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art. 107 TFUE

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190 provvedimenti

Rimborso IVA e IRAP per calamità: la Cassazione fissa i limiti
Un lavoratore autonomo della provincia di Catania ha chiesto il rimborso del 50% di IVA e IRAP versate tra il 2002 e il 2005, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite da calamità naturali. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio. Per l'IVA, la Corte ha rigettato definitivamente la domanda del contribuente, poiché il rimborso IVA e IRAP per calamità contrasta con il principio europeo di neutralità fiscale dell'imposta. Per l'IRAP, la Corte ha annullato la decisione precedente con rinvio: il giudice di merito dovrà verificare se l'agevolazione rispetti i limiti europei degli aiuti de minimis o se compensi effettivamente i danni subiti senza sovracompensazioni. L'onere della prova spetta interamente al contribuente.
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Aiuti di Stato: sconti INAIL revocati se c’è sovracompensazione
Un'impresa colpita dall'alluvione del 1994 chiedeva il rimborso dei premi assicurativi versati in eccesso all'INAIL, invocando la riduzione al dieci per cento prevista dalla legge. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ordinando la restituzione di quanto già percepito. I giudici hanno accertato che l'impresa aveva già ottenuto altri indennizzi e finanziamenti agevolati, superando la soglia massima consentita ed escludendo il diritto a ulteriori agevolazioni per evitare una sovracompensazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i finanziamenti a tasso agevolato costituiscono un vantaggio economico da calcolare nel cumulo dei benefici. Di conseguenza, le agevolazioni che superano il danno effettivo si configurano come aiuti di Stato incompatibili con il mercato europeo e devono essere restituite.
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Sgravi contributivi per calamità naturali: da rimborso a debito
Un'impresa colpita dall'alluvione del 1994 in Piemonte ha chiesto il rimborso del 90% dei contributi versati a INPS e INAIL, avvalendosi degli sgravi contributivi per calamità naturali. Dopo aver ottenuto provvisoriamente le somme in base a una sentenza provvisoria, la Corte d'Appello, applicando la normativa europea sugli aiuti di Stato, ha rideterminato l'effettivo danno subìto tramite perizia tecnica. Poiché il rimborso ottenuto superava di molto il danno reale, l'impresa è stata condannata a restituire oltre tre milioni di euro complessivi agli enti previdenziali. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che le somme pagate in esecuzione di una sentenza non ancora definitiva non costituiscono aiuti già definitivamente concessi, escludendo così il limite decennale per il recupero e ponendo l'onere della prova del danno a carico dell'impresa.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: scontro tra fisco e trasporti
L'Amministrazione Finanziaria ha negato a un'Impresa di Trasporti la deduzione IRAP costo del lavoro (cuneo fiscale) per l'anno 2011, sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per escludere l'agevolazione non basta la qualifica formale del contratto. È necessario verificare se vi sia stato un effettivo trasferimento del rischio d'impresa (tipico della concessione e assente nell'appalto) e se la tariffa applicata fosse concretamente remunerativa, cioè capace di generare utili e sensibile alle variazioni fiscali. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello sfavorevole all'impresa, rinviando la causa ai giudici di merito per un nuovo esame basato su questi principi.
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Rimborso imposte sisma 1990: sì all’IRPEF ma stop totale all’IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un contribuente il rimborso del 90% delle imposte versate (IRPEF, ILOR, IVA) per gli anni 1990-1992, in seguito al terremoto in Sicilia. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che il rimborso imposte sisma 1990 non spetta per l'IVA, poiché la riduzione contrasta con il principio europeo di neutralità fiscale. Per quanto riguarda le imposte dirette (IRPEF), la Corte ha chiarito che il rimborso per le imprese non è automatico: spetta al giudice di merito verificare il rispetto dei limiti europei del regime de minimis e l'assenza di sovracompensazioni dei danni. La sentenza è stata cassata con rinvio per i necessari accertamenti sull'IRPEF.
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Esenzione IMU scuole paritarie: quando la retta è commerciale
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento IMU e ICI nei confronti di un istituto religioso per lo svolgimento di attività didattiche. La Commissione tributaria regionale aveva riconosciuto l'agevolazione ritenendo simbolica la retta annua di 1.300 euro, poiché inferiore ai costi medi ministeriali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'esenzione IMU scuole paritarie richiede una prova rigorosa e concreta, anno per anno, della natura non commerciale dell'attività. La semplice riduzione della retta rispetto ai parametri ministeriali non equivale a un corrispettivo simbolico. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Legittimo il discarico automatico dei ruoli: Cassa Forense perde
La Cassa Previdenziale ha impugnato la decisione che legittimava il discarico automatico dei ruoli per crediti inferiori a duemila euro iscritti a ruolo entro il 1999, gestiti dall'Agente della Riscossione. La ricorrente sosteneva che tale meccanismo equivalesse a un'espropriazione del credito senza indennizzo e a un aiuto di Stato illegittimo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il discarico automatico dei ruoli elimina solo il titolo esecutivo cartolare ma non estingue il diritto di credito sottostante, che l'ente può ancora riscuotere con i mezzi ordinari. Di conseguenza, l'Agente della Riscossione non è tenuto a riversare le somme per i ruoli annullati.
