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Art. 100 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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652 provvedimenti

Altri anni per Art. 100 Codice di Procedura Civile

Responsabilità solidale: chi paga per il partito?
La Cassazione conferma la responsabilità solidale di un individuo che ha commissionato servizi per una campagna elettorale. Anche se agiva per un partito politico, un'associazione non riconosciuta, chi firma un contratto senza specificare di agire come rappresentante è personalmente obbligato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Improcedibilità del ricorso: sentenza notificata
Una società immobiliare ha acquistato un bene a un'asta giudiziaria, subendo poi una parziale evizione a causa di una sentenza di usucapione a favore di un terzo. La società ha quindi citato in giudizio il creditore, il notaio delegato e lo Stato per i danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso della società, principalmente per il mancato deposito della copia notificata della sentenza d'appello, un requisito formale inderogabile. In aggiunta, la Corte ha rilevato la carenza di interesse ad agire, poiché la sentenza di usucapione era stata nel frattempo dichiarata inefficace.
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Donazione indiretta: la Cassazione sui contributi familiari
Dei genitori forniscono mobili e pagano spese notarili e IVA per la casa coniugale del figlio. Dopo la separazione, chiedono la restituzione di tutto alla famiglia della nuora, sostenendo si trattasse di prestiti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando i pagamenti in denaro come una donazione indiretta, giustificata dal legame familiare e dallo spirito di liberalità. Per i mobili, l'obbligo di restituzione grava solo sul figlio, in qualità di comodatario, e non sulla famiglia della moglie.
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Eccezione di prescrizione: interesse banca e saldo conto
Un correntista agisce contro un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate. La domanda viene poi limitata al solo accertamento del corretto saldo del conto corrente. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, chiarisce un punto fondamentale: la banca conserva sempre l'interesse a sollevare l'eccezione di prescrizione, poiché questa incide direttamente sulla determinazione del saldo finale, escludendo dal calcolo le somme il cui diritto alla restituzione è ormai estinto per decorso del tempo. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che aveva negato tale interesse.
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Domanda trasversale: le Sezioni Unite decideranno
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la risoluzione di un contrasto giurisprudenziale sulla domanda trasversale, ovvero la domanda proposta da un convenuto contro un altro. Il caso nasce da una richiesta di risarcimento per occupazione illegittima di un immobile. I convenuti acquirenti avevano proposto domanda di manleva contro la convenuta venditrice senza chiedere il differimento dell'udienza, domanda poi dichiarata inammissibile in appello. Data la divergenza di opinioni nella giurisprudenza di legittimità sulla necessità di tale adempimento, la Terza Sezione ha ritenuto opportuno un intervento nomofilattico per garantire certezza del diritto.
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Responsabilità liquidatori: il danno da ritardo fallimento
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità dei liquidatori, sia di diritto che di fatto, per aver ritardato la dichiarazione di fallimento di una società. L'ordinanza chiarisce che il danno va calcolato con il criterio della 'differenza dei netti patrimoniali', confrontando il patrimonio sociale al momento in cui l'insolvenza era manifesta con quello alla data effettiva del fallimento. La sentenza sottolinea come tale ritardo colpevole costituisca un grave inadempimento che comporta l'obbligo di risarcire l'aggravamento del dissesto finanziario.
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Autorizzazione regionale: non serve per i dirigenti
Una dirigente pubblica, demansionata a seguito della revoca del suo incarico per asserita mancanza di autorizzazione regionale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che tale autorizzazione non è necessaria per il conferimento di incarichi a personale già in servizio, poiché rientra nella gestione del rapporto di lavoro, di competenza statale, e non nell'organizzazione dell'organico, di competenza regionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Errore di fatto: quando si può revocare una Cassazione
Un'azienda sanitaria contesta un'ordinanza della Cassazione per errore di fatto, ma il ricorso viene respinto. La Corte chiarisce che l'errore revocatorio deve essere una svista percettiva e non una critica all'interpretazione giuridica o alla valutazione processuale del giudice, sanzionando la parte per abuso del processo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
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Rendita vitalizia: INPS parte necessaria nel giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione legale promossa dal lavoratore per ottenere la costituzione di una rendita vitalizia a causa di contributi previdenziali omessi e prescritti deve necessariamente coinvolgere sia il datore di lavoro che l'INPS. La Corte ha chiarito che tale domanda non è un semplice risarcimento del danno, ma un'azione costitutiva che incide direttamente sulla posizione dell'ente previdenziale, il quale deve erogare la rendita. Pertanto, l'assenza dell'INPS nel giudizio ne determina la nullità.
