Un figlio maggiorenne richiede la pensione di reversibilità del padre, sostenendo di essere inabile al lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza chiarisce che il diritto non spetta se, nonostante le patologie, sussiste una residua capacità lavorativa, anche per mansioni semplici, che consenta di produrre un reddito non puramente simbolico. La valutazione, basata su una Consulenza Tecnica d'Ufficio, ha un peso determinante.
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