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art. 107 TFUE

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190 provvedimenti

Deduzione IRAP cuneo fiscale: no al diniego automatico
Un'azienda di trasporti regionali ha richiesto il rimborso della maggiore imposta versata, ritenendo di avere diritto alle agevolazioni per la riduzione del costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono il beneficio. I giudici di merito hanno confermato il diniego basandosi solo sulla natura pubblica dell'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che per negare la deduzione IRAP cuneo fiscale non basta la qualifica di società in house. È necessario verificare se vi sia stato un effettivo trasferimento del rischio d'impresa e se le tariffe applicate fossero realmente remunerative. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Rimborso imposte per calamità naturali: l’UE ferma le imprese
Un imprenditore ha richiesto il rimborso imposte per calamità naturali pari al 50% delle tasse versate tra il 2002 e il 2005, a seguito dei danni causati dalla cenere vulcanica in Sicilia. Dopo aver ottenuto una sentenza favorevole, ha avviato un giudizio di ottemperanza per costringere il fisco a pagare. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso, sostenendo che l'agevolazione violasse le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che le regole dell'Unione Europea prevalgono sulle decisioni nazionali. Il caso torna ai giudici di primo grado, che dovranno verificare se il rimborso rispetti i limiti del regolamento "de minimis" e se l'imprenditore abbia effettivamente subito danni non coperti da altre fonti.
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Rimborso imposte sisma: scontro tra aiuti di Stato e fisco
Un istituto bancario situato in una zona colpita dal terremoto in Sicilia del 1990 ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, avvalendosi delle agevolazioni previste dalla legge. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto, confermato dai giudici di merito che hanno ritenuto l'agevolazione un aiuto di Stato vietato dal diritto europeo. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione legata alla compatibilità comunitaria e al valore della causa, ha disposto il rinvio della trattazione in pubblica udienza per approfondire il tema del rimborso imposte sisma.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: sì ai rimborsi nei trasporti
Un'impresa di trasporto pubblico ha chiesto il rimborso delle maggiori somme versate a titolo di IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione per il costo del lavoro (cuneo fiscale). L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che l'impresa operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per negare la deduzione IRAP costo del lavoro non basta il semplice riferimento formale a una tariffa. I giudici devono verificare se l'impresa operi effettivamente sotto una concessione (con trasferimento del rischio economico) e se la tariffa applicata sia realmente remunerativa, cioè capace di generare profitto e compensare i costi fiscali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: appalto o concessione?
Un'azienda di trasporti regionali ha chiesto il rimborso della maggiore imposta versata, rivendicando il diritto alla deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo l'azienda esclusa dal beneficio poiché operante in regime di concessione e a tariffa regolamentata. I giudici di merito hanno confermato il diniego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, evidenziando che i giudici precedenti non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa, tipico della concessione, né se la tariffa compensasse i costi fiscali. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Rimborso imposte sisma 1990: scontro tra fisco e aiuti di Stato
Un contribuente ha richiesto il rimborso imposte sisma 1990, pari al 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate negli anni 1991-1992, avendo percepito redditi da partecipazione societaria. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione finanziaria, il contribuente ha fatto ricorso, vincendo nei primi due gradi di giudizio. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che il rimborso a un soggetto che svolge attività d'impresa violi le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice di merito deve verificare se l'agevolazione rispetti i limiti previsti dal regolamento europeo de minimis. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Esenzione IMU alloggi sociali: canone basso ma tassa dovuta
Un'Agenzia per la casa ha richiesto il rimborso dell'imposta municipale per l'anno 2012, invocando l'esenzione IMU alloggi sociali per finalità non commerciali. Il Comune ha rifiutato il rimborso, sostenendo che l'attività di locazione, sebbene a canoni moderati, avesse comunque natura economica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. I giudici hanno chiarito che l'esenzione spetta solo se l'immobile è utilizzato direttamente o se i canoni richiesti hanno un valore puramente simbolico. Poiché i canoni dell'edilizia sociale piemontese coprono i costi di gestione e costruzione, essi non sono simbolici. Di conseguenza, l'attività è considerata commerciale e non dà diritto all'esenzione IMU alloggi sociali.
