto nazionale, nel caso di specie dall'art. 2059 del codice civile.
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Appello Giudice di Pace: inammissibile il ricorso
L'appello di un Comune alla Corte di Cassazione, contro una sentenza del Giudice di Pace relativa a una bolletta idrica da 179 euro, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che per le cause di valore inferiore a 1.100 euro, il rimedio corretto non è il ricorso diretto in Cassazione, ma l'appello a motivi limitati. La decisione originale, che applicava la prescrizione biennale, diventa così definitiva.
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Servitù di passo: limiti e prova in Cassazione
In una lunga controversia su una servitù di passo, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che limitavano il diritto al solo passaggio pedonale. I proprietari del fondo dominante rivendicavano un uso carrabile, ma le prove, incluse le perizie tecniche, dimostravano che il sentiero era fisicamente inidoneo al transito di veicoli. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Legittimazione agenzia viaggi: la Cassazione decide
Un'agenzia di viaggi ha citato in giudizio un cliente per il mancato pagamento del saldo di un pacchetto turistico dopo il recesso di quest'ultimo. La Corte d'Appello aveva negato la legittimazione agenzia viaggi ad agire, considerandola una mera intermediaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che, nell'ambito dei contratti di pacchetto turistico, esiste un'unità funzionale tra i vari soggetti (cliente, agenzia, tour operator). Pertanto, l'agenzia venditrice ha il diritto di agire in giudizio per il pagamento del prezzo, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Giudizio di equità: no del giudice tributario
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato la riduzione di un accertamento fiscale basandosi su un mero giudizio di equità. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato utili extracontabili a soci di una s.r.l. a ristretta base partecipativa. I giudici di merito avevano ridotto l'imponibile, ritenendo "equa" la decisione in quanto allineata a una precedente proposta di mediazione. La Cassazione ha ribadito che il giudice tributario deve applicare le norme di diritto e non può decidere secondo equità, salvo espresse deroghe di legge, cassando la sentenza con rinvio per un nuovo esame.
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Credito ipotecario scissione: scelta del creditore
Una banca con un credito ipotecario su beni trasferiti tramite scissione societaria a un'altra società, poi fallita, si è vista negare la partecipazione al riparto. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore ha la facoltà di scegliere se insinuarsi al passivo per il debito solidale o intervenire per far valere unicamente il proprio diritto sul bene ipotecato.
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Revocazione per errore di fatto: Cassazione chiarisce
Una controversia tra una cooperativa e un consorzio porta a un'analisi sulla revocazione per errore di fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello di revocare una propria precedente sentenza. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto un credito inesigibile, ignorando una delibera successiva, prodotta in atti, che ne attestava l'esigibilità. La Cassazione ha stabilito che tale svista costituisce un errore di fatto revocatorio e non un semplice vizio di motivazione, respingendo il ricorso del consorzio.
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Distanze legali: quando si può costruire sul confine?
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti delle deroghe alle distanze legali previste dai regolamenti comunali. In un caso riguardante una tettoia costruita in aderenza a un muro sul confine, la Corte ha stabilito che l'eccezione che consente di costruire in presenza di una parete preesistente si applica solo se tale parete si trova sul fondo del vicino, e non se è stata realizzata dallo stesso proprietario che intende poi edificarvi contro. Di conseguenza, la tettoia è stata considerata illegittima e ne è stato ordinato l'arretramento alla distanza legale di 5 metri dal confine.
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Ricorso per cassazione inammissibile: limiti all’appello
Un Comune ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la sentenza di un Giudice di Pace che aveva annullato una fattura idrica di 241 euro per prescrizione. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, chiarendo che le sentenze del Giudice di Pace per cause di valore inferiore a 1.100 euro, decise secondo equità, non possono essere impugnate direttamente in Cassazione ma solo tramite un appello con motivi limitati.
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Sentenza Giudice di Pace: inammissibile il ricorso
Un Comune ha impugnato una sentenza del Giudice di Pace che aveva dichiarato prescritta una bolletta idrica di 468 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che una Sentenza Giudice di Pace di valore inferiore a 1.100 euro, decisa secondo equità, può essere impugnata solo con appello a motivi limitati e non con ricorso diretto in Cassazione.
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Sentenza giudice di pace: quando il ricorso è inammissibile
Un comune ha impugnato una sentenza del Giudice di Pace che annullava una bolletta dell'acqua per prescrizione biennale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede in un errore procedurale: per una sentenza giudice di pace di valore inferiore a 1.100 euro, decisa secondo equità, il rimedio corretto non è il ricorso diretto in Cassazione ma un appello con motivi limitati.
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Sentenza Giudice di Pace: inammissibile in Cassazione
Un Comune ha impugnato in Cassazione una sentenza del Giudice di Pace che aveva annullato una bolletta idrica per prescrizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che tali sentenze, essendo di valore inferiore a €1.100 e quindi decise secondo equità, possono essere contestate solo con un appello a motivi limitati e non con un ricorso diretto alla Suprema Corte.
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