LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 107 TFUE

Pagina 2 di 10

190 provvedimenti

Esenzione ICI aree edificabili: cantiere o tributo?
Un Ente comunale ha emesso avvisi di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta comunale sugli immobili nei confronti di un Ente regionale. La controversia riguardava un terreno destinato alla nuova sede istituzionale e un fabbricato adibito a studentato universitario gestito da un ente strumentale. La Corte di Cassazione ha stabilito che spetta l'esenzione ICI aree edificabili anche durante i lavori di costruzione, purché l'area sia destinata in modo certo e univoco a fini istituzionali dell'ente possessore. Per quanto riguarda il collegio studentesco, la Corte ha ordinato un nuovo esame ai giudici di merito per verificare se le rette richieste agli studenti abbiano natura puramente simbolica o commerciale.
Continua »
Rimborso imposte sisma Sicilia: limiti UE e regole per imprese
Una società ha richiesto all'amministrazione finanziaria il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, invocando i benefici per il terremoto del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato l'istanza richiamando le decisioni europee contrarie agli aiuti di Stato illegittimi. I giudici tributari hanno concesso il rimborso parziale oltrepassando la soglia comunitaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il rimborso imposte sisma Sicilia per le imprese deve rispettare rigorosamente il limite del de minimis pari a 200.000 euro nel triennio, oppure richiedere la prova analitica del danno effettivo causato dalla calamità.
Continua »
Sgravi contributivi per calamità: rimborsi e limiti
Un'impresa edile otteneva la restituzione del novanta per cento dei contributi previdenziali versati, avvalendosi di sgravi contributivi per calamità a seguito di un'alluvione. Successivamente, la Commissione Europea qualificava tali benefici come aiuti di Stato, imponendo la verifica del nesso causale diretto tra i danni e le somme rimborsate per evitare sovracompensazioni. La Corte d'Appello rideterminava il risarcimento escludendo le perdite di valore dovute a successivi vincoli urbanistici e condannava la società a restituire all'ente previdenziale l'eccedenza. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, ribadendo che i benefici non possono eccedere i danni direttamente causati dall'evento naturale.
Continua »
Restituzione contributi previdenziali negata senza prove piene
Un'impresa chiedeva all'ente previdenziale la restituzione contributi previdenziali versati in eccedenza a seguito di un evento alluvionale. La legge prevedeva infatti l'abbattimento al dieci per cento dei pagamenti per le imprese colpite da calamità. L'istituto negava il rimborso contestando il divieto comunitario di sovracompensazione del danno, già coperto da precedenti finanziamenti pubblici agevolati. L'azienda sosteneva che il finanziamento avesse finalità diverse e non risarcitorie, depositando una perizia tecnica redatta dal proprio consulente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'impresa. I giudici hanno chiarito che la perizia di parte possiede valore di semplice argomentazione difensiva e non costituisce prova autonoma. In mancanza di idonee prove contrarie fornite dal datore di lavoro, il finanziamento si presume integralmente destinato alla copertura dei danni, escludendo ulteriori sgravi.
Continua »
Esenzione ICI enti religiosi: rette e bilancio
Un ente religioso ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI relativa all'anno 2009 per immobili adibiti a scuola paritaria e casa di riposo, sostenendo di avere diritto all'agevolazione fiscale. I giudici hanno respinto la richiesta poiché le attività didattiche e ricettive venivano erogate dietro pagamento di rette integrali da parte degli utenti, producendo un significativo volume d'affari idoneo al pareggio di bilancio. La Corte di Cassazione ha confermato il debito tributario, stabilendo che l'esenzione ICI enti religiosi spetta unicamente quando le prestazioni sono fornite a titolo gratuito o dietro un importo meramente simbolico, per evitare violazioni al divieto europeo di aiuti di Stato. La parte ricorrente è stata interamente condannata alle spese.
Continua »
Sgravi contributivi per calamità e restituzione
Un'azienda colpita dall'alluvione del 1994 ha richiesto e ottenuto rimborsi per contributi previdenziali versati in eccesso. L'ente previdenziale ha successivamente contestato la misura del beneficio economico. La normativa europea vieta infatti aiuti di Stato sproporzionati rispetto al danno reale. I giudici hanno accertato che la società ha percepito indennizzi superiori alle perdite documentate, generando un'indebita eccedenza economica. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione delle somme percepite in eccedenza. L'accesso agli sgravi contributivi per calamità non può mai superare l'ammontare effettivo del pregiudizio subito dall'impresa.
