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Art. 112 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 112 Codice di Procedura Civile

Contributo solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi sono riservati alla legge statale. Ha inoltre chiarito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e che la prescrizione si interrompe solo con la notifica dell'atto giudiziario alla controparte, non con il semplice deposito in tribunale.
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Qualifica dirigenziale: onere della prova e risarcimento
Un dipendente di un istituto bancario ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento della qualifica dirigenziale, oltre al risarcimento per demansionamento e mobbing. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La sentenza sottolinea che l'onere della prova per la qualifica dirigenziale grava interamente sul lavoratore, il quale deve fornire una dimostrazione rigorosa e comparativa delle mansioni svolte. Di conseguenza, sono state rigettate anche le domande accessorie di risarcimento.
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Impugnazione incidentale tardiva: la Cassazione decide
Una paziente cita in giudizio una clinica per un intervento chirurgico non riuscito. La clinica chiama in causa il chirurgo. La domanda della paziente viene respinta, ma le spese tra lei e il chirurgo vengono compensate. Il chirurgo propone un'impugnazione incidentale tardiva per ottenere il pagamento delle spese. La Corte d'Appello la dichiara inammissibile. La Cassazione, pur correggendo la motivazione e affermando l'ammissibilità generale dell'impugnazione incidentale tardiva, rigetta il ricorso del chirurgo nel merito.
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Utili extracontabili: motivazione apparente, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa ad utili extracontabili imputati a un socio di una s.r.l. a ristretta base sociale. Il motivo della cassazione risiede nella motivazione apparente della sentenza di secondo grado, la quale aveva applicato in modo automatico la presunzione di distribuzione degli utili al socio, senza valutare le prove contrarie fornite dal contribuente e senza indagare sull'effettiva percezione delle somme. La Corte ha ribadito che il giudice tributario non può limitarsi a un automatismo presuntivo, ma deve fornire una giustificazione logico-giuridica concreta basata sui fatti di causa.
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Compensazione e giudicato: la Cassazione decide
Una banca, condannata in appello al pagamento di una somma ingente, aveva eccepito la compensazione con un proprio controcredito, che però era oggetto di una causa separata. La Corte d'Appello aveva respinto l'eccezione proprio perché il controcredito non era certo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha accolto il ricorso della banca. La svolta è stata la produzione in giudizio della sentenza, divenuta nel frattempo definitiva (giudicato esterno), che accertava il credito della banca. La Suprema Corte ha affermato che tale documento è ammissibile anche in Cassazione e che, venuta meno la contestazione sul controcredito, l'eccezione di compensazione deve essere riesaminata. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Iscrizione a ruolo per inadempimento: è necessario?
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di mancato pagamento delle rate di un piano di dilazione, l'Agenzia delle Entrate può procedere all'iscrizione a ruolo per inadempimento dell'intero importo residuo senza necessità di una preventiva contestazione formale. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva erroneamente richiesto tale preavviso, stabilendo un principio importante in materia di riscossione tributaria.
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Devoluzione immobile allo Stato: termini per opporsi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni privati contro l'Agenzia del Demanio riguardo una devoluzione immobile allo Stato avvenuta nel 1997. La Corte ha stabilito che ogni vizio procedurale doveva essere contestato tramite opposizione agli atti esecutivi entro i termini di legge. Non essendo stato fatto, il rapporto giuridico si è consolidato e non può essere riaperto, neanche a seguito di successive declaratorie di incostituzionalità.
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Definizione agevolata socio: effetti sul reddito
Una società di persone definisce la propria pendenza con il fisco attraverso una definizione agevolata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che tale accordo non si estende automaticamente al socio. L'avviso di accertamento per il reddito di partecipazione del socio resta valido e autonomo. Il condono della società non annulla l'imponibile accertato, che continua a essere la base per la pretesa fiscale nei confronti del singolo socio che non ha aderito a sua volta a una forma di definizione agevolata.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
Una contribuente si oppone a un avviso di accertamento per Irpef, Irap e Iva. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ribalta la decisione. La Corte di Cassazione, tuttavia, annulla la sentenza d'appello per vizio di motivazione apparente, poiché il giudice di secondo grado non aveva fornito un ragionamento comprensibile e specifico, limitandosi a formule generiche. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Competenza sezioni impresa: esclusa per società di fatto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30540/2025, ha respinto un ricorso per regolamento di competenza, chiarendo i limiti della giurisdizione delle sezioni specializzate in materia di impresa. Sebbene la competenza si debba valutare sulla base della domanda dell'attore e non nel merito, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni impresa non si estende alle controversie tra società di persone, come una società di fatto che eserciti un controllo su una s.n.c. Tale competenza è infatti limitata per legge principalmente alle società di capitali.