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Discarico automatico dei ruoli: il credito non si estingue
Un Ente di Previdenza ha richiesto il pagamento di somme non riscosse all'Agente della Riscossione. Quest'ultimo si è opposto invocando il discarico automatico dei ruoli per crediti vecchi e di basso importo, introdotto dalla legge per razionalizzare i bilanci pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente di Previdenza. I giudici hanno chiarito che la perdita del titolo esecutivo esattoriale per i crediti inferiori a duemila euro non estingue il diritto di credito dell'ente. L'Ente di Previdenza può infatti ancora agire direttamente contro i singoli iscritti debitori con i normali strumenti del diritto civile. Pertanto, la legge non costituisce un'espropriazione senza indennizzo né un aiuto di Stato illecito.
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Rimborso imposte per calamità naturali: stop UE alle imprese
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione che riconosceva a un imprenditore il rimborso del 50% delle imposte versate negli anni dal 2002 al 2005 a seguito di gravi eventi sismici. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario, ricordando che le agevolazioni fiscali per le imprese colpite da eventi calamitosi costituiscono aiuti di Stato. Di conseguenza, tali benefici sono soggetti ai rigorosi limiti europei. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve verificare se il beneficio individuale rispetti la soglia prevista dalla regola del "de minimis" o se sussistano le condizioni di compatibilità con il mercato comune, come il nesso diretto tra danno e calamità. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame sul rimborso imposte per calamità naturali.
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Riduzione del cuneo fiscale: fisco battuto sui trasporti in perdita
L'Azienda di Trasporti ha richiesto il rimborso della maggiore IRAP versata per il 2009, invocando la riduzione del cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, circostanza che esclude l'agevolazione per le imprese di servizi pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. I giudici hanno chiarito che l'esclusione dal beneficio si applica solo se la tariffa è "remunerativa", ossia capace di generare profitto. Nel caso specifico, i bilanci dell'Azienda di Trasporti evidenziavano perdite strutturali, con ricavi tariffari ampiamente inferiori ai costi di gestione. Di conseguenza, non essendoci alcun rischio di sovracompensazione, l'azienda ha pieno diritto all'agevolazione fiscale e al relativo rimborso delle imposte versate in eccedenza.
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Rimborso tasse sisma 1990: fisco contro imprese in Cassazione
Un imprenditore siciliano ha chiesto il rimborso del novanta per cento delle imposte (IVA, IRPEF e ILOR) versate per gli anni dal 1990 al 1992, avvalendosi delle agevolazioni per le vittime del terremoto del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato la richiesta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rimborso tasse sisma 1990 non spetta per l'IVA, poiché contrasta con il diritto europeo. Per le altre imposte, il rimborso a favore delle imprese costituisce un potenziale aiuto di Stato illegittimo. Di conseguenza, i giudici hanno accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, rinviando la causa alla Commissione tributaria regionale. Quest'ultima dovrà verificare se l'agevolazione rispetti i limiti comunitari del "de minimis" o se compensi danni reali e diretti causati dal sisma, senza generare ingiustificati arricchimenti.
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Rimborso imposte sisma: negato ai professionisti senza prove
Gli eredi di un lavoratore autonomo hanno richiesto il rimborso imposte sisma per le somme versate nel triennio 1990-1992, a seguito del terremoto che colpì la Sicilia nel 1990. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei contribuenti, confermando che anche i lavoratori autonomi rientrano nella nozione europea di impresa. Di conseguenza, per ottenere il rimborso, il contribuente deve dimostrare il rispetto del limite de minimis o provare il nesso causale diretto tra il danno subito e l'evento sismico, evitando sovra-compensazioni. Non avendo fornito tale prova, i ricorrenti perdono la causa e devono versare un ulteriore contributo unificato.
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Discarico automatico dei ruoli: la Cassa perde ma il credito resta
La Cassa Previdenziale ha chiesto il pagamento di somme non riscosse all'Agente della Riscossione. Quest'ultimo si è opposto invocando il discarico automatico dei ruoli per i crediti sotto i duemila euro iscritti a ruolo prima del 1999, previsto dalla legge per razionalizzare i bilanci pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa. I giudici hanno chiarito che il discarico automatico dei ruoli si applica anche alle casse previdenziali privatizzate. Questa misura non cancella il diritto di credito, ma elimina solo la possibilità di usare la riscossione esattoriale dello Stato. La Cassa può quindi ancora agire contro i singoli debitori con i mezzi civili ordinari. Di conseguenza, non vi è alcuna espropriazione illegittima né violazione delle norme europee sugli aiuti di Stato. La Cassa perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Rimborso imposte sisma 1990: Fisco batte imprese su IVA e aiuti
Un'impresa siciliana ha richiesto il rimborso di IVA, IRPEG e ILOR per gli anni 1990-1992, beneficiando dello sconto fiscale del 90% previsto per le vittime del terremoto del 1990. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, ma i giudici di merito le hanno dato ragione. La Cassazione, accogliendo il ricorso del Fisco, ha stabilito che il rimborso imposte sisma 1990 non spetta per l'IVA, poiché lo sconto viola il principio europeo di neutralità fiscale. Per le altre imposte (IRPEG e ILOR), la Corte ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso ai giudici tributari per verificare se l'agevolazione rispetti i limiti europei sugli aiuti di Stato, in particolare la regola del "de minimis" o il nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto concesso.
