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Vizi E Difformità

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Imperfezioni o caratteristiche diverse da quelle pattuite che rendono un bene o un'opera non idonea all'uso previsto o ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accettazione dell’opera: niente pagamento se il lavoro ha difetti
Una società di costruzioni ha chiesto il pagamento per la realizzazione di una villetta, ma i committenti si sono rifiutati, contestando vizi e difformità. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di appalto: il diritto dell'impresa al corrispettivo sorge solo con l'accettazione dell'opera da parte del cliente. Se il committente non accetta il lavoro perché lo ritiene difettoso, l'appaltatore non può pretendere il pagamento. La semplice consegna dell'immobile non equivale ad accettazione se sono state sollevate contestazioni. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'impresa è stata respinta.
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Denuncia tardiva dei vizi: arredo difforme ma il cliente perde
Una committente, dopo aver ordinato l'arredamento per una sala giochi, contesta la qualità dei materiali e difetti di montaggio. Tuttavia, la sua lamentela arriva oltre due mesi dopo la consegna. L'azienda fornitrice si oppone, eccependo la decadenza dalla garanzia. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici precedenti, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte stabilisce che la denuncia tardiva dei vizi, facilmente riconoscibili al momento del montaggio, fa perdere alla committente ogni diritto alla garanzia. Di conseguenza, la committente perde la causa e non ottiene né la riduzione del prezzo né il risarcimento.
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Appalto con vizi: blocca il pagamento con l’eccezione di inadempimento
Un'impresa edile chiede il saldo del prezzo per lavori di completamento di un fabbricato. Il cliente si oppone, lamentando vizi e difformità nell'esecuzione. I giudici di merito gli danno torto, ritenendo necessaria una specifica domanda (riconvenzionale) per ottenere una riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo un principio fondamentale: al cliente basta sollevare una semplice 'eccezione di inadempimento in appalto'. Questo strumento di difesa è sufficiente per paralizzare la richiesta di pagamento. Spetta all'impresa, a quel punto, dimostrare di aver eseguito i lavori a perfetta regola d'arte per poter pretendere il saldo.
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Contratto di appalto: vizi e risarcimento danni
La sentenza analizza un contenzioso relativo a un contratto di appalto per la ristrutturazione di uno stabilimento balneare. Il Tribunale ha valutato le pretese per lavori extra e le contestazioni su vizi e difformità, riducendo il compenso dell'appaltatore in base alle mancanze esecutive riscontrate.
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Vizi appalto: chi prova la colpa del costruttore?
In un caso di vizi appalto, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova. Se il committente dimostra l'esistenza di difetti nell'opera, la colpa dell'appaltatore è presunta. Sarà quest'ultimo a dover provare che i vizi sono dovuti a cause esterne, come l'intervento di terzi o il semplice passare del tempo. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva erroneamente addossato tale onere al committente, è stata annullata su questo punto.
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