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Accertamento induttivo: nullo se il campione è esiguo
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento basato su un'analisi delle percentuali di ricarico. L'Agenzia delle Entrate aveva utilizzato un campione di soli 69 prodotti su oltre 3600 commercializzati dalla società per fondare un accertamento induttivo. I giudici hanno ritenuto tale campione del tutto inadeguato a dimostrare l'inattendibilità delle scritture contabili, formalmente corrette, rendendo così l'intero accertamento illegittimo.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un vizio di omessa pronuncia. I giudici di merito non avevano esaminato le eccezioni sollevate da un subappaltatore riguardo l'accettazione dei lavori, la decadenza e la prescrizione del diritto dell'impresa costruttrice a contestare vizi e difformità. La Cassazione ha ritenuto tali eccezioni decisive e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che tenga conto di questi punti fondamentali.
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Eccezioni non riproposte: la rinuncia in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel processo tributario, le questioni e le eccezioni accolte in primo grado ma non specificamente riproposte in appello si considerano rinunciate. Questo principio si applica anche se la parte appellata non si costituisce in giudizio (rimane contumace). Nel caso specifico, una commissione tributaria regionale aveva erroneamente esaminato motivi assorbiti in primo grado e non ripresentati dall'appellato, annullando la decisione. La Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il giudice d'appello, una volta riformata la motivazione del primo giudice, non poteva esaminare d'ufficio questioni ormai rinunciate dalla parte.
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Vizi costruzione immobile: notifica e responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna di due società per gravi vizi di costruzione in un immobile. La sentenza chiarisce che un errore nel nome della società in una notifica non la invalida se il destinatario è comunque identificabile. Inoltre, la società che acquista un edificio al rustico e lo completa per poi venderlo, assume la responsabilità per tutti i difetti, anche quelli preesistenti. Rigettati quindi i ricorsi delle società costruttrici basati su presunti vizi procedurali e sull'errata attribuzione di responsabilità.
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Quietanza di pagamento: limiti e valore probatorio
Un proprietario immobiliare contesta una richiesta di pagamento per lavori di finitura esibendo una ricevuta generica. La Corte di Cassazione stabilisce che una quietanza di pagamento attesta l'estinzione solo del debito specifico a cui si riferisce e non di obbligazioni diverse e successive. La pretesa dell'impresa è stata accolta poiché la quietanza riguardava precedenti lavori di ricostruzione e non le finiture extra oggetto della causa.
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Patrocinio a spese dello Stato: fase cautelare autonoma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30481/2025, ha stabilito che nei giudizi amministrativi la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato deve riconoscere un compenso autonomo per la fase cautelare. La Corte ha accolto il ricorso di un avvocato, chiarendo che tale fase non può essere assorbita in altre, come quella istruttoria, data la sua specifica previsione nelle tabelle ministeriali. È stato inoltre confermato che il Ministero dell'Economia è il soggetto passivo corretto in questi procedimenti.
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Omessa pronuncia: Cassazione cassa con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per omessa pronuncia. Il giudice di secondo grado aveva omesso di esaminare uno dei tre motivi di appello proposti da una società contro un avviso di addebito dell'ente previdenziale, relativo a presunti sgravi contributivi illegittimamente fruiti. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del motivo ignorato.
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Specificità del ricorso: Cassazione su ultrapetizione
L'ente previdenziale ricorre in Cassazione lamentando un vizio di ultrapetizione da parte della Corte d'Appello, che aveva annullato un avviso di addebito per intero, nonostante una parte della pretesa contributiva fosse passata in giudicato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per difetto di specificità del ricorso. L'ente non ha chiarito se le due contestazioni (distacco illecito e mancanza di certificato di agibilità) fossero autonome e a quali importi specifici si riferissero, impedendo di valutare l'effettiva sussistenza del vizio denunciato.
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Omessa pronuncia e CCNL: il caso in Cassazione
Un'azienda ottiene in appello l'annullamento di una richiesta di contributi INPS perché basata su un CCNL errato. La Corte di Cassazione, tuttavia, cassa la sentenza per omessa pronuncia, stabilendo che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare la domanda subordinata dell'ente, volta a ricalcolare i contributi sulla base del CCNL corretto. La Corte ha chiarito che il rigetto della pretesa principale non esime il giudice dal decidere su tutte le domande formulate.
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Ricollocazione dirigente: l’obbligo prima del concorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di riorganizzazione aziendale che porta alla soppressione di un incarico dirigenziale, l'azienda sanitaria ha l'obbligo di tentare la ricollocazione del dirigente prima di indire una nuova selezione pubblica per le posizioni neocostituite. La sentenza chiarisce che il semplice carattere di 'novità' delle nuove strutture non è sufficiente a giustificare l'immediato ricorso a una procedura comparativa, ignorando l'obbligo di repechage previsto dalla contrattazione collettiva. La Corte ha accolto il ricorso della dirigente, il cui incarico era cessato ante tempus, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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