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Rimborso imposte sisma 1990: il Fisco batte l’autocertificazione
Un farmacista siciliano, colpito dal terremoto del 1990, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate nel triennio 1990-1992. Dopo la sua morte, l'erede ha proseguito la causa. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il rimborso, sostenendo che l'attività del contribuente rientrava nella nozione europea di impresa e che mancava la prova del rispetto dei limiti europei. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che per ottenere il rimborso imposte sisma 1990 è necessario verificare rigorosamente il rispetto dei limiti degli aiuti de minimis e l'effettiva sussistenza del danno subito, escludendo comunque il rimborso dell'IVA. La causa è stata quindi rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Agevolazioni fiscali e aiuti di Stato: stop ai condoni IVA
Una società consortile ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP e IVA del 2005, invocando la definizione agevolata prevista per le vittime del sisma del 2002 in Sicilia. I giudici di merito hanno accolto il ricorso, ritenendo l'agevolazione sempre applicabile. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione della compatibilità della misura con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che i giudici d'appello avrebbero dovuto verificare se le agevolazioni fiscali e aiuti di Stato concessi fossero compatibili con il mercato interno europeo, specialmente in materia di IVA. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Tremonti Ambiente: niente rimborso se l’energia è venduta
Una società di produzione di energia fotovoltaica ha richiesto il rimborso dell'IRES presentando una dichiarazione integrativa. La società voleva usufruire dell'agevolazione Tremonti Ambiente per gli investimenti nei propri impianti. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, sostenendo che l'agevolazione spetti solo per investimenti volti a ridurre l'impatto ambientale della propria attività principale (autoconsumo) e non per la produzione di energia da vendere al mercato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che l'agevolazione Tremonti Ambiente si applica solo se l'investimento previene o riduce i danni ambientali generati dall'attività stessa dell'impresa investitrice. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della società è stata definitivamente respinta.
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Imponibilità IVA dei contributi pubblici: la sconfitta del Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'Impresa di Trasporti la mancata applicazione dell'imposta sui contributi ricevuti da un Ente Pubblico Locale per il servizio di trasporto pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che tali somme non sono soggette a tassazione. La Corte ha chiarito che l'imponibilità IVA dei contributi pubblici richiede un legame diretto tra il sussidio e il prezzo del biglietto pagato dagli utenti. Nel caso specifico, l'Ente Pubblico Locale stabiliva le tariffe in anticipo e in modo vincolante. I contributi non servivano ad abbassare i prezzi per utenti specifici, ma a coprire i costi complessivi di gestione per garantire un servizio universale. Di conseguenza, mancando una connessione diretta con il prezzo del servizio, i contributi rimangono esclusi dal campo IVA. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso del fisco.
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Tremonti ambiente: niente sconti se l’energia si vende
Una società energetica ha richiesto il rimborso Ires per gli anni dal 2011 al 2014, invocando l'agevolazione fiscale Tremonti ambiente per un impianto fotovoltaico realizzato nel 2010. L'Agenzia delle Entrate ha opposto il silenzio-rifiuto, sostenendo che l'energia prodotta era destinata alla vendita sul mercato e non all'autoconsumo. Dopo le decisioni favorevoli alla società nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che l'agevolazione Tremonti ambiente spetta solo per gli investimenti volti a ridurre l'impatto ambientale della propria attività produttiva (autoconsumo) e non per le imprese che producono energia pulita per venderla a terzi, onde evitare aiuti di Stato illegittimi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: sì al rimborso per i trasporti
Un'impresa di trasporti ha chiesto il rimborso della maggiore IRAP versata nel 2012, ritenendo di avere diritto alla deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che l'impresa operasse in regime di concessione e a tariffa regolamentata, condizione che esclude l'agevolazione. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa. I giudici hanno stabilito che per escludere il beneficio fiscale devono coesistere sia la concessione sia una tariffa effettivamente remunerativa, ossia capace di generare profitto e compensare i costi fiscali. Poiché il giudice d'appello non ha verificato la reale natura remunerativa della tariffa, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Cuneo fiscale IRAP: quando il trasporto pubblico ha diritto al rimborso
Un'azienda di trasporti pubblici ha chiesto il rimborso di una maggiore imposta versata per l'anno 2012. L'azienda voleva applicare la deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso. L'ufficio sosteneva che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che, per negare il beneficio, la tariffa deve essere "remunerativa", cioè capace di generare un profitto e compensare i costi fiscali. Non basta che il prezzo sia prefissato dal Comune. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: sì al rimborso anche in perdita
Un'azienda di trasporti pubblici ha chiesto il rimborso di oltre 722 mila euro per l'IRAP versata nel 2010, rivendicando il diritto alla deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate aveva rifiutato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono il beneficio. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione all'azienda. I giudici hanno chiarito che l'esclusione si applica solo se concorrono sia una vera concessione (con trasferimento del rischio d'impresa) sia una tariffa effettivamente remunerativa (capace di generare profitto). Nel caso specifico, l'azienda operava tramite un appalto di servizi con corrispettivo fisso, gestendo il servizio in perdita e riversando tutti gli incassi dei biglietti al Comune. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto al rimborso.