Continua »
Discarico automatico dei ruoli: stop riscossione ma credito vivo
Un Ente previdenziale professionale ha agito contro l'Agente della Riscossione per ottenere il riversamento di quote contributive risalenti non incassate. L'Agente ha opposto l'intervenuta cancellazione dei debiti in forza della legge di stabilità 2013. I giudici di merito hanno respinto le pretese dell'Ente e la Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. La Suprema Corte ha ribadito la piena validità del discarico automatico dei ruoli per i crediti anteriori al 1999. Questa misura cancella unicamente l'efficacia esecutiva del ruolo e risponde a esigenze di pulizia contabile dei bilanci. Il diritto di credito dell'Ente previdenziale non viene estinto e resta azionabile con gli ordinari strumenti civilistici. L'Ente previdenziale perde definitivamente la causa ed è condannato alla rifusione delle spese processuali.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: stop aiuti senza calcolo triennale
Una contribuente titolare di partita IVA richiedeva il rimborso delle tasse versate a seguito del terremoto della Sicilia orientale del 1990. I giudici tributari d'appello accoglievano la domanda, considerando l'importo richiesto inferiore alla soglia comunitaria degli aiuti di Stato. L'Agenzia delle Entrate impugnava la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando la mancata verifica complessiva dei contributi percepiti dall'impresa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Il giudice di merito non può valutare la cifra in modo isolato, ma deve conteggiare tutti i sussidi ricevuti nell'arco del triennio mobile. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame che verifichi il rispetto effettivo della disciplina sul rimborso imposte sisma 1990.
Continua »
Tasse portuali: la Cassazione apre alle Sezioni Unite
L'Agenzia delle Dogane e l'Agente della Riscossione hanno intimato a una società industriale il versamento di somme rilevanti per tasse portuali relative ad attività marittime e di sbarco. La società ha impugnato gli atti contestando la legittimità dei tributi e sostenendo il loro contrasto con le norme europee sui dazi e sugli aiuti di Stato. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Cassazione ha ravvisato un mutamento del quadro normativo e sovranazionale europeo rispetto alla natura economica delle Autorità Portuali. I giudici hanno rimesso gli atti al Primo Presidente per valutare l'assegnazione alle Sezioni Unite, aprendo a una possibile revisione completa del regime tributario applicato ai porti.
Continua »
Rimborso imposte sisma: no all’automatismo senza prove del danno
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un contribuente il rimborso del 60% delle imposte versate a seguito del terremoto del 2002. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere il rimborso imposte sisma non basta avere la sede nell'area colpita. Il contribuente deve dimostrare l'effettivo danno subito e l'assenza di sovracompensazione, oppure il rispetto dei limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso imposte terremoto: stop della Cassazione alle imprese
I Contribuenti, eredi di un cittadino colpito dal sisma del 1990, hanno richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate (IRPEF e ILOR) per gli anni 1991 e 1992, basandosi sulla legge n. 289/2002. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che tale agevolazione costituisse un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il "Rimborso imposte terremoto" non spetta a chi svolge attività economica (imprese e professionisti), a meno che non si provi il rispetto dei limiti del regime "de minimis" o la sussistenza di un nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto, senza sovracompensazioni. La causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso imposte sisma: sì ai documenti tardivi ma stop UE
Un medico pediatra ha richiesto il rimborso imposte sisma pari al 90% delle tasse versate per gli anni 1990-1992, a seguito del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la domanda iniziale fosse priva di documenti e che, trattandosi di un lavoratore autonomo, l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancanza iniziale di documenti non rende nulla la domanda, poiché le prove possono essere prodotte in giudizio. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Fisco perché i giudici d'appello non hanno verificato se il rimborso rispettasse i limiti comunitari del "de minimis" applicabili anche ai professionisti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso imposte sisma: la Cassazione smentisce il Fisco
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto un rifiuto, confermato dai giudici d'appello, ritenendo l'agevolazione un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto europeo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'imprenditore. I giudici di legittimità hanno stabilito che il divieto europeo non è assoluto: i giudici di merito devono verificare concretamente se l'agevolazione rientri nei limiti del regime de minimis o costituisca un indennizzo compatibile per calamità naturali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame, garantendo la possibilità di ottenere il rimborso imposte sisma.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: stop della Cassazione per le imprese