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Motivazione per relationem: quando allegare l’atto?
La Corte di Cassazione stabilisce che l'Amministrazione Finanziaria non è obbligata ad allegare all'avviso di liquidazione la sentenza su cui si basa la tassazione, se il contribuente era parte in quel giudizio. Secondo i giudici, in questi casi, l'atto è già noto al destinatario, e la motivazione per relationem è valida se l'avviso contiene gli estremi (numero e data della sentenza) per una facile identificazione, senza necessità di una complessa ricerca.
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Giudicato esterno: quando blocca nuove opposizioni
Un imprenditore agricolo si oppone a un avviso di addebito INPS, sostenendo la duplicazione dei titoli e un precedente giudicato esterno favorevole. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che un giudicato esterno sfavorevole già formatosi sulla stessa pretesa rende intangibile il merito e inammissibili nuove opposizioni.
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Impugnazione preavviso ipoteca: quando è inutile?
Un contribuente impugna un preavviso di iscrizione ipotecaria. Successivamente, l'Agenzia procede con l'iscrizione effettiva, che viene anch'essa impugnata. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso originario contro il preavviso per sopravvenuta carenza di interesse. La ragione è che l'impugnazione dell'atto definitivo (l'iscrizione ipotecaria) assorbe e sostituisce quella dell'atto preparatorio (il preavviso), rendendo quest'ultima superflua.
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Legittimazione fideiussore: no a restituzione indebito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione del fideiussore non si estende all'azione di ripetizione di indebito per somme pagate dal debitore principale. Sebbene il garante possa sollevare tutte le eccezioni del debitore per difendersi, non può agire per ottenere la restituzione di addebiti illegittimi, diritto che spetta unicamente al titolare del rapporto (solvens). La Corte ha accolto il ricorso di un istituto di credito contro una sentenza d'appello che lo aveva erroneamente condannato a restituire delle somme direttamente ai garanti.
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Onere modale: estinzione per soppressione dell’ente
La Cassazione chiarisce che in caso di soppressione per legge di un ente beneficiario di un'eredità, l'onere modale non si trasferisce automaticamente all'ente subentrante. Se la legge non prevede la continuazione delle finalità originarie, l'obbligazione modale si estingue per impossibilità sopravvenuta, impedendo agli eredi di agire per la risoluzione del testamento.
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Motivazione per relationem: i limiti secondo la Cassazione
Una società immobiliare ha contestato la rendita catastale di un centro commerciale determinata dall'Amministrazione Finanziaria. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso della società, basando la propria decisione su una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) svolta in un altro giudizio. L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un vizio di motivazione, poiché il giudice di merito avrebbe aderito acriticamente alla CTU senza esaminare le specifiche contestazioni mosse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i principi sulla validità della motivazione per relationem e l'onere della parte ricorrente di dimostrare la mancata valutazione delle proprie critiche.
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Compensazione urbanistica: no ICI su aree cedute
La Corte di Cassazione ha annullato degli avvisi di accertamento ICI in un caso di compensazione urbanistica. È stato stabilito che i proprietari che cedono al Comune i diritti edificatori su un'area, in cambio di futuri crediti edilizi, non sono più tenuti a pagare l'imposta su quel terreno, poiché viene a mancare il presupposto impositivo, ovvero il potere di disporre del bene e di edificarvi.
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Percentuale di ricarico: la Cassazione fa chiarezza
Una società impugnava un avviso di accertamento basato sulla rideterminazione dei ricavi tramite una percentuale di ricarico e sul recupero dell'IVA per una vendita immobiliare. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, ritenendo illegittima la determinazione della percentuale di ricarico perché basata su un campione non rappresentativo e priva di un'adeguata analisi. Ha invece confermato la legittimità del recupero IVA, data la natura speculativa dell'operazione immobiliare.
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Carenza d’interesse: appello inammissibile
Una società energetica impugna un'ingiunzione di pagamento per contributi di bonifica. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo transattivo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché l'accordo ha eliminato la necessità di una pronuncia giudiziale.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema della nullità parziale fideiussione basata su schemi ABI anticoncorrenziali. Dei garanti hanno citato in giudizio una banca chiedendo la nullità totale della loro garanzia. La Corte ha rigettato la richiesta, ribadendo che la nullità colpisce solo le singole clausole illecite, non l'intero contratto, salvo che la parte interessata provi che tali clausole fossero essenziali. La garanzia, depurata dalle clausole nulle, resta quindi valida. La Corte ha, tuttavia, accolto il motivo relativo alla ripartizione delle spese processuali, compensandole tra le parti.
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