La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Contribuente contro un accertamento fiscale IRPEF. L'Amministrazione Fiscale aveva contestato investimenti non giustificati. Il Contribuente aveva impugnato l'accertamento, ma il suo ricorso in Cassazione è stato notificato tramite un servizio postale privato prima del 10 settembre 2017. La Corte ha ribadito che, all'epoca, solo Poste Italiane S.p.A. poteva gestire la **notifica atti tributari** e giudiziari. Pertanto, la notifica effettuata da un privato era inesistente e non sanabile. La successiva notifica tramite ufficiale giudiziario è avvenuta oltre i termini previsti, rendendo il ricorso tardivo e, di conseguenza, inammissibile. Il Contribuente deve pagare le spese legali.
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