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Discarico automatico dei ruoli: addio riscossione ma il credito resta
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di somme non riversate dall'Agente della Riscossione per contributi non riscossi risalenti agli anni 1998 e 1999. L'Agente della Riscossione si è opposto invocando la legge che prevede il discarico automatico dei ruoli per i crediti inferiori a duemila euro iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che il discarico automatico dei ruoli si applica anche alle casse previdenziali privatizzate. I giudici hanno chiarito che tale meccanismo elimina solo il titolo esecutivo della riscossione esattoriale per ragioni di efficienza e bilancio, ma non estingue il diritto di credito sottostante, che l'ente può ancora tentare di recuperare con le ordinarie azioni civili.
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Sgravi contributivi negati se la nuova ditta è solo un trucco
L'ente previdenziale ha contestato a un'azienda tessile la fruizione indebita di sgravi contributivi per l'assunzione di venti lavoratori precedentemente licenziati da un'altra società. Le due imprese condividevano lo stesso oggetto sociale, gli stessi locali e gli stessi macchinari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che i giudici di merito non hanno valutato globalmente questi elementi di continuità aziendale. Quando una nuova impresa assume i dipendenti licenziati da un'altra, continuando l'attività negli stessi spazi e con gli stessi strumenti, spetta al datore di lavoro dimostrare una reale novità organizzativa per ottenere gli sgravi contributivi. In mancanza di tale prova, l'operazione si considera elusiva e i benefici vengono revocati.
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Esenzione ICI negata: lo studentato che ospita turisti paga
Un'Azienda Regionale per il diritto allo studio universitario ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi da un Comune per il mancato pagamento dell'imposta sugli immobili negli anni 2009 e 2011. L'ente riteneva di avere diritto all'esenzione ICI per uno studentato. Tuttavia, la struttura veniva parzialmente locata a terzi sul mercato e gestita da una società esterna. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'esenzione non spetta se l'attività ha natura commerciale, come dimostrato dall'apertura al pubblico indifferenziato e dall'applicazione di tariffe non simboliche. Di conseguenza, l'Azienda Regionale perde la causa e deve pagare l'imposta dovuta.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: sì al rimborso anche in perdita
L'Azienda di Trasporti ha chiesto il rimborso di oltre 722mila euro per l'IRAP versata nel 2010, ritenendo di avere diritto alla deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda fosse esclusa dal beneficio poiché operava in regime di concessione e a tariffa nel settore dei trasporti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che l'esclusione dalla deduzione si applica solo se concorrono sia la concessione sia una tariffa remunerativa, capace cioè di coprire i costi fiscali e generare profitto. Nel caso specifico, l'azienda riceveva un corrispettivo fisso dal Comune e operava in grave perdita gestionale, senza incassare direttamente le tariffe dei biglietti. Di conseguenza, l'azienda ha diritto al rimborso delle somme versate in eccedenza.
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Rimborso IRAP: il fisco perde sul trasporto in concessione
Un'azienda di trasporti pubblici ha richiesto il Rimborso IRAP per gli anni 2011 e 2013, rivendicando il diritto alla deduzione del costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha respinto l'istanza, sostenendo che l'agevolazione è esclusa per le imprese operanti in concessione e a tariffa regolamentata. La Corte di Giustizia Tributaria regionale ha confermato il diniego, qualificando il rapporto come concessione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'esclusione dal beneficio fiscale richiede non solo la presenza di una concessione, ma anche di una tariffa avente natura effettivamente remunerativa, ossia capace di coprire i costi fiscali e generare un profitto. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Esenzione IMU enti non commerciali: Onlus contro Comune
Un Comune ha contestato l'esenzione IMU a una Fondazione Onlus che gestisce una struttura socio-sanitaria, ritenendo che svolgesse attività commerciali (come bar, ristorazione e lavanderia) e che le rette non fossero simboliche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'esenzione IMU enti non commerciali non spetta automaticamente alle strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Spetta infatti al contribuente dimostrare che l'attività è svolta concretamente con modalità non commerciali (gratuite o a tariffe simboliche) e non orientate al profitto. La sentenza di appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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