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Rimborso imposte sisma 1990: stop della Cassazione per le imprese
Un contribuente, titolare di un'attività economica colpita dal terremoto del 1990 in Sicilia, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte IRPEF e ILOR versate per gli anni 1990 e 1991. L'Amministrazione Finanziaria si è opposta, sostenendo che l'agevolazione non potesse essere concessa automaticamente a chi svolge attività d'impresa senza verificare il rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario, stabilendo che per le imprese il rimborso imposte sisma 1990 è subordinato alla verifica del rispetto della regola de minimis o alla prova di un nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto richiesto. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per effettuare questi accertamenti.
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Addizionale IRES assicurazioni: no al rimborso milionario
Una società assicurativa ha chiesto il rimborso di oltre due milioni e mezzo di euro versati come addizionale IRES assicurazioni per l'anno 2013. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, la società ha avviato un contenzioso, sostenendo l'incostituzionalità della tassa e il contrasto con le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del prelievo straordinario. I giudici hanno chiarito che la maggiorazione per i settori finanziario e assicurativo è giustificata da una specifica capacità contributiva e da finalità solidaristiche di redistribuzione delle risorse durante una crisi economica. Inoltre, la misura non viola le regole europee sulla concorrenza, poiché si applica in modo generale a tutti gli operatori stabilmente attivi in Italia, escludendo qualsiasi favoritismo o discriminazione.
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Commissioni sui conti correnti postali: dovute anche in monopolio
L'Ente di Riscossione e un Istituto Bancario hanno impugnato la decisione che riconosceva al Gestore Postale il diritto di applicare commissioni sui conti correnti postali per il pagamento dell'ICI. I ricorrenti sostenevano la gratuità del servizio a causa del regime di monopolio legale e paventavano un aiuto di Stato illegittimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale, confermando che l'obbligo di apertura dei conti non comporta la gratuità delle prestazioni. Le commissioni sui conti correnti postali sono pienamente dovute, poiché il servizio di bancoposta è per sua natura oneroso e non si configura alcun aiuto di Stato. Di conseguenza, i ricorrenti principali hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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Sisma Sicilia: no al rimborso automatico per gli Aiuti di Stato
Un contribuente, titolare di un'impresa in Sicilia, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992 a seguito del terremoto del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ma i giudici di merito hanno accolto la domanda del contribuente. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le agevolazioni fiscali per le imprese costituiscono Aiuti di Stato illegittimi secondo le decisioni della Commissione Europea. Di conseguenza, il giudice nazionale deve verificare se l'agevolazione rispetti i limiti del regolamento de minimis o se vi siano stati danni effettivi direttamente causati dal sisma, evitando sovra-compensazioni. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Rimborso imposte sisma Sicilia: stop della Cassazione alle imprese
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza che riconosceva a una società siciliana il rimborso del 90% delle imposte versate per il triennio 1990-1992, a seguito del terremoto del 1990. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che le agevolazioni per le imprese costituiscono aiuti di Stato. Di conseguenza, il diritto al Rimborso imposte sisma Sicilia è subordinato al rispetto del limite de minimis o alla prova del nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto, evitando sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per verificare se la società rispetti effettivamente questi requisiti europei.
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