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Art. 111 Costituzione — Sezione Seconda Penale

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650 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Turbativa d’asta: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per turbativa d'asta e autoriciclaggio, rinviando il caso alla Corte d'Appello. La decisione si basa sul principio che, per configurare il reato, non è sufficiente presentare un documento falso per essere ammessi a una gara pubblica; è necessario dimostrare che tale artificio abbia concretamente inciso sullo svolgimento e sull'esito della gara stessa, alterando la concorrenza. La condanna per calunnia è stata invece confermata.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata allegazione di una nuova elezione di domicilio contestuale all'atto di impugnazione. Secondo la Corte, la Riforma Cartabia impone, a pena di inammissibilità, che la dichiarazione o elezione di domicilio sia successiva alla sentenza impugnata, rendendo irrilevanti le precedenti elezioni fatte nel corso del primo grado di giudizio. La sentenza sottolinea il rigore formale introdotto dalla nuova normativa per garantire la consapevolezza dell'imputato nel proseguire il percorso giudiziario.
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Ricorso per cassazione: obbligatoria la firma legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia penale perché proposto personalmente dall'imputata anziché da un avvocato abilitato. La decisione conferma che l'art. 613 c.p.p. impone, a pena di inammissibilità, la rappresentanza tecnica di un difensore specializzato, ritenendo tale requisito conforme alla Costituzione data l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità.
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Confisca di prevenzione: no alla giustificazione da evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un decreto di confisca di prevenzione emesso dalla Corte d'Appello. Il caso verteva sulla possibilità di giustificare un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati adducendo proventi derivanti da evasione fiscale. La Corte ha confermato l'orientamento consolidato secondo cui, nel contesto delle misure di prevenzione, i proventi da evasione fiscale sono considerati illeciti e non possono legittimare l'acquisto di beni, ribadendo la netta distinzione e autonomia tra il procedimento di prevenzione e quello penale.
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Ricorso in Cassazione: Firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22664/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente dall'imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, è obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, escludendo la facoltà dell'imputato di agire personalmente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello imputato assente: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati, giudicati in assenza nel primo grado, il cui appello era stato respinto per motivi formali. La sentenza conferma che, a seguito della Riforma Cartabia, l'appello dell'imputato assente deve essere accompagnato, a pena di inammissibilità, da uno specifico mandato e da una nuova elezione di domicilio rilasciati dopo la sentenza. La Corte ha ritenuto tale onere non irragionevole e conforme ai principi costituzionali, in quanto mira a garantire la volontà consapevole dell'imputato di impugnare.
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Patteggiamento in appello: rinuncia e nullità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concluso un accordo per il patteggiamento in appello, contestava il mancato esame da parte del giudice di questioni di nullità e inutilizzabilità delle prove. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice ai soli termini dell'accordo stesso.
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Ricorso per Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per Cassazione personale presentato da un imputato condannato per tentata rapina e lesioni. L'ordinanza ribadisce che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., solo un avvocato abilitato può presentare ricorso, respingendo come manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata.
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Deficit motivazionale: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di estorsione aggravata dal metodo mafioso legato a lavori pubblici. La Corte ha annullato l'assoluzione di un imputato e la condanna di un altro, ravvisando in entrambi i casi un deficit motivazionale nella sentenza d'appello. Le prove, in particolare alcune intercettazioni, non erano state valutate in modo logico e completo. Per altri due imputati, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e le condanne confermate.
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Ricorso straordinario: errore di fatto della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36535/2025, ha corretto un proprio errore percettivo. Inizialmente, aveva dichiarato inammissibile un ricorso straordinario confondendo il provvedimento impugnato. Riconosciuto lo sbaglio, la Corte ha revocato la precedente ordinanza e ha riesaminato il caso, dichiarando però il nuovo ricorso inammissibile perché mirava a una rivalutazione nel merito, estranea all'ambito dell'errore di fatto.
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Pena sostitutiva: cumulo con sospensione condizionale
Un imputato, condannato per appropriazione indebita, si è visto ridurre la pena in appello con sospensione condizionale. La Cassazione, pur respingendo i motivi sulla colpevolezza, ha accolto il ricorso sulla mancata pronuncia riguardo la conversione in pena sostitutiva pecuniaria, annullando con rinvio su questo punto specifico. Si è affermata l'applicabilità della legge più favorevole per i reati commessi prima della Riforma Cartabia.
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Ricorso per cassazione: limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato in custodia cautelare per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che non è possibile presentare in sede di legittimità motivi nuovi, non sottoposti precedentemente al Tribunale del riesame. Inoltre, ha ribadito che il ricorso per cassazione non può vertere su una nuova valutazione delle prove, ma solo sul controllo della logicità della motivazione del provvedimento impugnato.
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Difesa dell’ente: nomina del difensore e appello
La Cassazione annulla un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello di due società contro un sequestro preventivo. Il caso riguarda la cruciale questione della nomina del difensore per la difesa dell'ente: se nominato dal legale rappresentante indagato, la nomina è illegittima. La Corte stabilisce che la mancata proposizione del riesame, dovuta all'assenza di un difensore legittimo, non preclude la possibilità di presentare appello per la revoca della misura. I ricorsi dei soci, invece, sono stati dichiarati inammissibili.
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Rescissione giudicato: no se l’imputato sa del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la rescissione del giudicato di un imputato che, pur avendo un avvocato poi cancellato dall'albo, aveva ricevuto personalmente le notifiche degli atti fondamentali del processo. Secondo la Corte, tale conoscenza personale del procedimento esclude l'ignoranza incolpevole e impone all'imputato un onere di diligenza nel seguire l'andamento del proprio caso.
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Ricorso per cassazione: quando l’imputato non può farlo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da tre imputati. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso per cassazione sia sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La Corte ribadisce che questa regola non viola il diritto di difesa, data l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria.
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Impugnazione ordinanza interlocutoria: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che respingeva una prima istanza di patteggiamento per incompletezza. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di un'ordinanza interlocutoria è esclusa se il provvedimento non ha carattere definitivo e non incide sulla libertà personale, in applicazione del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.
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Appello penale: mandato e domicilio da depositare insieme
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20318/2024, ha dichiarato inammissibile un appello penale perché il mandato a impugnare e l'elezione di domicilio non erano stati depositati contestualmente all'atto di appello, come richiesto dalla riforma Cartabia per gli imputati assenti. La Corte ha chiarito che il deposito frazionato di tali documenti, anche se avvenuto entro il termine per impugnare, costituisce un vizio insanabile che porta all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Ricorso per cassazione personale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per rapina aggravata. La decisione si basa sulla normativa post-riforma (L. 103/2017) che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. La Corte ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che il ricorso per cassazione personale non è più consentito.
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Pena pecuniaria sostitutiva e continuazione di reati
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pena in caso di continuazione tra reati, chiarendo un punto fondamentale: se il reato 'satellite' è stato punito con una pena pecuniaria sostitutiva, l'aumento di pena per la continuazione deve essere anch'esso di natura pecuniaria e non detentiva. La sentenza ha annullato la decisione precedente, ricalcolando sia la pena principale, sia la durata della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, adeguandola alla pena base del reato più grave.
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Ribaltamento sentenza assoluzione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità del ribaltamento di una sentenza di assoluzione in appello senza rinnovare l'istruttoria. Il caso riguarda due imputati per tentata rapina, uno dei quali assolto in primo grado e condannato in appello. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo che il ribaltamento della sentenza di assoluzione è possibile senza una nuova assunzione delle prove se la decisione si basa su elementi probatori completamente ignorati dal primo giudice, anziché su una diversa valutazione della loro attendibilità.
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