Un contribuente, titolare di un'impresa, ha richiesto il Rimborso imposte sisma 1990 per i tributi versati in eccesso negli anni 1990-1992. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto al rimborso, sostenendo che l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato, in particolare per quanto riguarda l'IVA. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente dato ragione al contribuente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, stabilendo che per le imprese il rimborso non è automatico. I giudici di merito avrebbero dovuto verificare la compatibilità dell'agevolazione con i limiti europei del regime de minimis o dimostrare il nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto ricevuto. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: Fisco contro imprese in Cassazione
Un imprenditore ha richiesto il rimborso delle imposte versate in eccedenza per il triennio 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'agevolazione per i redditi d'impresa costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che il rimborso imposte sisma 1990 per chi svolge attività d'impresa non è automatico. Il giudice di merito deve verificare il rispetto dei limiti europei sugli aiuti di Stato, in particolare la regola del de minimis e l'assenza di sovracompensazioni per i danni effettivamente subiti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Recupero aiuti di Stato: stop ai rimborsi facili per il sisma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un'azienda siciliana il rimborso del 90% delle imposte IRPEG e ILOR versate per il triennio 1990-1992, a seguito del sisma del 1990. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che lo svolgimento di un'attività economica qualifica il contribuente come impresa secondo il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice d'appello avrebbe dovuto verificare rigorosamente se l'agevolazione rispettasse i limiti del regolamento de minimis o se compensasse un danno effettivo e diretto causato dal terremoto, evitando sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per un nuovo esame sul recupero aiuti di Stato.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: stop all’automatismo per le imprese
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso imposte sisma 1990, pretendendo la restituzione del 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate tra il 1990 e il 1992. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e la controversia è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che le agevolazioni fiscali per le imprese colpite da calamità costituiscono aiuti di Stato. Pertanto, il giudice di merito non può concedere il rimborso in modo automatico. Deve prima verificare se l'agevolazione rispetti i limiti del regime de minimis o se compensi solo i danni effettivi senza creare sovra-compensazioni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Rimborso imposte per eventi sismici: stop della Cassazione
L'Azienda ha richiesto il rimborso del 50% di IVA, IRES e IRAP versate tra il 2002 e il 2005, invocando le agevolazioni per le zone colpite dal sisma del 2002 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che le agevolazioni fiscali per le imprese costituiscono aiuti di Stato illegittimi secondo il diritto dell'Unione Europea, a meno che non rispettino i limiti del regime de minimis o compensino danni effettivi e diretti senza sovra-compensazioni. Inoltre, il rimborso non può applicarsi all'IVA per non violare la neutralità fiscale europea. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per verificare l'effettivo rispetto di questi limiti. Il tema centrale riguarda il rimborso imposte per eventi sismici.
Continua »
Deduzione IRAP costo del lavoro: tra appalto e concessione
Una società di trasporti regionali ha richiesto il rimborso delle maggiori somme versate per non aver beneficiato della deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo che la società operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, per escludere il beneficio, devono coesistere la concessione e la tariffa. La concessione richiede il trasferimento del rischio d'impresa all'operatore, mentre l'appalto prevede un corrispettivo a carico dell'amministrazione. Poiché i giudici d'appello non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio economico e la natura della tariffa, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso imposte sisma: scontro tra agevolazioni e aiuti di Stato
Il caso riguarda la richiesta di un lavoratore autonomo per il rimborso imposte sisma, pari al 90% delle imposte versate per gli anni 1990-1992 a seguito del terremoto in Sicilia. I giudici di merito avevano accolto la domanda per l'IRPEF. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'agevolazione violi le norme europee sugli aiuti di Stato per i lavoratori autonomi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio e unire la causa a un altro ricorso simile.
Continua »