Un medico pediatra ha agito contro un'Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere il pagamento del compenso per la compilazione periodica dei libretti sanitari. L'ASP sosteneva che il compenso fosse dovuto una sola volta, mentre il medico rivendicava il suo carattere annuale. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, favorevoli al medico, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ASP. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione letterale del contratto, che parlava di "quota annua", era corretta e che l'ASP non poteva rideterminare unilateralmente il compenso medico convenzionato.
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