L'imputato ha sottratto alcuni beni e ha poi utilizzato la propria automobile contro delle persone per fuggire e trattenere la refurtiva. La difesa ha chiesto di derubricare l'accusa in semplice furto, contestando l'assenza di contestualità temporale della violenza, e ha invocato l'attenuante del danno lieve. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per rapina impropria a due anni di reclusione e quattrocento euro di multa, oltre a tremila euro da versare alla Cassa delle ammende. I giudici hanno chiarito che il reato sussiste anche se la violenza avviene in un luogo diverso o contro soggetti terzi, purché sussista un legame temporale unitario volto a garantire l'impunità o il possesso del bottino.
Continua »